10/05/2026
Arci Lazio piange la scomparsa del suo presidente, Claudio Graziano, morto stanotte dopo una lunga malattia.
Claudio Graziano, nato a Roma 69 anni fa, componente della Presidenza Nazionale dell’Arci, è stato un militante per tutta la sua vita. Prima dentro le organizzazioni della sinistra radicale - da Avanguardia Operaia a Democrazia Proletaria fino a Rifondazione comunista - e poi senza soluzione di continuità nell’ARCI dove ha proseguito per oltre trent’anni un impegno integrale di vita dalla parte degli ultimi, dei marginali, degli esclusi.
Dopo aver appreso la lezione della non-violenza nel percorso dei movimenti pacifisti e ambientalisti, Graziano ha preso parte alla prima occupazione romana, Alice nella Città, un centro sociale che occupava un cinema in disuso, poi all’esperienza antirazzista dell’associazione SenzaConfine, fondata con Dino Frisullo ed Eugenio Melandri.
Dal 1993 al 2002 ha coordinato nei campi Rom i progetti di scolarizzazione dell’Arci e della Comunità di Capodarco, dal 2003 seguiva i progetti Sprar/Siproimi di Arci Roma ed era responsabile degli sportelli sociali e di orientamento per migranti e rifugiati gestiti da Arci Roma di cui era delegato delle politiche sociali. Tra il 2021 e il 2025 ha rappresentato Arci nel direttivo del Csv Lazio.
La sua è stata una vita in cui la dimensione militante s’è intrecciata sempre con quella della solidarietà concreta, della condivisione, della prossimità: «Tutto quello che facciamo come volontari – ha detto proprio Claudio - deve sempre mettere in discussione con radicalità lo status quo, per immaginare e sognare un mondo diverso. Se non hai un’idea di cambiamento della società, anche il volontariato serve a poco».
Ricorderemo Claudio mercoledì 13 maggio. La camera ardente è aperta nell’Hospice Antea, Parco S.Maria della Pietà, fino alle 13:00 di oggi, domenica 10 maggio, e dalle 8:00 alle 16:00 nei giorni feriali.
La cerimonia di commiato si terrà dalle 10:00 nella Sala Ilaria Alpi di Arci Nazionale, via Monti di Pietralata 16