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Lunàdigas Le donne che scelgono di non avere figli sono oggetto di pregiudizi. Lunàdigas dà loro voce.

Sempre più donne occidentali scelgono di non avere figli.
È un mondo articolato e sconosciuto dal quale emergono ragioni e sentimenti inaspettati, sempre diversi per ogni singola donna. Le persone raccontano storie personali spiegando le ragioni intime di una scelta molto privata che descrive una condizione universale ricca di sfumature e vissuta in modo simile a tutte le latitudini. Il paesaggio interiore di chi parla è illuminato da una luce tagliata, forte e netta. Questo è il senso metaforico di un argomento pieno di chiaroscuri che si sceglie – per contrasto – di illuminare con luci forti e molto nette. Ad aprire la strada le autrici, che qui si mettono in gioco con le loro storie personali.

La scadenza. Come una conserva.
10/10/2026

La scadenza. Come una conserva.

● - Giornalista: "Le attrici possono scadere invecchiando?"
- Geppi Cucciari: "Invecchiare è un privilegio, perché l'alternativa è morire giovani... quindi... perché non l'hai fatta agli uomini la stessa domanda?"
- Giornalista: "Perché purtroppo sono le donne a soffrire di questo stereotipo"
- Geppi Cucciari: "Le donne non soffrono di questo stereotipo: sono gli uomini che parlano delle donne a pensarlo".

Lo scambio che leggete è avvenuto qualche giorno fa alla conferenza stampa di «Zustissia», il film che racconta la vicenda giudiziaria del pastore sardo Beniamino Zuncheddu, assolto dopo circa 33 anni trascorsi in carcere.

Geppi non si è scomposta: niente urla o toni accesi, niente polemica fine a sé stessa. Solo ironia, lucidità e quella capacità rara di dire la cosa giusta nel momento giusto, anche quando la risposta più elegante è un silenzio.

Perché sì, è vero, sull’età le donne vengono giudicate con un metro diverso, e lo sappiamo bene: per gli uomini è esperienza, per noi è un conto alla rovescia. Per questo le parole di Geppi pesano così tanto. Sono il segno che qualcosa va ancora cambiato.

Grazie Geppi, per averlo detto a nome di tante.
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Avvocata Cathy La Torre

Veronica: In questo paese e soprattutto in questa città dove vivo, Cuenca, qui in Ecuador, questo tema è molto complicat...
08/10/2026

Veronica: In questo paese e soprattutto in questa città dove vivo, Cuenca, qui in Ecuador, questo tema è molto complicato, perché fin da piccole a noi donne viene assegnato il ruolo di cura. Spesso non solo la cura dei figli, ma anche del marito. Secondo me cresciamo in una sorta di letargo con temi culturali e religiosi imposti dalla società, imposti appunto dalla religione.

A volte per scherzare dicevo a mia nonna e dico a mia madre che nella mia famiglia il motto è: nasci, cresci, ti riproduci e muori. Non c’è altro, non hai la possibilità di discutere quello che ti impongono, per esempio la preferenza di vivere sola. Se sei sposata, è quasi un peccato separarti, cioè devi vivere con lui sino alla fine dei tuoi giorni, a prescindere da quello che sopporti.

Nella mia famiglia sono l’unica ad aver preso questa decisione e vedo nella vita delle mie cugine e delle persone che ho vicine un sacrificio enorme. Fanno molte rinunce e il tema economico è importante. Nella mia condizione sono contenta e tranquilla, ho potuto studiare, viaggiare, crescere nel lavoro. Non ho costrizioni che quando sono imposte sono molto pesanti.

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La testimonianza integrale 👇

Veronica, quarantenne ecuadoriana, racconta la sua esperienza: dopo...

08/10/2026
La natalità va sostenuta, celebrata, incentivata. Purché, evidentemente, il peso della genitorialità continui a ricadere...
04/10/2026

La natalità va sostenuta, celebrata, incentivata. Purché, evidentemente, il peso della genitorialità continui a ricadere soprattutto sulle donne.

Questo continua a dirci la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, che si dice contraria ai congedi parentali paritari obbligatori: «Il congedo paritario è un obbligo innanzitutto per le persone. Dobbiamo far sì che la genitorialità non svantaggi né le aziende né le famiglie. Se resta uno svantaggio, suddividerlo non risolve il problema, semmai lo moltiplica».
Detto dalla ministra delle PARI Opportunità, il messaggio suona piuttosto chiaro: i padri continuino pure a fare i padri come si è sempre consentito loro di farlo; a restare a casa, ridurre il lavoro, rinunciare alla carriera ci penseranno le madri. Niente di nuovo, insomma, se non fosse che ancora non diventa ovvio, in questo Paese, che rendere davvero condivisa la cura significa smettere di considerare la maternità un destino individuale femminile e la paternità una partecipazione facoltativa.

E finché continueremo a pretendere dalle donne la parte maggiore del lavoro di cura e delle rinunce che comporta, più che chiederci perché facciano pochi figli, ci sarebbe da chiedersi perché continuino a farne.

🗣ll tema dei diritti delle donne è estremamente composito e articolato, poiché riguarda molteplici ambiti della società:...
29/09/2026

🗣ll tema dei diritti delle donne è estremamente composito e articolato, poiché riguarda molteplici ambiti della società: dal lavoro alla politica, dall'istruzione alla salute, dalla violenza di genere ai diritti civili, così come a quelli riproduttivi.

✍“Diritti” è uno dei percorsi tematici costruito ATTRAVERSO gli archivi che compongono la piattaforma “Le Osmonaute”: Senza rossetto, raccolta di testimonianze delle donne che hanno votato per la prima volta nel 1946, Lunàdigas e Tutte a casa - Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19.

🗂️Le Osmonaute è un progetto di condivisione e valorizzazione delle memorie audiovisive femminili, sviluppato da .exe .

🔴Esplora il percorso “Diritti” e le altre rotte tematiche sul portale Le Osmonaute: https://leosmonaute.org/percorsi-type/attraverso/

Vuoi far sentire la tua voce?Vuoi raccontare la tua storia?Condividiamo la notizia di questo corso di digital storytelli...
25/09/2026

Vuoi far sentire la tua voce?
Vuoi raccontare la tua storia?
Condividiamo la notizia di questo corso di digital storytelling curato da perché abbiamo avuto il piacere e la fortuna di fare una tratto insieme!

Cerchiamo persone LGBTQIA+ tra i 18 e i 30 anni interessate a condividere, apprendere nuove competenze e contribuire a costruire una società più equa attraverso il digital storytelling.

✅ Scansiona il QRCode oppure clicca sul link in bio

👉🏽 Iscrizione aperte fino al 30 settembre 2026
📮 [email protected]

Ti aspettiamo 🦄
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24/09/2026

Lei scrive.

“Non uso gonne, solo pantaloncini. Qualcuno potrebbe illuminarmi sul mio livello di serietà?
Sono andata in confusione.”

(😅😅😅)

Che cosa cambia se si guarda alla Palestina da una prospettiva femminista e decoloniale? In La Palestina è una questione...
24/09/2026

Che cosa cambia se si guarda alla Palestina da una prospettiva femminista e decoloniale? In La Palestina è una questione femminista (Edizioni Alegre, 2024), Nada Elia parte dagli effetti diversi che il colonialismo produce in base al genere. Mette poi a confronto l’apartheid israeliano e quello sudafricano, e riconosce nel colonialismo d’insediamento in America, Australia e Nuova Zelanda storie con cui la lotta palestinese può dialogare.

Nella sua recensione, Claudia Mazzilli segue questi legami e il discorso di Elia sulle alleanze tra popoli oppressi in diverse parti del mondo.👇

Il libro di Nada Elia affronta la questione palestinese da una prospettiva squisitamente decoloniale e femminista, partendo dalla consapevolezza che il colonialismo ha sempre effetti diversi in base al genere. -Recensione di Claudia Mazzilli

Unitə nella stessa lotta
23/09/2026

Unitə nella stessa lotta

PER IL DIRITTO ALL’ AB**TO LIBERO, SICURO, GRATUITO, PER TUTTE LE DONNE E LE PERSONE GESTANTI CHE LO RICHIEDONO NEI REPARTI DI INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA (IVG) E NEI CONSULTORI, SENZA OBIETTORI E DI CHI VORREBBE ANNIENTARE LA NOSTRA LIBERTÀ DI SCELTA.

48 anni fa, con lotte, autodenunce e campagne referendarie l’AB**TO è diventato un diritto che rispetta la scelta per una maternità libera, desiderata e decisa.

Molti sono gli OSTACOLI CHE QUESTA SOCIETÀ PATRIARCALE, F4SCISTA E GUERRAFONDAIA CI VUOLE IMPORRE:
-Obiettori di coscienza (dal 70 al 100% in ogni regione) nei reparti IVG e nei CONSULTORI;
-stanze di ascolto negli ospedali gestiti dai movimenti antiscelta, dove si impone l'ecografia per far sentire il "battito" del feto,
-"assegni di maternità" per imporre un "ripensamento" per non abortire;
- mancata attuazione della somministrazione della pillola abortiva, la RU 486, utilizzata invece in tutta europa;
-chiusura di 250 consultori, a fronte dell'apertura, con soldi pubblici, di altrettanti consultori privati, gestiti dalle lobby antabortiste;
- ripresa dei "viaggi della speranza" anche fuori regione, per abortire a causa della diminuizione dei reparti di ostetricia e ginecologia (su 544 reparti di ostetricia sono solo 330 quelli che garantisco l'ivg)

NOI però non siamo "incubatrici di stato" o vittime di questa società patriarcale, transodiante e fascista...

NOI siamo l'energia di lotta e trasformazione che li cancellerà insieme a tutte le forme di violenza sistemica che vorrebbe annullare diritti, desideri e libertà di tuttu. 🔥

NON UNA DI MENO ROMA
COORDINAMENTO DELLE ASSEMBLEE DELLE DONNE E DELLE LIBERE SOGGETTIVITÀ
DEI CONSULTORI DI ROMA e LAZIO

Indirizzo

Rome

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