24/03/2016
Dancer in the Dark.
Lars Von Trier.
Consigliato : Un semplice "si" non basta, stiamo per trattare un capolavoro assoluto, sono pochi i Film che possono farvi provare quello che vi farà provare Dancer in the Dark.
Voto : 9.5
Spessore tema : 9.5
"Ho visto ciò che ero
E so cosa sarò
Ho visto tutto ormai
Non c'è più nulla da vedere."
Di Lars Von Trier abbiamo già trattato Nymphomaniac e col tempo li tratteremo tutti, perché? Perché i suoi film sono vortici di emozioni di ogni genere miscelate fra loro, i concetti e le situazioni che si possono ti**re fuori un pò da ogni sua opera sono troppi, oggi trattiamo un esempio lampante di questo, Dancer in the Dark.
È il capitolo intermedio del "Cuore d'Oro", nasce dopo "Le Onde del Destino" e prima di "Dogville", la trilogia prende il titolo dal fatto che Von Trier dirige tre racconti nei quali i protagonisti soffrono a causa della loro innocenza e delle loro dobelezze... Ragazzi, e quanto soffrono, davvero un sacco, ricordo la prima volta che vidi questo film qualche anno fa mi emozionai alla grande e a sentire il parere di molti "è difficile trattenersi". Anche con Dancer in the Dark l'obbiettivo principe del regista è spogliare l'animo umano in tutte le sue sfumature e in tutte le sue vergogne, la pellicola parte col farvi intendere cosa vuol dire "Non avere nulla", tutti i personaggi di Von Trier vivono o capitano in situazioni molto disagianti, ma in questo forse Selma (la protagonista del film) è il top. Partite dal presupposto che è un musical molto singolare, nonostante le scene cantate non siano poche non lo noterete alla "Sweeney Todd" per fare un esempio, anche perché la natura della scenografia e dell'ambiente è alquanto soft, saranno gli avvenimenti a sconquassarvi, a volte diretti come se nulla fosse facendovi entrare in sintonia col momento di tragedia, altre le quali ho citato prima, in altre parole, vi sfido a non piangere (Poi sicuramente l'effetto del film cambia da persona a persona).
È il primo che votiamo "9.5", leggendo le nostre recensioni la particolarità che non può non saltare all'occhio è che diamo tanto, tantissimo peso a come si può sentire lo spettatore con il film davanti, diamo peso a quello che trasmette, a quello che scaturisce e alle sensazioni che tresmette... e in questo Dancer in the Dark è qualcosa di praticamente unico, per cui "9.5".
I tecnicismi, è un capolavoro per ciò che racconta e ciò che trasmette, non per la fotografia o per il perfezionismo delle immagini, queste presentano un clima spento, poca definizione, tutto in stile "arte povera" del resto Von Trier discente dal Dogma95 (movimento cinematografico nel quale nascono film ad investimenti zero, generalizzeremo l'argomento quando tratteremo "Idioterne").
Il Cast non brillera' per talento ma è profondamente motivato dall'Istrione danese famoso anche per la frase "Se gli artisti soffrono, il risultato è migliore", non c'è da stupirsi se Nicole Kidman al termine delle riprese di "Dogville" ha dichiarato di non voler più avere a che fare con Von Trier. La pellicola è girata con la telecamera a mano per intero, ci sono diversi piani sequenza "ubriachi", tutti che evidenzieranno il marcio, la pena e tristezza delle determinate scene. Senza dubbio torniamo a parlare di frustrazione, ma la compessita', il cuore e i messaggi morali di questa opera....Vale la pena di tutta la frustrazione del mondo.
Veniamo alla trama : Selma (interpretata da Bjork) è una donna Slovacca con un bambino a carico avuto da un uomo senza identità, questa nel mezzo di mille sacrifici si trasferisce negli Stati Uniti, dove viene assunta come operaia, qui conosce Kathy, donna che la prende a cuore a tal punto di dare l'impressione di una mamma. Selma è appassionata di Musical, nei quali trova felicità ed allegria... che saranno interrotte quando la sua cecità ereditaria inizia a manifestarsi. Spoiler Alert.
Buona visione.
"Dicono che è l'ultima canzone,
non ci conoscono, vedi
È l'ultima canzone
Solo se permettiamo che lo sia."
-Shady