Ricomincio Da Qui

Ricomincio Da Qui 28/07/2010 Ricomincio Da Qui. Un punto di inizio, e sicuramente di non ritorno. L’eterna ingenua non mi appartiene più. http://ilthedellecinque.tumblr.com/

Ogni giorno che passa mi rendo conto che sto crescendo, che non sarò più quella di ieri. Ricomincio Da Qui è il mio buono proposito, la buona promessa a me stessa. Ho promesso di prendermi cura di me, di non accontentarmi e di sorridere sempre. Qua dentro voglio dar voce a tutto ciò che occupa la mia mente, la mia voglia di mettere nero su bianco i miei desideri, le mie passioni ma anche le delusi

one e le angosce che accompagnano la mia vita. Questa pagina sarà il mio nuovo percorso, sarà un susseguirsi di cambiamenti e scoperte, tra la consapevolezza della realtà al sognare ad occhi aperti.

03/03/2017

"Se ti strappi il cuore per paura che soffra semplicemente lo distruggi in un altro modo"



Mi rendo conto che serve.

Le cose belle non vanno dimenticate.

Le cose belle andrebbero vissute ma quando non si può, devono avere la possibilità di essere ripercorse, anche solo su foglio.

Voglio cercare di proteggere tutto il buono che c'è stato.

Voglio proteggerle da tutte le chiacchere maligne accese da gente di poco conto, gente senza tatto e buona fede, gente piena di invidia e rancore.

Quella gente che giudica l'amore senza provarlo.

Quella gente che predica ciò che è giusto ma che puntualmente non lo mette in pratica.

Voglio proteggerle anche da te.

Giorno dopo giorno, queste cose le stai facendo scomparire.

Tutti i contorni, tutte le sfaccettature del nostro percorso stanno pian piano svanendo ed io sto li a ripassare di nero tutti I bordi cancellati.

Faccio tanta fatica a starti dietro. I tuoi passi sono sempre più lunghi ed ormai non riesco più a raggiungerti.



Non aver paura di questa piccola pazzia, perchè in fondo la vita si vive rischiando..





PONTE MILVIO.

Beh diciamo che Ponte Milvio è l'inizio di tutto. Lo immagino come il nostro "porto sicuro".

Me la ricordo bene quella sera. La prima pazzia.

Una uscita insolita. Io, te e 2 amici in macchina come se fosse normale.

Quanto ci guardavamo quella sera?

Due incoscienti. Non capivamo nemmeno noi quello che sarebbe accaduto.

Doveva essere solo uno sfizio ma a me già pareva tutt'altro.

Mentre tornavamo alla macchina ti sei avvicinato senza farci vedere da nessuno, ed io li pronta ad allontanarti.

E poi è successo per la prima volta.



BAKERY.

Mamma che buoni quei biscotti!

Mi piacevano quelle serate: una semplice tuta ( la mia che regolarmente sporcavo di cioccolato e tu con l'affare del secolo che d'affare ha ben poco: ricordati che hai una tuta di cotone!), macchina, chiacchere, baci e biscotti.

Cose semplici ma le migliori.

Fare l'amore al sapore di cioccolato non era poi cosi male.



PARCHEGGI.

Non è il massimo del romaticismo lo so pure io ma quello avevamo e quello ci facevamo andare bene.

Ore e ore abbiamo passato in macchina e non ci stancavamo mai. Un attimo erano le 23.00 e l'attimo dopo erano le 3.00.

In un parcheggio ci siamo baciati per la prima volta.

In un parcheggio abbiamo discusso decine di volte.

In un parcheggio ci siamo conosciuti davvero e a fondo.

In un parcheggio non serviva parlare.

In un parcheggio ci siamo voluti bene.



HOTEL.

Una cosa mai fatta: prenotare un hotel per poche ore. Ennesima pazzia.

Entrare ed uscire come ladri. Ma quanto ci piaceva e quanto ridevamo.

Ormai era un rito: Booking, prenotazione veloce, vino bianco e check in.

Ci ripenso e sorrido.

Non riesco a trovare nulla di squallido in tutto quello che abbiamo condiviso.

Tornavamo a casa tardi, stanchi e spettinati, ma ero felice.

Sarò scema ma era tutto come doveva essere: puro, vero e sincero.

Volevamo solo un ritaglio di spazio e di tempo nostro per toccarci e stare attaccati, sempre.



PRANZO AL MARE.

Ennesima cosa improvvisata.

Ennesima voglia di fare qualcosa insieme.

Il primo pranzo. E lo sai la cosa che mi piace più di tutte?

E' il fatto che niente ci ha mai messo a disagio, mai in imbarazzo.

Dalle cose più sceme a quelle più intime non c'è mai stata paura o vergogna.

Questo, per me, è il punto di svolta nei rapporti: quando non c'è nessun intoppo, nessuna cosa non detta, nessun bacio mancato.

Un pranzo semplice ed un traffico di ritorno interminabile.

Cantavamo come pazzi, ci baciavamo come pazzi, ci prendevamo la mano e tutto andava bene.

Voglio non ricordare il fatto che poi quella giornata si è conclusa male.

L'ennesima volta in cui non potevamo essere liberi di stare insieme.

L'ho detto: solo cose belle.



IL NOSTRO REGALO DI NATALE.

Eccoci alla cosa che ha cambiato tutto.

O meglio, la cosa che ha fatto luce su quello che sospettavo ma che allontanavo.

In quel letto rotondo, in quella doccia ma sosprattuto dentro quell'idromassaggio mi sono innamorata di te.

Mi sono innamorata di te e di me insieme. Mi sono innamorata di te con me.

Di te che metti la camicia perchè sai che mi piace.

Di te che mi chiedi consigli su come sei vestito.

Di te che mi prendi in giro ma lo so che, almeno per te, sono bella.

Di te che mi prendi la mano mentre guidi.

Di te che ti trema la voce quando parliamo di noi.

Di te che stavi abbracciato a me dentro quella vasca e nessuno può solo immaginare come stavamo.

Di te che mi riempivi di caramelle e sorrisi.

Di cioccolato fondente e baci.

Di te che mi ti buttavi addosso nel nostro parcheggio dopo il lavoro.

Di te che riuscivi a calmarmi.

Di te che fai le battute per ingelosirmi e puntualmente ci riesci.

Di te che mi baci.

Di te che mi guardi ed io che li riconosco I tuoi occhi su di me.

Di te che prendi tutto il letto quando dormiamo.

Di te che non capisci ed io che sto li e ti apro la testa.

Di te che se dico che mi piaci quando non ti pettini, il giorno dopo I tuoi capelli non hanno l'ombra della cera.

Di te che parlare di me ti agita.

Di te che non ammetti che io e te potremmo essere tanto.

Ma soprattuto, che poi è la cosa che ancora oggi mi frega, mi sono innamorata dei tuoi occhi.

Negli ultimi giorni ho imparato a non incrociarli. Non credo mi faccia bene.

Hai gli occhi belli tu.





FARE L'AMORE.

Non riesco a buttare giù frasi di filo logico.

Era tutto, troppo.

Sensazioni difficili e consapevoli.

Fare l'amore con te è sempre stato bellissimo, appagante e completo.

Conosci tutto di me, In quei momenti eravamo una cosa sola.

Amavo il dopo. Stare appiccicati per ore, anche senza parlare.

Ed è quello che mi manca da morire.

Stare attaccata a te, senza pensieri.

Stare attaccata a te fisicamente.



TORRE ARGENTINA.

Non è stato per niente bello.

Si la camera, si la colazione, si la visuale della camera ma non mi sentivo bene.

Non me la sono goduta. Li già avevo capito.

E anche se dopo hai provato a saltare: c'è stato un cinema, c'è stata la prima "uscita ufficiale", niente era come doveva. Ma questa è un'altra storia.



Ma poi è tutto.

Io che non so le strade e tu che mi dici destrra quando è sinistra.

Quelle telefonate interminabili. Quella voglia di raccontarci qualsiasi cosa.

Una condivisione estrema. Di tutto e su tutto.

Tu e il sushi.

La prima volta che ci siamo baciati in piedi davanti Camponeschi.

Noi a Campo dè Fiori coi vetri rotti.

Il tuo burrocacao che sta nel mio cassetto.

La tua pallina che è ancora nella mia macchina.





Poco tempo abbiamo avuto.

Poco ce ne hai concesso.

Ti lascio stare perchè è giusto cosi.

Già lo sai. Credo di avere tanto bisogno di te ma non fa niente. Mi basto e mi avanzo da sola.

La rabbia che provo la voglio mettere da parte. Almeno ora, almeno qui sopra.

Forse, anzi sicuramente, tutto questo è a senso unico.

Forse non condividerai nulla.

Forse ti apparirà tutto esagerato e poco credibile.

Forse sono più forti quelle brutte persone che ti dicevo prima e le loro pressioni.

Forse non sono abbastanza.

Forse sono troppo e tu vuoi solo il minimo indispensabile.

Forse I miei baci non sono stati sufficienti.

E' solo che i tuoi occhi non mi vedono più.



"Non siamo fatti per stare da soli, ma nemmeno con chiunque"

25/01/2016

«Allora, dottore?»
«Il vostro malato è malato sul serio».
«È cos'ha?»
«Tutto e niente. È un uomo che a quanto pare ha perso una persona cara. E di questo si muore».
«Che cosa vi ha detto? »
«Mi ha detto che stava bene».
«Tornerete, dottore?».
«Sì», rispose il medico. «Ma bisognerebbe che tornasse qualcun'altro».

— Victor Hugo, I miserabili, parte V Jean Valjean; Libro nono - Suprema ombra, suprema aurora, cap. II, “Ultimi palpiti della lampada senz'olio” (Jean Valjean è stato costretto da Marius ad allontanarsi da Cosette)

25/01/2016

Ti dicevo che erano giorni strani, intensi.
Credo sia stato tutto un fuoco di paglia.
Come quando si ha un incidente e, lì per lì, non senti alcun dolore e poi esce fuori tutto dopo qualche ora.
Devo impormi di fare una cosa che non riesco a mandare giù.
Non mi piace. Mi mette ansia, agitazione e nervoso.
Aspettare.
Il chiodo scaccia chiodo non ha funzionato.
Polemica, fastidiosa ed impertinente, ho salutato il suddetto chiodo lasciandogli la possibilità di contaminare altre pareti. La mia è una parete di marmo: servono attrezzature speciali.
O è bianco o è nero. O tutto o niente. O adesso o mai.
Non regge più.
Devo fermarmi, senza rincorrere.
La giusta ricompensa arriverà per chi sa aspettare.
Voglio aspettare senza pretese.
E' che è stata sempre un corsa: ci siamo conosciuti ed è iniziata la maratona.
Scatti, pause, camminata lenta e battiti accelerati. Mai un ritmo costante.
Ed ora non riesco più a stare a riposo.
Aspetterò che tutto passi.
Aspetterò che l'amaro in bocca che ho da più di un mese diventi un sapore dolce, gustoso. Pop corn al caramello possibilmente.
Aspetterò che il bisogno di starti appiccata diventi solo uno stupido capriccio.
Mi aspetterò di convincermi che tu non sei quello che racconto da un po'.
Mi aspetterò di incontrarti senza che tu mi faccia effetto.
Mi aspetterò di non ricordare più il tuo profumo.
Aspetterò di volere qualcuno cosi tanto da non avere più il batticuore quando passo sotto casa tua.
Mi aspetterò di non avere più voglia di scrivere. Non voglio averne tempo.
E poi, per assurdo, aspetterò te. Fino a quando non vedrò il traguardo della maratona.
Voglio che la mia diventi una corsa regolare, stabile, invariata. Battiti cardiaci regolari e costanti.
Certo, i tuoi passi sono stati sempre più lunghi ( come a Pompei! ) e forse tu già sarai arrivato da un po' ma io provo, a passo lento, a sfiancarti.
Non sono i muscoli a bruciarmi per la fatica ma l'idea di lasciare andare qualcosa bello, positivo e non necessariamente scontato.
Non è il bisogno di bere acqua per il lungo percorso ma la sete di vivermi un rapporto valido e vincente.
E' che m'aspetto di non volerti più.

25/01/2016

Ti dicevo che erano giorni strani, intensi. Credo sia stato tutto un fuoco di paglia. Come quando si ha un incidente e, lì per lì, non senti alcun dolore e poi esce fuori tutto dopo qualche ora. De...

13/01/2016

Sei sempre nei miei pensieri ma faccio finta di niente.  Mi piace non credere alle casualità. Mi piace pensare che ci sia un motivo per tutto.  Sai, ieri era proprio una di quelle giornate storte: ...

13/01/2016

Sei sempre nei miei pensieri ma faccio finta di niente.

Mi piace non credere alle casualità. Mi piace pensare che ci sia un motivo per tutto.

Sai, ieri era proprio una di quelle giornate storte: dove stai li, con un broncio da bambina arrabbiata col mondo, a far si che si sbrighi ad arrivare la sera per ritrovarsi a domani.

Poi fai la scema con un'amica e tac, ti ritrovo la dove poi tutto è iniziato.

E' questa la casualità di cui parlavo. Forse questa è stata l'ennesima conferma che non avevi affatto bisogno di me.

Nessun bilancio dell'anno passato.

Nessun nuovo proposito per l'anno nuovo.

Sono giorni strani, intensi per certi aspetti.

Prevale la razionalità e abbiamo fatto bene a lasciare andare tutto così.

Non vuoi darmi quello che forse potresti.

(E sulla questione "RAZIONALITA'" ci sto lavorando e sembra che qualcosa di buono stia uscendo.)

Ho messo in fila tutto.

La cena sulla spiaggia.

Un rapporto serio interrotto e ripreso più alla leggera.

Praga.

Pranzi al mare.

Fiumicino e Benito.

Terracina ed il tuo collega. Le uniche nostre foto.

Cene insieme.

Ostia con quel giullare poco simpatico.

Sushi a casa.

Pizze con la nduja - le tue perfette, le mie mai.

Mare.

Ostia col tuo abbronzante miracoloso.

Sicilia. Spiaggia deserta e vento micidiale.

La mia Miami. La tua Sardegna.

E poi il teatro.

E poi Ostia Antica.

E poi Pompei.

E poi Perugia.

E poi Maurizio Battista.

Le notti insieme.

Il tuo pigiama enorme.

I nostri thè sul divano.

I film dimenticati.

Lo shopping insieme.

Sarà che ho un vuoto di memoria, ma non ricordo altro.

Sarà che con altri, il paragone con te è inevitabile.

Oggi non vedo l'altro rovescio della medaglia.

Oggi mi prendo una pausa dalla questione RAZIONALITA'.

E' che mi manchi.

E lo sappiamo entrambi che l'ultimo periodoera pieno di noia e distacco.

Qualche sera fa ero sotto casa tua di passaggio, ho imboccato la via del tuo parcheggio e c'era la macchina.

C'è mancato poco e avresti sentito il citofono; però te l'ho detto, sto cercando di non fare passi falsi.

Giro, esco, conosco gente.

Voglio solo fare l'amore con te. Senza parole, senza scuse, senza pensieri contorti.

E' che è te che voglio.

E' che è te che aspetterei comunque.

E' che è te che abbraccerei.

E' che è te che non sopporto.

E' che è che te che mi manchi.

28/12/2015

“Ciò che provo io non è più importante,Fare a modo mio non ha mai risolto niente” E' che tu non ci sei mai. E non immagini nemmeno quanto io ti cerchi. E non immagini nemmeno quanto io ti voglia. E...

28/12/2015

“Ciò che provo io non è più importante,
Fare a modo mio non ha mai risolto niente”

E' che tu non ci sei mai.
E non immagini nemmeno quanto io ti cerchi.
E non immagini nemmeno quanto io ti voglia.
E' che tu non ci sei mai.
E i miei occhi sono cambiati, ed anche i tuoi.
Non vedo niente: avanti non c'è nulla, dietro il deserto.
E nel mezzo? Distanza e sterilità.
E' che tu non ci sei mai.
Non sento particolarmente il Natale però mi piace pensarlo come momento di unione, seppur noioso e stancante.
Mi piace pensare al caldo delle case, alle urla dei parenti, al cibo e ai regali poco graditi.
E' che tu non ci sei mai.
Provo ad incastrarmi tra i tuoi mal di testa, alle tue serate sul divano da solo, ai tuoi inviti mancati, alle tue attenzioni mai date, alle tue parole mai dette ma credo di aver smarrito la combinazione perché non riesco più ad entrarci.
E' che tu non ci sei mai.
Il traffico è in tilt e non si cammina.
Le targhe alterne e le domeniche ecologiche non aiutano.
E nemmeno dormire insieme, aiuta.
E nemmeno fare finta di niente, aiuta.
E nemmeno non cercarti, aiuta.
E' che tu non ci sei mai.
Vorrei che tu mi prendessi per mano.
Vorrei essere per te quello che tu rappresenti per me. Niente di più, ma anche niente di meno.
Non voglio accontentarmi, non voglio compromessi.
Non voglio strade facili da percorrere accanto a sconosciuti.
Vorrei una strada. Tortuosa e pianeggiante, intasata e vuota. Salite e discese. Nostra.
E' che tu non ci sei mai.
Ed io devo fare tutto da sola.
E' che mi sento cosi libera che ormai mi va stretto.

21/12/2015

“Ti lascio questa vita organizzata e finta

e salgo su un cavallo che non ha memoria

è solo mutamento e non maledizione

avrai di me ricordo e non mancanza”



Ho provato tutte le chiavi. Ho cercato tutti gli ingressi.

Ma io proprio non riesco ad entrarci da sola nella tua vita.

Ti vedo come se tu stessi dentro un tondo; senza angoli o nicchie dove collocarmi.

Ero convinta che, col tempo e costanza, sarei riuscita a guadagnarmi il mio spazio, ma sbagliavo.

Realtà e aspettative.

Sono ferma al bivio e non so dove andare.

Dovrebbero essere l’una la conseguenza dell’altra ed invece sono all’opposto.

E sono combattuta.

Non mi piace questa realtà. Sterile e superficiale, senza passione e senza voglia.

Una realtà scontata ed, ormai, fin troppo chiara.

Una realtà che non fa per me.



Delle aspettative nemmeno te ne parlo. Le conosci e non ti appartengono.



“Qualcosa ti porta alla saturazione

se non difendi il bene non hai ragione

e passerai da essere il migliore amante

all’ultimo pensiero di chi ti è accanto”



Ho cercato di difenderti sempre. Da me e dai miei desideri.

Ho cercato di “diventare come te” per starti accanto.

Ho cercato di prendere il meglio da quel poco che mi dai.

Mi hai messo davanti troppe cose e non riesco più a vederti.

Provo a ritrovarti in qualche sguardo, in qualche gesto. Ma mancano, puntualmente.

Confermo e sottoscrivo che non hai bisogno di me.

Confermo e sottoscrivo che io ti vorrei, completamente e totalmente. Ma non è possibile.



“La testa ti concede mille soluzioni

ma il corpo e la paura sottraggono

è questa la prigione più severa e dura

il tempo mio perfetto sarebbe adesso”



Aspetto sempre un colpo di scena che non arriva.

E l’epilogo rimane sempre chiaro e noioso.

La soluzione è una ma la nascondo sempre per paura di trovarla e doverla affrontare.

Continui a mancarmi ma ci sto facendo l’abitudine.





Non mi servono regali.

21/12/2015

"Ti lascio questa vita organizzata e finta  e salgo su un cavallo che non ha memoria  è solo mutamento e non maledizione  avrai di me ricordo e non mancanza"    Ho provato tutte le chiavi. Ho cerca...

30/11/2015

"Ho conosciuto il mondo senza guardare dai tuoi occhi, Esistono universi che si scontrano, La verità è che siamo indifferenti, troppo distratti. E' complicato ammettere gli sbagli. Ti aspetterò, ti...

30/11/2015

"Ho conosciuto il mondo senza guardare dai tuoi occhi,
Esistono universi che si scontrano,
La verità è che siamo indifferenti, troppo distratti.
E' complicato ammettere gli sbagli.
Ti aspetterò, ti scriverò, ti perderò
Ancora mille volte e ancora,
Ti scorderò ti rivedrò ti abbraccerò di nuovo per ricominciare"

Oggi sono malinconica.
Non ti ho cercato. Sei balzato nella ma vita cosi, senza preavviso e senza mezze misure.
Prepotente ed ingombrante, ti porto con me da un po' in tutto ciò che mi riguarda.
Mi sbilancio a dire che ho lottato per te perché ti ho voluto da subito. Ti ho voluto cosi tanto che ho accantonato tutto e mi sono concentrata su come poterti tenere con me.
Hai buttato giù tutti i paletti che avevo piantato su come essere trattata o su cosa avere da un rapporto.
Ad oggi mi giro e quei paletti ancora sono li per terra. Non è ancora passato nessuno a rialzarli.
E non mi lamento di nulla, e nemmeno eviterei di rifarlo se tornassi indietro.
E' che mi frega un pomeriggio a casa senza nessun programma interessante che cattura la mia attenzione.
Tante volte si vogliono cose di cui non si ha minimamente bisogno. ( che tu sia dannato Louis Vuitton! )Tempo fa mi hai chiesto di starti appiccicata e ti assicuro che ci provo costantemente, ma forse non ne hai veramente bisogno.
Non hai bisogno di pensarmi durante la giornata.
Non hai bisogno di progettare qualcosa con me.
Non hai bisogno di organizzare le feste insieme.
Non hai bisogno di sapere che mi aspetto da te.
Non hai bisogno di dirmi che ti aspetti da me.
Non hai bisogno di esporti.
Non hai bisogno di essere geloso di me.
Non hai bisogno di essere mio, completamente.
Non hai bisogno di avermi tua, completamente.
E' un po' come la mia totale negazione nel mangiare con le bacchette al ristorante giapponese, ci provo e ci riprovo ma niente da fare. E alla fine chiedo una forchetta e tanti saluti.

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Rome

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