Riscoprire nel tempo

Riscoprire nel tempo Privato vende oggetti di famiglia -di tutto un po' Mercatino dell'usato

12/07/2026
10/07/2026

Esiste un’abitudine che accompagna l’essere umano da sempre. Esprimere un giudizio prima ancora di aver compreso. È un gesto quasi automatico, così rapido da sembrare naturale. Eppure, dietro quella velocità, si nasconde qualcosa di molto più profondo.

Conoscere richiede tempo. Giudicare richiede soltanto un’opinione.

La realtà è quasi sempre complessa, fatta di sfumature, contraddizioni, contesti e storie invisibili. Ma la mente preferisce le scorciatoie. Trasforma una persona in un’etichetta, un episodio in una sentenza, un errore in un’identità. È molto più rassicurante credere di aver capito tutto che convivere con il dubbio di aver capito poco.

Ogni giudizio restituisce una sensazione di superiorità. Per qualche istante ci si colloca sul gradino di chi osserva dall’alto, di chi si sente abbastanza competente da stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. È un piccolo potere che non costa fatica e regala l’illusione di avere il controllo su un mondo che, in realtà, sfugge continuamente a qualsiasi tentativo di essere spiegato.

Esiste poi un altro meccanismo ancora più sottile. Criticare gli altri permette di evitare l’incontro con se stessi. Finché l’attenzione resta puntata sui difetti altrui, non rimane molto spazio per interrogarsi sui propri. Il giudizio diventa così uno specchio rivolto nella direzione opposta.

I social hanno trasformato questa inclinazione in uno spettacolo permanente. Oggi tutti possono commentare tutto. Un video di pochi secondi, una fotografia, una frase estrapolata dal suo contesto diventano sufficienti per emettere verdetti definitivi su persone delle quali non conosciamo quasi nulla. Si confonde l’informazione con la conoscenza e la conoscenza con la verità.

La verità, invece, ha un carattere molto meno arrogante. Procede lentamente. Accetta di non possedere tutte le risposte. Sa che ogni individuo porta con sé una storia che gli altri ignorano quasi completamente. Ogni comportamento visibile rappresenta soltanto la punta di un iceberg del quale rimane sommersa la parte più importante.

Forse il segno più autentico della maturità non consiste nell’avere sempre qualcosa da dire, ma nel riconoscere quanto poco sappiamo della vita degli altri. Perché ogni volta che crediamo di aver compreso una persona dopo averne osservato un frammento, stiamo probabilmente giudicando un libro dopo averne letto una sola riga.

E forse il mondo sarebbe un luogo più giusto se, prima di pronunciare una sentenza, ciascuno ricordasse che nessuno conosce davvero tutto di nessuno.

(Ciro Barberio - "Il bisogno di giudicare")

Immagine: Opera di René Magritte

Un bel PEZZO UNICO ovvero ONE OF A KIND per te!Passione   applicata su VECCHIO  MANICHINO che appoggia su una base a rot...
10/07/2026

Un bel PEZZO UNICO ovvero ONE OF A KIND per te!
Passione applicata su VECCHIO MANICHINO che appoggia su una base a rotelle, recuperato anche lui nei nostri amati mercatini dell'antiquariato 🥰
Realizzato con immagini vecchie di attori, film e didascalie.
Lo puoi usare per arredare un angolo di casa, per completare luna vetrina oppure come un vero "attaccapanni "😉
Con la base misura 2 metri

L'artista in famiglia è
Il manichino è
Per informazioni DM📲

09/07/2026

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08/07/2026
06/07/2026

L'Arte dei Sartori in Verona: un viaggio lungo sei secoli tra regole, segreti e corporazioni
​La storia di Verona è fatta di grandi casate e monumenti intramontabili, ma anche del lavoro silenzioso e fondamentale delle sue corporazioni artigiane. Attraverso lo studio dettagliato dell'opera "L'arte dei sartori in Verona" di Magnano, possiamo riscoprire la vita quotidiana, i doveri e i segreti di una delle arti più affascinanti della città, analizzandone l'evoluzione attraverso i suoi statuti.
​Il "corpo" degli statuti delle Arti veronesi ha vissuto quattro grandi redazioni storiche nel corso dei secoli: nel 1260, nel 1319, nel 1493 e nel 1711. Di queste, la primissima redazione del 1260 ci è pervenuta in forma ridotta: sono sopravvissuti soltanto gli statuti dei Sartori e dei Radaroli. Questo preziosissimo testo ci è stato tramandato grazie alla trascrizione in copia dall'abate Giuseppe Venturi, il quale ebbe la fortuna di stringere tra le mani il codice membranaceo originale prima che andasse misteriosamente smarrito, lasciandoci un'eredità storica poi edita da Egidio Rossini nel 1961.
​Le successive riforme testimoniano il profondo legame con la politica cittadina:
​La redazione del 1319: Venne affidata a una commissione di dieci membri nominati direttamente da Cangrande della Scala, integrando e ridefinendo i vecchi capitoli.
​La redazione del 1493: Sostanzialmente una copia della precedente, ma arricchita nel tempo dall'aggiunta di nuovi capitoli, come i tredici inseriti nel 1608 e un ulteriore nel 1681.
​L'ultima del 1711: Una copia aggiornata che fissa definitivamente i rapporti tra il Comune, la Domus (la Casa dei mercanti), i maestri iscritti e la loro clientela.
​Ma come funzionava la vita interna di questi maestri d'ascia e di ago nel Medioevo? Il punto di partenza è lo Statuto del 1260, le cui regole prendevano le mosse dal solenne "Giuramento dei consiglieri".
​I consiglieri eletti si impegnavano singolarmente, giurando sui Santi Vangeli ("sancta Evangelia"), a consigliare la corporazione in buona fede, senza inganno e nell'esclusivo interesse dell'Arte, del gastaldo e del fidejussore. Questo giuramento imponeva obblighi rigidissimi, tra cui il massimo riserbo: era tassativamente vietato rivelare a terzi la natura dei consigli richiesti e delle decisioni prese all'interno della corporazione, a meno di un'esplicita autorizzazione.
​Inoltre, i membri avevano il dovere di vigilare costantemente sull'operato dello stesso gastaldo e del fidejussore, assicurandosi che difendessero l'onore della corporazione e della Casa dei mercanti, e impegnandosi a restituire qualsiasi bene o documento di pertinenza dell'Arte fosse finito nelle loro mani.

Indirizzo

Verona

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