Siamo ai titoli di coda

Siamo ai titoli di coda GRUPPO COLLETTIVO LAVORATORI DEL SETTORE CINE-AUDIOVISIVO

Mentre a Venezia il Ministero della Cultura e la DGCA festeggiano un’industria “in perfetta salute”, noi che il cinema l...
05/09/2026

Mentre a Venezia il Ministero della Cultura e la DGCA festeggiano un’industria “in perfetta salute”, noi che il cinema lo facciamo davvero sappiamo che la realtà è un’altra. Non c’è nulla da celebrare sotto il red carpet: i tagli strutturali continuano, il lavoro è a pezzi e le tutele non esistono.

🚩 SET PARALIZZATI E LAVORO A PICCHI
I cosiddetti “tecnicismi correttivi” del Governo hanno bloccato il settore per mesi, concentrando la produzione in pochissimi periodi e scaricando tutta l'incertezza sulle spalle delle maestranze.

🚩 RINNOVO CCNL TROUPE A RISCHIO
In questo clima di precarietà si tenta persino di far passare un rinnovo del contratto collettivo con condizioni peggiorative per chi sta sul campo. È inaccettabile.

🚩 FONDI PUBBLICI SENZA DIGNITÀ
Che tipo di lavoro stanno finanziando i cittadini italiani con centinaia di milioni di euro? Nei report ufficiali si contano solo i fatturati, mai l'impatto sociale, la sicurezza sui set o condizioni massacranti a cui siamo sottoposti.

🚩 RILANCIARE LA LEGGE CINEMA
Basta difendere rendite di posizione o privilegi di pochi: approvare la nuova Legge Cinema è un passaggio indispensabile per dare finalmente riconoscimento professionale, flessibilità e un welfare reale a tutta la categoria.

Il successo di una politica culturale si misura dalla dignità del lavoro che produce, non dai passerelle. Al cinema servono diritti e stabilità, non falsi trionfalismi.

Condividi il post se pretendi rispetto per chi fa il cinema in Italia. ✊🔻

Venezia 2026: il Cinema italiano oltre la propaganda e numeri che non tornano. Roma, 05/09/2026 – Mentre alla Mostra del...
05/09/2026

Venezia 2026: il Cinema italiano oltre la propaganda e numeri che non tornano.

Roma, 05/09/2026 – Mentre alla Mostra del Cinema di Venezia, nello scenario patinato dell’Italian Pavilion, il Ministero della Cultura e la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo presentano il consueto report raccontando un settore in perfetta salute e un’industria audiovisiva in crescita, come movimento di lavoratrici, lavoratori e maestranze sentiamo il dovere di smentire una narrazione trionfalistica che non ha alcuna aderenza con la realtà dei fatti. Non c’è davvero nulla da festeggiare. L’operazione di facciata del Ministero pecca di un’assoluta autoreferenzialità, utile solo a raccogliere applausi da passerella ma incapace di nascondere la polvere sotto il red carpet, fatta di tagli strutturali, precarietà dilagante e un totale vuoto di tutele sul lavoro.

I cosiddetti "tecnicismi correttivi" del Governo hanno paralizzato il settore per mesi, creando un’incertezza che le produzioni hanno scaricato interamente sulle maestranze. Questa cattiva gestione ha concentrato il lavoro in pochissimi mesi dell'anno, compromettendo la continuità occupazionale e la possibilità stessa di condurre una vita dignitosa. In questo quadro di incertezza e precarietà strutturale, la stessa contrattazione per il rinnovo del CCNL Troupe viene pesantemente condizionata e influenzata, traducendosi in ipotesi di sviluppo e proposte peggiorative del tutto inaccettabili per chi lavora davvero sul campo. La domanda fondamentale che le istituzioni continuano a ignorare resta sempre la stessa: che tipo di lavoro stanno finanziando i cittadini italiani con centinaia di milioni di euro di denaro pubblico?

Mentre il Governo e i media celebrano numeri e contributi statali che spesso non tornano nemmeno, chi lavora nel settore resta del tutto invisibile. I set sono diventati luoghi di gravissimo disagio e ricattabilità, tra orari massacranti, assenza di sicurezza e condizioni degradanti. Nei report del Ministero tutto questo scompare: non c'è un solo dato che valuti la qualità del lavoro o l'impatto sociale dei fondi pubblici, ignorando del tutto le condizioni di chi il cinema lo fa davvero. È una contraddizione inaccettabile: il successo di una politica culturale si misura dalla qualità del lavoro che genera, non dai fatturati. Se i fondi pubblici finanziano precarietà e mancanza di tutele, ad essere fallimentare è l'uso dei soldi dei cittadini. Chiediamo che ogni euro destinato al cinema sia vincolato al rispetto dei contratti e a controlli severi sulle condizioni dei lavoratori. Al cinema servono diritti e stabilità, non falsi trionfalismi.

Relativamente al dibattito sulla futura Legge Cinema, sorge spontaneo il dubbio che vi sia l’interesse di qualcuno a far sì che il testo non venga approvato, in modo da mantenere la stagnazione attuale e preservare rendite di posizione o privilegi consolidati. L’unica condizione degna di nota nata in questo contesto da una collaborazione tra tutte le parti politiche — di per sé già non facile — rischia così di essere compromessa. Proprio per questa ragione riteniamo che l’approvazione della legge sia oggi un passaggio fondamentale. Sebbene il testo abbia subito modifiche rispetto alla sua versione originaria, la sua struttura essenziale non è stata compromessa; soprattutto, conserva sia un margine di flessibilità indispensabile per essere perfezionato e migliorato nel tempo, rispondendo via via alle diverse esigenze che emergeranno nel settore, sia le condizioni necessarie per un reale riconoscimento della categoria e per un welfare davvero funzionante. Chiunque si opponga a questa opportunità dovrà assumersi la responsabilità politica e morale di fronte all’intero comparto e a chi ci lavora davvero.

Movimento

Qualcosa non torna e no IL CINEMA ITALIANO NON STA BENE, anzi è decisamente malato.
04/09/2026

Qualcosa non torna e no IL CINEMA ITALIANO NON STA BENE, anzi è decisamente malato.

Lo studio del Ministero celebra il cinema italiano, ma i dati nascondono criticità profonde

Negli ultimi due anni assistiamo al tentativo sistematico di distruggere la cultura e l’informazione libera. Dalle pesan...
28/08/2026

Negli ultimi due anni assistiamo al tentativo sistematico di distruggere la cultura e l’informazione libera.

Dalle pesanti ripercussioni su cinema, teatro e letteratura, fino allo smantellamento del giornalismo d’inchiesta — quello che dovrebbe svelare gli intrecci tra politica e malaffare —, la RAI è stata disarmata.

La chiusura di RAI Scuola e l’estromissione di Sigfrido Ranucci da Report ne sono la prova.

Come ai tempi dell’editto bulgaro con Michele Santoro, è ora di costruire spazi liberi e democratici al di fuori delle logiche di palazzo.

Se il popolo è ancora sovrano, perché continuare a pagare il canone per una TV di regime?

Massima solidarietà a sigfridoranucci e alla redazione.

03/08/2026

Ringraziamo l’Onorevole Elisabetta Piccolotti per le parole lette in Aula alla Camera durante la discussione sulla riforma del cinema e dell’audiovisivo.

È motivo d’orgoglio sentir nominare e riconoscere il nostro movimento, , per le lotte instancabili di questi anni. Grazie all’impegno di lavoratrici e lavoratori, che non hanno mai smesso di fare sentire la propria voce in un momento drammatico per il settore, siamo riusciti a tenere accesi i riflettori sui nostri diritti e sull’urgenza di un cambiamento. Oggi, seppur la gravità rimane e si espande in modo disastroso, questo impegno collettivo porta finalmente allo sviluppo di un nuovo testo di legge!

🔥 Siamo felici di questo traguardo e di questo passo avanti concrete, ma la nostra guardia e la nostra lotta resta altissima, perché non la crisi è appunto ancora in corso.

Anche noi, proprio come sottolineato nell’intervento:

⚠️ Nutriamo forti dubbi sulle deleghe al Governo: la storia ci insegna che l’attuazione pratica rischia di tradire le promesse fatte ai lavoratori. Vigilare sarà fondamentale.

💡 Crediamo fortemente nella necessità di una tassa di scopo (da sommare agli obblighi di investimento già previsti), risorsa fondamentale per finanziare e tutelare davvero i nuovi talenti, la sperimentazione e la qualità del lavoro.

Il cammino non finisce qui. Continueremo a monitorare ogni singolo decreto attuativo per garantire trasparenza, tutela dei lavoratori e un futuro solido al nostro cinema. 💬👇

Lascia un commento e condividi per far girare la nostra voce!

24/07/2026
Nostra vittoria, primo passo storico per il settore!Con l’adozione del testo base per la Nuova Legge Cinema, si apre fin...
24/07/2026

Nostra vittoria, primo passo storico per il settore!

Con l’adozione del testo base per la Nuova Legge Cinema, si apre finalmente una fase nuova per il cinema italiano. Noi ci abbiamo sempre creduto e abbiamo lottato in ogni sede — anche attraverso azioni di forte dissenso — per fare sentire la voce dei lavoratori.

Ecco i punti centrali del nostro impegno e cosa cambia ora:

🏛️ Un’Agenzia indipendente: Siamo stati tra i più accaniti sostenitori dell’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l'audiovisivo. L'autonomia di questo ente è l'unico presidio per proteggere le risorse del settore da future ingerenze o condizionamenti ideologici.

🚨 Welfare e Diritti: Apprezziamo i primi passi per il potenziamento delle tutele, ma la strada è ancora lunga. Continueremo a pretendere una regolamentazione seria sull’Intelligenza Artificiale che tuteli tutta la filiera produttiva e lavorativa.

⚖️ Basta stallo sui contratti: Questa normativa non risolve da sola la crisi profonda del settore. Con denunce ancora aperte su violazioni dei diritti e un contratto collettivo bloccato al 1999, non accetteremo rinnovi al ribasso o peggiorativi.

Ringraziamo le forze politiche per la maturità dimostrata superando gli individualismi, in particolare per l'impulso iniziale di PD e M5S e il lavoro svolto da tutto il Parlamento.

Nelle prossime fasi e nella stesura dei decreti attuativi la nostra attenzione sarà massima: il cinema non è terreno di scontro ideologico, ma sviluppo, identità e cultura.

🔗 Leggi il comunicato stampa integrale al link in BIO.

🎬 20 MILIONI DI EURO PER LE MAESTRANZE? MINISTRO GIULI, DOVE SONO FINITI?Il 15 aprile scorso, durante il question time a...
24/06/2026

🎬 20 MILIONI DI EURO PER LE MAESTRANZE? MINISTRO GIULI, DOVE SONO FINITI?

Il 15 aprile scorso, durante il question time alla Camera, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato in diretta 20 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo Cinema, dichiarando testualmente che sarebbero andati “tutti per le maestranze, le più importanti al mondo”.

Oggi scopriamo la realtà: quelle risorse rischiano di sparire nei soliti canali. A peggiorare il quadro, il Coordinamento delle Associazioni di Autori ed Autrici ha chiesto di blindare l'intera cifra dentro i finanziamenti Selettivi.

Cosa significa questo? Che i soldi andranno ancora una volta direttamente alle imprese di produzione e alle figure "sopra la linea", lasciando i lavoratori del set a mani vuote.

Guardate i numeri nel carosello:
👉 SCENARIO A (Selettivi): Si finanziano circa 25 film. Significa dare lavoro a circa 800/1.000 persone (le troupe girano e sono sempre le stesse). Il 94% dei lavoratori resta al palo, e i produttori continuano a tagliare budget, stipendi e settimane di riprese.
👉 SCENARIO B (Sostegno al Reddito): Destinando i 20 milioni direttamente a chi ha subìto la crisi nera di questi due anni (il 65% del comparto), si aiuterebbero subito 10.400 maestranze con circa 1.923€ a testa. Una boccata d'ossigeno immediata, senza intermediari.

(Stima prudenziale a scopo illustrativo)

Ministro Giuli, la parola data alle istituzioni e ai cittadini ha ancora un valore? Non si fa propaganda sulla pelle di chi i film li gira per davvero. I 20 milioni vadano blindati per i lavoratori, non per i profitti dei produttori.

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Il   ha un senso solo se a commemorarlo è un governo che ne riconosce il valore costituzionale in tutti i suoi principi....
02/06/2026

Il ha un senso solo se a commemorarlo è un governo che ne riconosce il valore costituzionale in tutti i suoi principi. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, sulla cultura e sulla pace.

Invece di sfilate militari, eserciti e battaglioni, la Festa della Repubblica dovrebbe dare spazio a una marcia di:

👩‍🏫 Insegnanti, educatori, personale della scuola, dell'università e ricercatori

🩺 Infermieri e operatori sanitari

🎭 Lavoratrici e lavoratori dei teatri, del cinema, della musica, della letteratura e dell'editoria

📚 Bibliotecari, archivisti e professionisti dei beni culturali e dei musei

🛠️ Tecnici, maestranze e artigiani dello spettacolo, dei live club e dei festival

operai, artigiani, agricoltori, allevatori, etc

Il giorno in cui a rappresentare lo Stato saranno queste figure — simboli di una cultura pacifica e umanista per l'evoluzione dell'animo umano e il futuro del paese — festeggeremo il vero volto dell'Italia, quello per cui il popolo scelse con il proprio voto.

⚠️ L'EMERGENZA CULTURALE È ORA
Questa mancanza mostra una costante e crescente emergenza culturale che sta facendo regredire il Paese in uno stato di impoverimento, creando terreno fertile per populismi e politiche ingannevoli che portano a distruggere il tessuto socio-culturale.

PER QUESTO INVITIAMO TUTTƏ A PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA PUBBLICA PER COSTRUIRE LO SCIOPERO DELLA CULTURA.

Invitiamo tutti, tutte e tuttə a partecipare per costruire insieme lo sciopero culturale nazionale indetto per il 12 Giugno. Dai teatri ai musei, dalle biblioteche ai ministeri, dai cantieri ai festival: lavoratrici e lavoratori della cultura unitə per un lavoro dignitoso e una vita bella!

🗓️ QUANDO: Mercoledì 3 giugno, ore 18:00

📍 DOVE: ESC, via dei Volsci 159 - Roma (San Lorenzo)

Indirizzo

Lungomare Guglielmo Marconi 1861
Rome
30126

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