Laboratorio Zero

Laboratorio Zero Presidente: Lorenzo Laudo
Vice Presidente: Grace Giacubbo
Consigliere: Chiara Lucia Conte Benvenuto Laboratorio Zero di Roma.

La Compagnia ha come obiettivo l’attività teatrale, diffondendo e promovendo la cultura sorda . Le attività spaziano dalla gestione di un Laboratorio di formazione teatrale che comprende corsi di recitazione, ballo, mimo, clownerie, e stage vari, dall’organizzazione di eventi quali spettacoli teatrali, alla presentazione di libri, ed altro ancora, mediante la Lingua dei Segni Italiana e contesti b

ilingui. Gli unici fili conduttori di tale compagnia sono la cooperazione tra sordi ed udenti, dimenticando le forme di audismo, di non rispetto reciproco. La nuova direzione artistica promuove la persona sorda e la sua cultura, contesti professionali di lavoro di squadra e di diffusione dell’arte, del teatro, cinema e mezzi di comunicazione visivi.

“ Fili che manovrano le nostre menti, che bloccano il nostro pensare e agire … non devono essere un limite, poiché l’arte del teatro non ha limiti. “.

Indirizzo

Via Nomentana, 54
Rome
00161

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Un pò di storia sulla compagnia teatrale “Laboratorio Zero”

L’idea di costituire una compagnia teatrale formata da persone sorde nasce nella mente di Ginetta Rosato, regista nonché fondatrice della compagnia stessa, tra il 1974 e il 1975, dopo aver assistito, nel corso della manifestazione teatrale internazionale “Città Di Roma”, ad alcuni spettacoli presentati da attori sordi provenienti dalla Gallaudet D.C., università statunitense.

Prima di approdare alla denominazione attuale, il nome della compagnia subisce diversi cambiamenti. Originariamente il gruppo teatrale prende il nome: “La Mandragola”; ma dopo alcuni anni, probabilmente con l’obiettivo di caratterizzare maggiormente la compagnia, si sceglie come denominazione: “Laboratorio teatrale dei sordi romani”.Questa seconda opzione non soddisfa, risulta troppo lunga e forse anche un po’ scontata.

L’occasione per un nome adeguato ed originale arriva nel 1987 durante la realizzazione dello spettacolo “C’era una volta, Rugantino…”. La compagnia incontra difficoltà di tipo economico, non ci sono infatti fondi per comprare i materiali necessari per la costruzione delle scene e dei costumi, si respira un’aria di scoraggiamento per la mancanza di aiuto e sostegno morale. Questi temi sono all'ordine del giorno all'interno del gruppo e come racconta la regista: “Zero soldi, zero aiuto delle persone, zero sostegno morale…” ecco subito l’idea per un nome davvero appropriato: “Laboratorio Zero”.

La compagnia romana si è distinta nel teatro dei sordi italiani per aver scelto di rappresentare prevalentemente, se non esclusivamente, celebri spettacoli del teatro tradizionale, piuttosto che spettacoli relativi al mondo dei sordi.