FEMS du Cinéma

FEMS du Cinéma Les FEMS du Cinéma nasce nel 2012.

La redazione di origine veneziana organizza interviste, proiezioni, news e collaborazioni locali, tra cui la curatela artistica e co-produzione del Cinema Barch-in dal 2020.

Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery è il terzo capitolo della serie creata da Rian Johnson, che vede protagonista un ...
14/12/2025

Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery è il terzo capitolo della serie creata da Rian Johnson, che vede protagonista un Poirot moderno: Benoit Blanc (Daniel Craig) che dopo un fulminante e divertente primo capitolo ci aveva deluso col secondo: Glass Onion (forse anche perché nello stesso anno erano usciti Triangle of Sadness e The menù, che parlavano delle stesse cose ma molto meglio...). Nel terzo capito Johnson si mette alla prova, ritorna in parte al primo capitolo e in parte sovverte la struttura (l'investigatore entra in scena mooolto tardi), cambia quindi e lo fa con successo, il giallo è articolato e non scontato prende spunto più che dalla Christie da: Chesterton/Padre Brown, Poe e John Dickson Carr, e la tematica più profonda emerge in primo piano: un discorso sulla fede e la grazia in una storia che ha molto più di pasquale che natalizio....come si è detto in altre recensioni il bello del film è che è puro intrattenimento che ha qualcosa di profondo e per nulla scontato da dire. Una nota speciale al protagonista Josh O'Connor che si conferma ancora una volta uno dei migliori giovani attori attuali, e fa davvero vibrare il suo personaggio: un giovane prete con un passato da pugile.
Il film è disponibile su Netflix.

"Spero di essere riuscito a trasportare nel mio film la gioia attiva" Nicola Balducci. Il film Quir ci porta a conoscere...
29/11/2025

"Spero di essere riuscito a trasportare nel mio film la gioia attiva" Nicola Balducci. Il film Quir ci porta a conoscere Palermo e le vite di Massimo, Gino, Ernesto, Vivian e Charly. "Ogni storia va in cerca di significato aspirando, come il film a ricomporsi in una geometria il cui senso è dato dal tutto"
***r

🎬 QUIR | A PALERMO LOVE STORY – Proiezione speciale📅 Lunedì 2 dicembre 2025 – ore 19:00📍 Cinema Dante, Via Sernaglia 12 ...
18/11/2025

🎬 QUIR | A PALERMO LOVE STORY – Proiezione speciale

📅 Lunedì 2 dicembre 2025 – ore 19:00

📍 Cinema Dante, Via Sernaglia 12 – Mestre (VE)

🎟 Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

Un viaggio cinematografico nel cuore di Palermo attraverso una storia d'amore intensa e autentica. Il film di Nicola Bellucci ci presenta Quir, un luogo d’amore che sfida ogni convenzione.

🎬 Svizzera, 2024 – durata 112'

👤 Sarà presente in sala Massimo Milani, protagonista del documentario


Guillermo del Toro è sempre stato il cugino Ispanico di Tim Burton. La cosa che li accomunava era la passione per i most...
05/11/2025

Guillermo del Toro è sempre stato il cugino Ispanico di Tim Burton. La cosa che li accomunava era la passione per i mostri di cui sovente prendevano le parti, quello che li separava era l’aspetto. In Burton i mostri erano sempre gentili incompresi, o al massimo grotteschi burloni, molto di rado si sporcavano le mani come il cavaliere senza testa di Sleepy Hollow (che cmq di sangue ne sparge veramente poco). Per Del Toro, invece, i suoi mostri potevano essere buoni o ambigui senza per questo essere rassicuranti come il fantasma della spina del diavolo e il fauno proprietario del Labirinto, ma anche Hellboy che combatte con il suo aspetto genuinamente demoniaco limando le corna e incontra una morte,vaticino dai molteplici occhi, il cui design è un pò la somma dell’idea di innaturale di del Toro e ha influenzato molti dopo di lui. Il film dedicato alla creatura di Frankenstein è la, a tratti, felice fusione dei due stili. Perché entrambi i registi amano Il Mostro più del suo creatore. Burton vi ha infatti dedicato due omaggi, il corto Frankenweenie e il film omonimo ad esso inspirato, mentre nel film di Del Toro il mostro è definitivamente il protagonista positivo della storia, non c’è modo di equivocare. Tutte le cose negative che succedono sono causa del suo creatore, Victor, o dei crudeli umani. Inoltre il suo aspetto malgrado le evidenti cicatrici è gentile e non minaccioso. Cosa rimane quindi dello stile di del Toro? Rimane la componente visiva. le magniloquenti architetture del laboratorio di Victor, il campo di battaglia da cui recupera le parti ma soprattutto le bare che occupano una iconica sequenza e che escono direttamente nel design dal suo immaginario. Anche la scelta dell’attore Jacob Elordi dall’aspetto imponente e pacato in confronto all'interpretazione nervosa di Jason Isaac ci conduce su questa direzione, che non rimpiangiamo perché i due attori sono ottimi ma che appiattisce molti dei dilemmi etici del racconto originale. Quella che forse non brilla troppo è Mia Goth che, nonostante il ruolo ampliato rispetto al suo personaggio nel romanzo, non rimane troppo impressa.

Esce oggi il nuovo film di Yorgos Lanthimos, “Bugonia”, che avevamo avuto l’occasione di vedere durante la passata Mostr...
23/10/2025

Esce oggi il nuovo film di Yorgos Lanthimos, “Bugonia”, che avevamo avuto l’occasione di vedere durante la passata Mostra del Cinema di Venezia, dove era in concorso. È un remake di un film coreano del 2003, e difatti, a livello di trama e situazioni paradossali, siamo vicini ad un altro film coreano in concorso quest’anno, “No other choice”, di Park Chan Wook. Jesse Plemons interpreta Teddy, un complottista ossessionato dagli alieni che, assieme al cugino, decide di rapire Michelle, interpretata da Emma Stone, CEO, di una grande azienda, perché convinto che si tratti di un’aliena decisa a distruggere la Terra.
Il film è suddiviso in capitoli preceduti da un’immagine della Terra stessa vista dallo spazio, che a poco a poco si appiattisce; e lo spettatore si fa trascinare dentro questo delirio complottista, dapprima con distacco, poi sempre più coinvolto nella vicenda e nell’assurdità della concatenazione di eventi che si dipanano davanti ai suoi occhi. Emma Stone si conferma la nuova musa, ma anche partner artistica di Lanthimos, e Jesse Plemons è eccezionale nell’ interpretare quello che ai tempi di “Taxi driver” veniva chiamato “ l’underground man” l’uomo disconnesso dalla società e che si rinchiude in una realtà propria in cui tutto ha una spiegazione, per quanto assurda.
Se volete rimanere spiazzati, e ridere amaramente, questo è il film che fa per voi!

Oggi è uscito nelle sale After the Hunt, ultimo film di Luca Guadagnino e presentato per la prima volta all’82a Mostra d...
16/10/2025

Oggi è uscito nelle sale After the Hunt, ultimo film di Luca Guadagnino e presentato per la prima volta all’82a Mostra del cinema di Venezia.
Un film che ha diviso molto la critica perché nonostante i grandi nomi – prima tra tutti Julia Roberts, ci sono anche Ayo Edibiri, Andrew Garfield e Michael Stuhlbarg – non è riuscito a convincere fino in fondo. Guadagnino porta in scena, o almeno ci prova, un conflitto nato all’interno dell’università di Yale tra due docenti di filosofia, Roberts e Garfield, che si contendono la cattedra e una studentessa, Edibiri, che denuncia di aver subito una molestia sessuale.
Il tema è caldo, soprattutto da quando nel 2017 si è scatenato il movimento me too che pone maggiormente l’attenzione su cosa sia molestia e no.
Nonostante lo scopo di Guadagnino fino alle prime scene è quella di far sentire al pubblico il peso di una bomba che sta per esplodere, alla fine tutto rimane molto sottotono. Lo scontro generazionale tra il personaggio della Roberts e tra quello della Edibiri resta in superficie, e anzi la GenZ ne esce distrutta, complice una visione macchiettista e stereotipata che presenta il film.
Sfortunatamente After the Hunt non ci fa rivivere l’eleganza e la complessità al quale Guadagnino ci aveva abituato ma ci porta invece a vivere un film che ambisce ad essere Woody Allen, ma che alla fine sembra non appartenere né al regista newyorkese né al regista italiano.

🎬 Presentato in Concorso quest’anno a Venezia e, completamente ignorato dalla giuria, l’ultima pellicola di Park Chan Wo...
27/09/2025

🎬 Presentato in Concorso quest’anno a Venezia e, completamente ignorato dalla giuria, l’ultima pellicola di Park Chan Wook ha invece conquistato l’international People’s Choice Award al Toronto Film Festival.
Mi fa piacere che abbia ottenuto un riconoscimento, perché è un film che merita decisamente la visione; siamo lontani dalle atmosfere dell’ultimo “Decision to leave”(2022). Tratto dal libro “The Ax” dello scrittore Donald E. Westlake, il film racconta le vicende di Man - su, che si ritrova a dover gestire il proprio licenziamento dopo 25 anni di lavoro come specialista nella produzione della carta. Tutta la sua vita è a rischio: la bella casa, l’educazione dei figli e il rapporto con la moglie (decisamente più flessibile e pragmatica di lui nell’affrontare la nuova situazione). Man- su non riesce a vedersi al di fuori del mondo della carta, che però è un settore estremamente competitivo, per cui adotterà una soluzione “creativa” , diciamo così, per crearsi una nuova posizione lavorativa. Non voglio rivelare troppo per cui dirò solo che il film riesce ad essere carico di humor nero, di dramma trascina lo spettatore in una serie di situazioni paradossali, anche attraverso l’uso di riprese e inquadrature da punti di vista insoliti.
Pur divertendosi molto, il film aiuta a riflettere sul rapporto che abbiamo col lavoro e col modo in cui definisce la nostra identità.
Il film uscirà in Italia nelle sale a gennaio 2026, ed è da non perdere!

Presentato in Concorso quest’anno a Venezia e, completamente ignorato dalla giuria, l’ultima pellicola di Park Chan Wook...
27/09/2025

Presentato in Concorso quest’anno a Venezia e, completamente ignorato dalla giuria, l’ultima pellicola di Park Chan Wook ha invece conquistato l’international People’s Choice Award al Toronto Film Festival.
Mi fa piacere che abbia ottenuto un riconoscimento, perché è un film che merita decisamente la visione; siamo lontani dalle atmosfere dell’ultimo “Decision to leave”(2022). Tratto dal libro “The Ax” dello scrittore Donald E. Westlake, il film racconta le vicende di Man - su, che si ritrova a dover gestire il proprio licenziamento dopo 25 anni di lavoro come specialista nella produzione della carta. Tutta la sua vita è a rischio: la bella casa, l’educazione dei figli e il rapporto con la moglie (decisamente più flessibile e pragmatica di lui nell’affrontare la nuova situazione). Man- su non riesce a vedersi al di fuori del mondo della carta, che però è un settore estremamente competitivo, per cui adotterà una soluzione “creativa” , diciamo così, per crearsi una nuova posizione lavorativa. Non voglio rivelare troppo per cui dirò solo che il film riesce ad essere carico di humor nero, di dramma trascina lo spettatore in una serie di situazioni paradossali, anche attraverso l’uso di riprese e inquadrature da punti di vista insoliti.
Pur divertendosi molto, il film aiuta a riflettere sul rapporto che abbiamo col lavoro e col modo in cui definisce la nostra identità.
Il film uscirà in Italia nelle sale a gennaio 2026, ed è da non perdere!

Esce giovedì 25 Ssettembre sugli schermi Italiani uno dei film più apprezzati della Mostra del cinema di Venezia:Palesti...
24/09/2025

Esce giovedì 25 Ssettembre sugli schermi Italiani uno dei film più apprezzati della Mostra del cinema di Venezia:

Palestina, Hamas usa abitualmente come mezzi ed autobombe le ambulanze di servizio.
L'esercito israeliano non colpisce le ambulanze solo se riceve un ordine specifico di non abbattimento.
Per poter permessare il percorso di transito sicuro di un’ambulanza in una zona di guerra, c’è un preciso e difficile iter burocratico e logistico da seguire, all''effettivo il tempo necessario è molto di più di quello che invece ci si potrebbe permettere in un contesto di emergenza e soccorso.
Senza contare tutte le variabili del caso.

"La voce di Hind Rajab" racconta nell’arco di soli 1h29m il tragico tentativo di salvataggio della bambina: Hind Rajab da parte di un reparto della Mezza Luna Rossa di Ramallah (l’equivalente della nostra Croce Rossa).
Il film si svolge all’interno degli uffici della Mezza Luna, a partire dalla telefonata dei familiari di Hind: l'assistenza del personale via telefono, l’attivazione della catena di coordinamento,
La tensione e l’impazienza salgono nello spettatore che risulta impotente come gli stessi soccorritori, in un crescendo di emozioni. La voce degli attori si alterna con quella delle registrazioni reali di Hind tenendoli incollati con i piedi per terra: dicendo chiaramente che non è finzione, è tutto vero e sta accadendo ora. 
Il risultato è davvero devastante.

Il film, prodotto da molti volti noti di Hollywood e diretto dalla regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che già in "Quattro figlie" aveva sapientemente mescolato la forza del documentario con quella della finzione cinematografica, si può inserire nell’eredità dei migliori drammi e thriller telefonici, il cui papà è probabilmente "La voce umana" Jean Cocteau , che recentemente hanno avuto i loro migliori risultati con "Locke" di Steven Knight con Tom Hardy e "Il colpevole"  di Gustav Möller e con Jakob Cedergre; anche se a differenza delle altre è inevitabile sottolineare come sia un'opera urgente che si inserisce nel qui e ora.


Una settimana è passataLa mostra è terminataMa prima di lasciarvi anadareGhesborso una cosa vi vuole ricordareChe qualun...
15/09/2025

Una settimana è passata
La mostra è terminata
Ma prima di lasciarvi anadare
Ghesborso una cosa vi vuole ricordare
Che qualunque cosa accada
Ferisce più la penna della spada
(Anche di un León assegnato
Ad un film non apprezzato)

Father Mother Sister Brother
+ una schiera di bravi attori
- il ritmo statico di scrittura e regia non li sostengono troppo
The smashing machine
+ Ricostruzione interessante di un periodo dimenticato del wrestling
- Il film non riesce ad essere così drammatico ed adulto quanto vorrebbe
Divine comedy
+ Si scherza bene sul dramma della censura nei paesi arabi, citando Moretti
- A momenti se manca il contesto culturale si perdono dei passaggi
The testament of Ann Lee
+ Molto belle le coreografie e le canzoni
- La rappresentazione estetica dei personaggi non è credibile in rapporto alla violenza subita
Lo straniero
+ Bel Adattamento del pensiero di Camus
- In certi momenti troppo lento
A House of Dynamite
* Il mio film preferito della mostra, l'unico difetto è che racconta la stessa cosa tre volte, ma lo fa molto bene da tre punti di vista molto interessanti
Human Resource
+ Girato bene
- Il solito film da festival in cui speri succeda qualcosa invece niente
Pin de fartie
∆ Il peggior film della mostra per me, è ora di finirla di pensare che se non sai recitare fai film sperimentale
The voice of Hind Rajab
+ Intenso e di impatto
- forse la parte negli uffici a volte scade nella recitazione drammatica eccessiva
The Ivy
+ Recitato bene
- il colpo di scena sa troppo di telenovela
In the Hand of Dante
:D ahahahahahah ahahahahahahahahaha Gerald Butler Papa nel 1300 ahahaahahahahahahahahahahah
Girl
+ Le attrici sono brave
- scade troppo in stereotipi melodrammatici del cinema orientale
Grand Ciel
+ Interessante ibrido tra metafora e tema asociale importante
- la metafora è proprio alla fine e Usa mezzi un pò troppo scarni
Scarlet
+ Tematiche interessanti
- Stereotipi degli anime un pò insopportabili
Dog 51
+ Coraggioso tentativo di film distopico d'oltralpe
- La scrittura pigra e le scene d'azione lente evidenziano il basso budget


Duse di Pietro MarcelloIl film racconta la vita di Eleonora Duse nel momento in cui ritorna sulle scene nel 1921 per nec...
06/09/2025

Duse di Pietro Marcello
Il film racconta la vita di Eleonora Duse nel momento in cui ritorna sulle scene nel 1921 per necessità economiche.
La Duse del film è una donna che fa del teatro la sua ragione di vita, coinvolgendo tutte le persone che le sono attorno, nel lavoro come nella vita, nel successo e nelle scelte sbagliate che si ripercuotono, soprattutto, nel rapporto che ha con la figlia Enrichetta.
Il racconto della Divina cammina di pari passo con la storia d’Italia, il viaggio della donna è in parallelo il viaggio che compie il Milite Ignoto grazie alle immagini originali che accompagnano la narrazione del film, come, anche, quelle legate ad una Venezia della prima metà del Novecento, e dove Duse farà ritorno per lavorare con Fortuny alla creazione di nuovi costumi per uno spettacolo.
Le figure che ruotano attorno all’attrice sono varie, dall’amica fidata fino a D’Annunzio e Mussolini che faranno vacillare e confondere le decisioni e i pensieri dell’attrice. È un racconto corale dove tutti trovano un ruolo, come nel teatro che è vita, sofferenza e impegno per la Duse, fino quasi a diventare una malattia per la protagonista, anzi cercherà di scegliere sempre la recitazione rispetto alle cure a cui avrebbe dovuto sottoporsi.
I primi piani che ci regala il regista di Valeria Bruni Tedeschi sono il motivo per cui andare a vederlo al cinema, si viene catturati dell’intensità e profondità e trasportati in mondi infiniti che solamente un’attrice come lei ha potuto regalare al personaggio.
Menzione speciale per i costumi meravigliosi e la colonna sonora che fluisce da brani classici fino all’elettronica perfettamente attinente alle scene e al film.
La speranza è che questo film arrivi a più persone possibili e che possa avere un riconoscimento in questa Mostra 82.

Prestateci orecchio gentili utentiSmettete di tremare e ba***re i dentiIn questa vigilia di fine festivalGhesborso si er...
05/09/2025

Prestateci orecchio gentili utenti
Smettete di tremare e ba***re i denti
In questa vigilia di fine festival
Ghesborso si erge come un moderno Percival
Dalle recensioni noiose vi va tosto a salvare
E in pochi tocchi a narrare
Della prima metà di film che è riuscito a guardare

Mother
+ Nomi Rapace traina bene tutto il film
- È una fotocopia dello stile della Nicchiarelli
Ghost Elephant
+ Herzog non si prende mai sul serio fino in fondo
- In certi momenti davvero troppo convenzionale come documentario
La Grazia
+ Giusto equilibrio tra temi sociali importanti e satira
- Regia abbastanza scolastica e stravista
Otec
+ Ritmo degli eventi drammatici che non lascia respiro
- Ad un certo punto diventa forse eccessivamente melodrammatico
Jay Kelly
+ Sandler è una sorpresa positiva
- Il film non riesce ad essere incisivo
Orphan
+ Cruda e onesta storia di formazione
- L'interpretazione del protagonista raggiunge un alto livello di fastidio
A pied d'ouvre
+ connota bene lo stato lavorativo di molti giovani
- tipica commedia dolce amara, manca un pò di coraggio
After the Hunt
+ Julia Roberts magistrale
- A tre quarti il film finisce...
Motor City
+ Le canzoni anni 70 della colonna sonora (non è un musical) sostituiscono i dialoghi e l'azione fa da padrona
- Verso la fine dimenticano un pò il gioco delle canzoni per una colonna sonora più generica
Luis Malle
- Belle le interviste
+ Documentario generico 2
Sotto le nuvole
+ Simpatici i momenti delle chiamate strane degli utenti nei vari centralini dei vigili del fuoco
- Documentario privo di ritmo
Frankenstein
+ Del Toro ama la creatura e si vede
- Del Toro ama troppo la creatura, finendo per assolverla
The Last Viking
+ Straordinaria la Versatilità di Mikkelsen
- in certi momenti ci si fa schifo perché si ride di disgrazie
Lost Land
+ interessante perché tratta di popolazioni le cui tragedie sono sottovalutate
- lo stile privo di ritmo non gli fa un buon servizio
Il mago del Cremlino
+ fantastico Il trucco di Jude Law e la mimica per assomigliare a Putin
- una matrioska di spiegoni in flashback dentro flashback

Indirizzo

Venezia
Venice

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