18/07/2026
L’Odissea di Nolan è un film oscuro e primordiale, materico e brutale, con diverse scene che sconfinano e appartengono al cinema horror più che al kolossal epico e avventuroso. Un’opera cinematografica che rielabora e rilegge il poema omerico ma è figlia anche dei nostri tempi, contraddistinti da guerre, violenze e barbarie, in cui spesso e volentieri non c’è spazio per il dialogo, come nelle terribili e al contempo magnifiche e ipnotiche scene che vedono protagonisti Polifemo e i Lestrigoni. Nella feroce e furente presa di T***a e nel successivo, lungo e periglioso viaggio di Ulisse a dominare sono il conflitto e la sopraffazione dell’altro e una continua e protratta discesa in un universo cupo, ancestrale e violento.
Nolan limita al massimo l’utilizzo della CGI, privilegiando location reali, scenografie fisiche e creature realizzate con un mix di animatronics e robotica, per evitare l’effetto fantasy e mantenersi il più possibile ancorato all’universo che vuole mettere in scena, dove uomini, divinità e mostri condividono lo stesso spazio fisico.
Odissea rappresenta anche un proseguimento preciso e coerente del percorso filmico di Nolan. Nel suo film precedente c’è una scena – o meglio LA scena – in cui Robert Oppenheimer assiste, sgomento e atterrito, al test nel deserto dello scoppio della bomba che tre settimane dopo provocherà morte e distruzione in Giappone, l’attimo in cui 𝘵𝘩𝘦 𝘸𝘰𝘳𝘭𝘥 𝘧𝘰𝘳𝘦𝘷𝘦𝘳 𝘤𝘩𝘢𝘯𝘨𝘦𝘴. In Odissea, Ulisse percorre e attraversa le strade di T***a, caduta in mano dei greci grazie al suo escamotage del cavallo di legno, con lo stesso senso di terrore e sbigottimento, per la presa di coscienza di cosa ha causato il proprio ingegno. La città dalle mura imponenti, che ha resistito per dieci – lunghissimi – anni all’assalto dei nemici, è un immenso rogo, disseminata di cadaveri e macerie. Non c'è alcuna gloria nella vittoria, ma solo l’improvvisa consapevolezza di aver scatenato una violenza che non può più essere arginata.
Come Oppenheimer comprende di essere diventato il "distruttore di mondi", così l'Ulisse di Nolan sembra intuire di aver posto fine non soltanto a una guerra, ma a un'intera civiltà. Il cavallo di T***a non è più soltanto il simbolo dell'astuzia: è l'arma che inaugura una nuova epoca, in cui l'intelligenza umana si rivela capace di creare strumenti di distruzione assoluta. È l'istante in cui il genio si trasforma in senso di colpa e la vittoria assume i contorni della tragedia.
Le figure femminili appaiono un po' sacrificate (come del resto accade sovente nel cinema di Nolan), con la magnifica eccezione della maga Circe interpretata da una superlativa Samantha Morton, dove si sconfina nuovamente nei territori del cinema (body) horror. Oltre alla figura di Ulisse, interpretato in modo magistrale da Matt Damon, hanno grande spazio il viscido e vigliacco Antinoo di Robert Pattinson e il Telemaco di Tom Holland.
In sintesi l'Odissea di Nolan è un’opera sontuosa e imponente che mira a destare e suscitare meraviglia nel pubblico e che rimette nuovamente al centro l’esperienza in sala: l'unico luogo dove è possibile vivere pienamente il grande cinema.
Orario Spettacoli:
sabato 18 e domenica 19 • ore 17.30, 19.00 e 20.45
lunedì 20 • ore 20.45 ita e 𝟐𝟏.𝟎𝟎 𝐢𝐧 𝐯.𝐨.
martedì 21 e mercoledì 22 • ore 20.45