29/03/2026
Agli inizi degli anni 90 la mia attenzione fu catturata da un piccolo film australiano: la storia singolare di un cieco che scatta fotografie per un motivo preciso — non potendo fidarsi di ciò che gli viene raccontato, usa le immagini per “verificare” la realtà attraverso gli altri.
Bastò quello per spingermi in uno dei pochi cinema romani dove veniva proiettato. E ne valse la pena. Non solo per l’originalità della storia, ma perché non sembrava affatto un film piccolo, anche se lo era.
Il motivo era semplice: sul grande schermo c’erano due ragazzi sconosciuti, ancora acerbi ma già magnetici.
Anni dopo sarebbero diventati Hugo Weaving e Russell Crowe. Ma lì, in quel momento, erano solo due sbarbatelli con un talento che bucava lo schermo.
Il film è Proof (Istantanee). Non è facilissimo da recuperare, ma merita assolutamente la visione. Anche solo per la splendida colonna sonora.