05/05/2026
Al Darkest Dreaming 2026, la VIDEOCronenberg (Retrospective) diventa un corpo totale: non solo i suoi cult, non solo gli anniversari che tornano come cicatrici, ma l’intera geografia del suo cinema videografico, teorico, mutante.
Un viaggio nella “nuova carne”, nel “nuovo sesso”, nel “nuovo cinema” — forme che Cronenberg ha immaginato quando il futuro era ancora un organismo non nato.
Qui il body horror non è un’estetica: è un processo evolutivo.
La carne si fa medium, la tecnologia si fa epidermide, la violenza diventa un linguaggio che precede la parola.
Le metamorfosi kafkiane non sono metafore: sono anatomie possibili, destini biologici che ci interrogano sul limite tra identità e mutazione.
Questa retrospettiva attraversa tutto: film, video, corpi, dispositivi, desideri.
Cronenberg ci mostra che il cinema non rappresenta il mondo — lo infetta, lo riscrive, lo prepara a un tempo ancora di là da ve**re.