Attore sin da piccolo da quando i suoi genitori lo iscrivono a scuola di recitazione prima e di teatro poi. Figlio d’arte in quanto la mamma Olimpia Cavalli recita con Toto’e De sica, nei due marescialli di Sergio Corbucci ed in tantissimi altri film con tutti i grandi protagonisti della nostra storia cinematografica come Vittorio Gassmann, Ugo tognazzi e Nino Manfredi. Il papa’ Sergio era nipote
dei titolari del celebre teatro Ambra Jovinelli di Roma, che fu scenario dell’avanspettacolo degli anni 50 dove conobbe la Cavalli durante una rappresentazione in cui l’attrice piacentina si esibiva accanto al comico Erminio Macario. La grande passione del nostro Claudio, benche’ studi legge, resta comunque l’arte teatrale e cinematografica. Inizia quindi a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come fotomodello riscuotendo grande successo nell’ambito della moda ed interpretando subito ruoli importanti con registi del calibro di Tinto Brass, Ricky Tognazzi e Pupi Avati. Tra le pellicole girate nel corso della sua carriera figurano oltre a Snack Bar Budapest di Brass , il film Ultra’, vincitore dell’orso d’argento al festival di Berlino del 1991. In questa intervista ci racconta di vivere per creare, organizzare e trasformare le difficolta’ in occasioni di successo. Tutto nasce sicuramente da lontano, a soli tredici anni infatti, ha un gravissimo incidente automobilistico dove in seguito al coma contrae una grave malattia metabolica.. Suo padre gli costruisce una palestra dove farlo allenare e grazie ai suoi innumerevoli sforzi ed agli allenamenti costanti sotto la guida del maestro romano Agostino Moroni. Il giovane ragazzo riesce a forgiarsi un fisico strepitoso fino a diventare campione europeo di kickboxing pochi anni dopo la scomparsa prematura di suo papa’. Claudio Del Falco verra’ definito piu’ volte il ” Van Damme italiano ” dopo aver interpretato numerosi films sulle arti marziali destinati al mercato internazionale.