11/08/2026
A 12 anni dalla sua scomparsa, ricordiamo uno degli attori più poetici e emozionanti degli ultimi decenni
Non si è spento perché la vita gli pesava troppo. La sua luce si è spenta dall’interno, e nessuno dei suoi sorrisi era una bugia.
Grazie per ognuno di essi, Robin.
Ogni tanto, la frase a lui attribuita ricomincia a circolare: le persone non fingono la depressione, fingono di stare bene.
E con quella frase torna anche il mito: il clown triste, l’uomo che faceva ridere il mondo mentre dentro di sé si spegneva per la tristezza.
Sua moglie ha passato anni a cercare di correggere quella storia. Perché non è andata così.
L’autopsia ha rivelato che Robin Williams aveva la demenza a corpi di Lewy, una malattia degenerativa del cervello che non gli era mai stata diagnosticata in vita. Susan Schneider Williams, sua moglie, l’ha descritta con una frase agghiacciante: il terrorista nel cervello di mio marito.
Il suo ultimo anno è stato un mistero medico. Sono comparsi sintomi che nessuno specialista riusciva a spiegare: insonnia, ansia estrema, paranoia, allucinazioni, movimenti che non riusciva a controllare, la memoria che gli scivolava via tra le dita.
E gli è successo qualcosa che deve essere stato terrificante. Su un set cinematografico, l’uomo che improvvisava come nessun altro al mondo, che riempiva intere scene di idee che nessuno aveva scritto, ha cominciato a dimenticare le battute. Per la prima volta nella sua vita, non ci riusciva.
Sua moglie ha detto che sapeva che qualcosa non andava. Che era consapevole di stare perdendo la propria mente e di non poter fare nulla per fermarlo.
Non era tristezza. Era una malattia che gli divorava silenziosamente il cervello, senza un nome, senza una diagnosi, mentre i medici cercavano nel posto sbagliato.
Ha deciso di raccontarlo per un motivo preciso: affinché altre famiglie che oggi vedono sintomi simili sappiano cosa cercare. Affinché il mito non metta in ombra la malattia.
Vale quindi la pena ripeterlo, senza mezzi termini.
Non si è spento perché la vita gli pesava troppo. La sua luce si è spenta dall’interno, e nessuno dei suoi sorrisi era una bugia.
Grazie per ognuno di essi, Robin.