08/10/2026
Dino Buzzati e la tragedia del Vajont » Rewatch » 📺 Nel video, Lorenzo Viganò 🎙 ci guida alla scoperta di come Buzzati abbia saputo trasformare un dolore personale e collettivo in un capolavoro di verità e umanità.
In 4 righe sulle pagine del , con molta chiarezza, Dino Buzzati riuscì a racchiudere l'immensa drammaticità della tragedia del Vajont, del 9 ottobre 1963, unendo la precisione del cronista, di cronaca nera, ai sentimenti profondi di chi racconta la propria terra.
"Un sasso è caduto in un bicchiere colmo d’acqua – scriveva l’11 ottobre 1963 – e l’acqua è caduta sulla tovaglia. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri, il sasso era grande come una montagna e sotto, sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi."
Una enorme frana staccatasi dal Monte Toc, sulle Prealpi bellunesi tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, sprofondò nel bacino artificiale del , ultimato da poco con diga da record.
Interi paesi vennero cancellati dalla furia delle acque. Lasciandosi dietro solo fango, detriti e circa 2.000 vittime il tutto in pochi minuti. Molte di loro, quella sera, erano nella propria casa totalmente ignare di quanto sarebbe accaduto.
Lungo le sponde del lago del Vajont vennero distrutti i borghi di Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, e la parte bassa dell'abitato di Erto. Nella valle del Piave vennero rasi al suolo i paesi di Longarone, Pirago, Faè, Villanova, Rivalta. Altri comuni furono colpiti e danneggiamenti espandendo così la tragedia anche al territorio circostante.
📌 Ascolta il racconto completo nel video.
📹 Tratto dalla conferenza con Lorenzo Viganò dedicata a del 03/05/2022 di Fuorigioco 2022 disponibile sul canale YouTube del Circolo Culturale Eureka