10/10/2026
La vendetta ha sempre qualcosa di sporco. Tanto per chi genera il movimento vendicativo attraverso un gesto sconsiderato, quanto per colui o colei che, in risposta a quel gesto, comincia la propria danza.
Perché la vendetta è anche una danza. Qualcosa di armonioso, quasi il movimento di una sirena che nuota nell'acqua.
La vendetta è fredda, calcolata, distesa nel tempo. Si dirama, si propaga, assume forme imprevedibili. Risponde a una necessità immediata, ma non può ricostituire l'equilibrio precedente. Al contrario, muta inevitabilmente le condizioni dell'esistenza, tanto di chi la compie quanto di chi la subisce.
Tre movimenti per una trilogia della vendetta attraversa proprio questa trasformazione: il prima e il dopo, la frattura e la risposta, l'impossibilità di tornare a ciò che era.
Riccardo Bernini racconta Tre movimenti per una trilogia della vendetta
Primo movimento: La vendetta della sirena, di Toshiharu Ikeda.
13 ottobre 2026 — ore 21:15