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Domenica sera si è chiuso il ciclo di Ciak si Legge.Cinque serate. Cinque decenni. Cinquant'anni di storia italiana racc...
26/05/2026

Domenica sera si è chiuso il ciclo di Ciak si Legge.
Cinque serate. Cinque decenni. Cinquant'anni di storia italiana raccontati attraverso il cinema.
Abbiamo scelto di non intrattenere ma di condividere.
Di non consolare ma di ragionare insieme.
Di fare comunità intorno a qualcosa che valesse la pena costruire.
Ci siamo riusciti.
Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo viaggio.
Filmstudio

IL MANIFESTOAngelo PasquiniMario Canale, il potere dello humorAll’interno della mostra dedicata ad Andrea Pazienza, inau...
16/05/2026

IL MANIFESTO
Angelo Pasquini
Mario Canale, il potere dello humor
All’interno della mostra dedicata ad Andrea Pazienza, inaugurata qualche giorno fa al Maxxi di Roma, è esposto un piccolo ritratto dei «ragazzi del Male», i redattori del giornale di satira al quale Andrea in quegli anni dava il suo straordinario contributo. In quel gruppo di disegnatori, scrittori e grafici raffigurati da lui risalta la sagoma allampanata e il sorriso beffardo di un giovane a malapena trentenne, Mario Canale. Nella redazione del Male, Mario, era un ineguagliabile battutista, autore di fotoromanzi, titolare della rubrica della posta con lo pseudonimo di «professor Canaglio», e protagonista di imprese epiche, come quando, travestito da cosacco, cercò invano di far abbeverare il suo cavallo nella fontana di piazza san Pietro, ben cosciente che, secondo la nefasta profezia di Nostradamus, quel gesto avrebbe significato l’avverarsi della fine del mondo. Inoltre era un miniaturista della satira. Suoi personaggi erano un certo Quinto della Magliana che proponeva una vendita fine stagione di carri armati, il gallerista disperato per la morte di De Chirico che cercava falsi del Maestro da autenticare, un tizio che aveva perso nel Tevere il suo fucile da caccia agli elefanti. Erano alcuni dei suoi divertentissimi annunci economici che pubblicavamo nelle ultime pagine dei nostri falsi dei principali quotidiani.
A 19 anni Mario e io eravamo iscritti alla facoltà di Lettere; e in quel fatale ’68, ci eravamo ritrovati fianco a fianco nelle prime assemblee, nelle prime occupazioni, nei primi cortei, e un certo giorno a difendere la nostra facoltà dall’assalto dei fascisti. Avevo preso l’abitudine di accompagnarlo a casa con la mia Cinquecento. Non aveva la patente, ma, nonostante questo, un anno dopo guidava tranquillamente la macchina, e con grande perizia, cercando solo di stare alla larga da vigili urbani e carabinieri. Resta un mistero il fatto che uno come lui, abilissimo al volante, sia riuscito a superare l’esame di guida solo dopo una ventina d’anni.
Poi entrammo tutti e due in «Potere operaio» e ci ritrovammo davanti alle fabbriche. Nel rapporto col proletariato avevamo avuto due approcci diversi. Io, ex cattolico di sinistra, collaboravo al doposcuola nella baraccopoli dell’Acquedotto Felice, lui aveva frequentato i primi gruppi operaisti riuniti attorno alla rivista Classe operaia, ma anche, allo stesso tempo e con assiduità, le sale da gioco della periferia romana (era un abilissimo giocatore di biliardo e di flipper). In questo modo eravamo entrati in contatto con la «rude razza pagana», come la chiamava Mario Tronti, nostro mentore di allora. Qualche anno dopo uscimmo insieme da Potere Operaio quando l’organizzazione prese una piega meno operaista e troppo leninista, e per un po’ seguimmo strade diverse. Infine ci ritrovammo nel movimento del ’77, fondammo Zut, foglio estemporaneo che esercitava la parodia e predicava l’arte della falsificazione, che poi applicammo con successo nei quattro anni della breve epopea del Male.
Mario aveva un’ironia e un senso dell’umorismo speciali. Direi che fosse il suo modo naturale di esprimersi e di comunicare. Giocava con il mondo con leggerezza. Intratteneva gli interlocutori con grazia, e li divertiva anche quando li faceva sentire ridicoli.
Durante quel periodo il Male aveva attirato l’attenzione anche del mondo del cinema. Nacque il progetto di realizzare un film, e, scritto un primo trattamento, con Mario e altri redattori entrammo in contatto con registi e produttori. Ma probabilmente loro non erano le persone giuste per noi né noi le persone giuste per loro: era difficile incanalare la nostra satira e il nostro umorismo dentro un sistema che ancora sfruttava l’onda lunga della commedia all’italiana. Quello comunque fu per entrambi il primo passo di avvicinamento al cinema, la forma espressiva che avevamo sempre amato e desiderato praticare.
Di seguito Mario cominciò la sua attività di autore e regista all’interno delle rubriche televisive di cinema degli anni ottanta. Realizzazione di backstage, attività di intervistatore, e infine documentarista: è quello che ha fatto, con grande intelligenza, talento e successo, da allora in poi nel corso della sua vita professionale. I suoi interlocutori in questo enorme lavoro durato quarant’anni sono stati i grandi della storia del cinema italiano, e non solo: Sergio Leone, Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Wim Wenders, Woody Allen, Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Ennio Morricone, Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Marco Ferreri, Marco Bellocchio, Massimo Troisi, Nanni Moretti, Roberto Benigni, e tanti, tanti altri. Il complesso dei suoi documentari costituisce oggi il più grande archivio del cinema italiano degli ultimi quaranta anni, ma anche una lettura attenta, intelligente, curiosa, del costume sociale, culturale e politico di questo paese. Come rifletteva Mario in una sua recente intervista: chi lo vedrà più quello che ha visto lui, e documentato attraverso la sua telecamera?
Anche se aveva girato il mondo durante la sua lunga e febbrile attività, Roma era il suo posto, e di una certa Roma, – quella dei «movimenti» via via emergenti nel campo politico, dell’arte, del cinema, della vita vissuta – Mario Canale ha rappresentato in qualche modo il genius loci. E così col tempo ne è diventato il ritrattista, componendo con un mosaico di materiali, suoi e di repertorio, quella che forse è la sua opera più compiuta: il documentario Era Roma. Un affresco di un’epoca indimenticabile, quella tra gli anni sessanta e settanta, di una straordinaria ricchezza artistica, culturale, sociale.
All’attività professionale Mario ha sempre affiancato una presenza puntuale e di rilievo all’interno del dibattito pubblico della sinistra, in particolare nell’ambito della comunicazione, partecipando a diversi progetti che hanno cercato di aprire nuovi spazi all’informazione libera. Negli ultimi anni siamo tornato a lavorare insieme, abbiamo curato una mostra e un libro sugli anni del Male. Non un’operazione nostalgica, ma la testimonianza di un’epoca in cui la nostra satira per qualche tempo era quasi riuscita a diventare realtà.
Fino a poche settimane fa, prima che venisse a mancare, la sua voce sui social network era viva e vibrante, una forma di resistenza estrema alla fiction distopica nella quale siamo costretti a vivere.
Angelo Pasquini
IL MANIFESTO

A poco più di un mese dalla sua scomparsa, ricordiamo l'amico, il militante, il documentarista che ha tenuto insieme iro...
08/05/2026

A poco più di un mese dalla sua scomparsa, ricordiamo l'amico, il militante, il documentarista che ha tenuto insieme ironia e memoria per tutta una vita.

Tra i fondatori de Il Male — la rivista satirica più corrosiva e necessaria del Novecento italiano. Militante di Potere Operaio. Documentarista di rara coerenza: Ferreri, Pontecorvo, Trovajoli, i Taviani, Francesco Nuti. Marcello, una vita dolce, presentato a Cannes. E poi Era Roma, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia nel 2022 — l'opera più compiuta sulla stagione creativa e politica di una città irripetibile: Roma dal 1963 al 1979, dalla nascita del Gruppo '63 alla morte di Moro e al crollo del palco al Festival dei Poeti, simbolo della fine di un tempo.

Lo ricordiamo il 19 maggio, alle 18:30, al Cinema Farnese Arthouse, proiettando quel film. Non una commemorazione retorica: quello che Mario ha sempre preferito: guardare insieme, pensare insieme, tenere viva la memoria come atto politico.

Perché certe cose vanno tenute vive non per nostalgia, ma perché senza di esse il presente diventa più povero, e più facilmente manipolabile.

Martedì 19 maggio – Ore 18,30
Cinema Farnese Arthouse
Piazza Campo de' Fiori 56
Ingresso: 5 euro

LA DOTTRINA TRUMP FA SCUOLE DALLE NOSTRE PARTITrump insegna: arroganza del potere, disprezzo per i diritti, sterminio de...
14/04/2026

LA DOTTRINA TRUMP FA SCUOLE DALLE NOSTRE PARTI
Trump insegna: arroganza del potere, disprezzo per i diritti, sterminio delle identità.
La Regione Lazio impara e importa il suo modello: Predare, millantare, usurpare

C'è il Filmstudio e poi c'è SCENA che non c'entra nulla col Filmstudio: storia, fondi pubblici, promesse non mantenute. Una br**ta vicenda che riguarda la gestione del patrimonio culturale di Roma e l'uso del denaro dei cittadini.

Mario Canale, regista e documentarista, ha usato la macchina da presa come atto politico per tutta la vita. Un ricordo d...
10/04/2026

Mario Canale, regista e documentarista, ha usato la macchina da presa come atto politico per tutta la vita. Un ricordo di chi ha saputo tenere insieme militanza, ironia e memoria visiva, e non ha mai smesso di cercare un significato alle cose che faceva.

Il 28 ottobre del 2022 il Filmstudio proiettava, al Teatro Tordinona, il suo ERA ROMA ed era per noi un ritorno al nostro lavoro e un gesto di senso e appartenenza.
Non fu un caso condividerlo con un uomo che ci ha insegnato, tra l'altro, cosa vuol dire "militanza culturale"

Mario Canale, regista e documentarista, ha usato la macchina da presa come atto politico per tutta la vita. Un ricordo di chi ha saputo tenere insieme militanza, ironia e memoria visiva e non ha mai smesso di cercare un significato alle cose che faceva

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970) è uno dei capolavori assoluti del cinema ital...
09/04/2026

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970) è uno dei capolavori assoluti del cinema italiano — e uno dei più coraggiosi. Un alto funzionario di polizia commette un omicidio e sfida il sistema a incriminarlo, certo della propria impunità. Il sistema non lo delude.
Petri e Gian Maria Volonté costruiscono un personaggio che è insieme grottesco e terrificante — il ritratto di un potere che non ha bisogno di nascondersi perché sa di essere intoccabile. La colonna sonora di Ennio Morricone completa un film che non invecchia perché descrive una condizione permanente, non un'epoca.
Oscar al miglior film straniero nel 1971. Sequestrato in Italia prima di vincerlo.
Presentato nel primo blocco cinematografico della serata di Ciak si Legge dedicata agli Anni '70 — Misteri, Utopie, Tragedie — il ciclo mensile di Filmstudio Roma che attraversa la storia italiana decade per decade attraverso il cinema.
Filmstudio Roma — romafilmstudio.it
Ciak si Legge — rassegna mensile presso Libreria ELI, Roma
Con Fabio Cortese e Claudio Trionfera

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970) è uno dei capolavori assoluti del cinema italiano — e uno dei più coraggiosi. Un a...

Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972) è uno dei film più scandalosi e fraintesi della storia del cinema it...
07/04/2026

Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972) è uno dei film più scandalosi e fraintesi della storia del cinema italiano.
Sequestrato, condannato, bruciato simbolicamente da una classe dirigente che non poteva tollerare quello che diceva davvero — non il sesso, ma il potere. Il potere sul corpo, il potere sulla memoria, il potere che si esercita nell'intimità come nelle istituzioni.
Bertolucci usa Marlon Brando e Maria Schneider per raccontare qualcosa che l'Italia del 1972 non voleva sentire: che la liberazione sessuale e quella politica erano la stessa battaglia, e che entrambe stavano per essere sconfitte.
Un film che appartiene agli anni Settanta nel modo più profondo, non come documento d'epoca, ma come diagnosi.
Presentato nel primo blocco cinematografico della serata di Ciak si Legge dedicata agli ANNI '70 — MISTERI, UTOPIE, TRAGEDIE.
Il ciclo mensile di Filmstudio Roma che attraversa la storia italiana decade per decade attraverso il cinema.
Filmstudio Roma — romafilmstudio.it

https://youtu.be/LAaCjIiAzog

Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972) è uno dei film più scandalosi e fraintesi della storia del cinema italiano. Sequestrato, condannato, bruc...

Il secondo blocco cinematografico della serata di Ciak si Legge dedicata agli Anni '60 (22 febbraio). Il decennio del bo...
04/04/2026

Il secondo blocco cinematografico della serata di Ciak si Legge dedicata agli Anni '60 (22 febbraio). Il decennio del boom economico, delle contraddizioni sociali e di un cinema italiano al vertice della sua stagione creativa.
Tre film che guardano l'Italia dal basso:
Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961), il mondo delle borgate romane e di chi la modernità la subisce senza parteciparvi.
Il Posto di Ermanno Olmi (1961), la giovinezza che entra nel meccanismo impiegatizio e vi scompare.
Il Sorpasso di Dino Risi (1962), la corsa senza meta di un paese che accelera senza sapere dove va e il prezzo che paga.
Tre sguardi diversi, un'unica domanda: a chi appartiene davvero il miracolo economico?

Prossimo appuntamento alla Libreria ELI: domenica 26 aprile alle 17,30
Filmstudio Roma — romafilmstudio.it
Ciak si Legge — rassegna mensile presso Libreria ELI, Roma
Con Fabio Cortese e Claudio Trionfera
https://youtu.be/otubIyRuUA0

Secondo blocco cinematografico della serata di Ciak si Legge dedicata agli Anni '60 — il decennio del boom economico, delle contraddizioni sociali e di un ci...

Il 29 marzo 2026, alla Libreria ELI di Roma, Filmstudio Roma ha presentato il terzo appuntamento di Ciak si Legge: una s...
30/03/2026

Il 29 marzo 2026, alla Libreria ELI di Roma, Filmstudio Roma ha presentato il terzo appuntamento di Ciak si Legge: una serata dedicata agli anni Settanta — Misteri, Utopie, Tragedie — il decennio più complesso e decisivo della storia italiana del dopoguerra.
La chiave narrativa è stata quella degli anni del mistero: il mistero come condizione del decennio, non solo nelle trame politiche e nelle stragi, ma come cifra esistenziale di un'epoca in cui la realtà vera si nascondeva sempre dietro quella visibile.

Il primo tempo ha attraversato il decennio attraverso due blocchi cinematografici e un intervento storico-politico. Il primo blocco — Il potere e i suoi meccanismi — ha presentato Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri, Cadaveri eccellenti di Rosi, Ultimo tango a Parigi di Bertolucci e C'eravamo tanto amati di Scola. Il secondo blocco — Resistenza e resa — ha raccolto Io sono un autarchico di Moretti, Padre padrone dei Taviani, L'albero degli zoccoli di Olmi e Una giornata particolare di Scola. La sezione conclusiva del primo tempo è stata dedicata a Valerio Zurlini con L'ultima notte di quiete e Il deserto dei Tartari, seguita da un video sugli scontri di piazza con audio originale dell'epoca.

L'intervento storico-politico ha affrontato la strategia della tensione, il ruolo di Gladio e della P2, le figure di Pasolini e Moro come vittime sacrificali di un progetto di smantellamento della democrazia rappresentativa, e il suicidio di una generazione come sintomo terminale di un mondo che si chiudeva. Il primo tempo si è concluso con la lettura di un testo originale scritto per la serata — Alice, Todo modo, Pasolini, Moro, e un aggancio diretto all'attualità.

Una serata di oltre due ore e mezza che non è stata una rassegna cinematografica ma un esercizio di militanza culturale: la dimostrazione che cinema, storia e analisi politica possono costruire insieme una forma di esperienza che non esiste altrove.
Filmstudio Roma — romafilmstudio.it
Ciak si Legge — rassegna mensile presso Libreria ELI, Roma

Il 29 marzo 2026, alla Libreria ELI di Roma, Filmstudio Roma ha presentato il terzo appuntamento di Ciak si Legge: una serata dedicata agli anni Settanta — M...

06/02/2026

Il nuovo CIAK! di Filmstudio e Libreria ELI
Un viaggio attraverso gli anni '60: il decennio delle contraddizioni.
Dal miracolo economico a Piazza Fontana, da Fellini a Pasolini, dal twist alle lotte operaie.
Con la Guerra Fredda sullo sfondo, si manifestano gli estremi di una società che cerca direzione ma smarrisce riferimenti

Domenica 22 febbraio, ore 17:30 - Libreria ELI, Roma
CIAK SI LEGGE: cinema, letteratura, analisi storica.

Le prime due serate hanno registrato il tutto esaurito.
Info e prenotazioni: [email protected] - 06 8621 1712

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