Cinema Solaris Pesaro

Cinema Solaris Pesaro Cinema d'essai lunedì e mercoledì
biglietto ridotto a 5,50 €
(eccetto festivi e prefestivi)

PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 4 A MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2026Consultate la programmazione completa sul nostro sit...
03/06/2026

PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 4 A MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2026
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DISCLOSURE DAY
Regia di Steven Spielberg
Genere Fantascienza, - USA, 2026
Durata 145 minuti
Steven Spielberg torna alla fantascienza con Disclosure Day: il mistero dell'universo incontra le domande del nostro tempo
Dopo aver attraversato generi, epoche e storie profondamente umane, Steven Spielberg torna a confrontarsi con il territorio che più di ogni altro ha contribuito a definire il suo immaginario cinematografico: la fantascienza. Con Disclosure Day, il regista americano firma un'opera che raccoglie l'eredità dei suoi grandi racconti sul contatto con l'ignoto e la proietta nel cuore delle inquietudini contemporanee. Da sempre Spielberg utilizza la fantascienza non come semplice spettacolo, ma come strumento per interrogare l'essere umano. Da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T., fino a A.I. - Intelligenza Artificiale, i suoi film hanno raccontato la meraviglia, la paura e il desiderio di comprendere ciò che si trova oltre i confini del conosciuto. Disclosure Day riprende questa tradizione e la aggiorna a un mondo dominato dall'informazione, dalla disinformazione e dalla crescente difficoltà di distinguere la verità dalla sua manipolazione. Il punto di partenza è tanto semplice quanto sconvolgente: cosa accadrebbe se venisse finalmente dimostrato che l'umanità non è sola nell'universo? Da questa domanda nasce un racconto che intreccia mistero, tensione geopolitica e riflessione filosofica, seguendo personaggi chiamati a confrontarsi con una verità capace di cambiare per sempre il destino della civiltà. Ma al centro del film non ci sono soltanto gli extraterrestri o il tema del primo contatto. Spielberg sembra interessato soprattutto alle conseguenze umane della rivelazione: chi ha il diritto di conoscere la verità? È giusto nascondere informazioni per proteggere la società? E siamo davvero pronti ad accettare una realtà che potrebbe mettere in discussione tutto ciò che crediamo di sapere su noi stessi? Con un cast guidato da Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Colman Domingo ed Eve Hewson, Disclosure Day si presenta come una delle opere più ambiziose della fase recente della carriera del regista. Un film che recupera il senso di stupore tipico del grande cinema spielberghiano senza rinunciare a interrogare il presente. Più che raccontare l'arrivo di una verità, Disclosure Day sembra voler esplorare ciò che accade quando quella verità non appartiene più a pochi, ma diventa patrimonio dell'intera umanità. E ancora una volta Spielberg utilizza la fantascienza per parlare di noi: delle nostre paure, delle nostre divisioni e della nostra capacità di immaginare un futuro diverso. Il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza non è soltanto un evento cinematografico. È il ritorno di uno sguardo che da quasi cinquant'anni continua a chiedersi cosa ci sia oltre il cielo e, soprattutto, cosa riveli di noi stessi il desiderio di guardarlo.
Da MERCOLEDI’ 10/06 18,30-21,00

BACKROOMS
Regia di Kane Parsons
Genere Horror, - USA, 2026,
durata 111 minuti.
“Backrooms” non è soltanto un film horror: è un’esperienza inquietante, ipnotica e profondamente contemporanea, capace di trasformare gli spazi più anonimi e familiari in un labirinto dell’inconscio dove realtà, memoria e paura si confondono. La storia segue Clark, un uomo intrappolato in una vita che non gli appartiene più: i sogni da architetto svaniti, un lavoro alienante e un senso costante di fallimento. Quando una notte scopre casualmente un passaggio verso un mondo parallelo, si ritrova immerso nelle misteriose “Backrooms”: corridoi infiniti, stanze vuote, luci al neon, uffici deserti e spazi impossibili che sembrano esistere fuori dal tempo e dalla logica. Ad accompagnarlo in questa discesa nell’ignoto c’è Mary Kline, analista tormentata dal proprio passato. Insieme attraverseranno un universo che non spaventa con i mostri tradizionali, ma con qualcosa di molto più sottile e disturbante: il vuoto, la perdita di orientamento, l’assenza di senso. Nato dal fenomeno virale creato dal giovanissimo Kane Parsons, “Backrooms” porta sul grande schermo uno dei miti horror più affascinanti dell’era digitale. Da semplice creepypasta del web a vera e propria esperienza cinematografica, il film costruisce un’estetica liminale fatta di luoghi apparentemente normali ma improvvisamente ostili, spazi che sembrano ricordare qualcosa della nostra infanzia e insieme respingerci. Più che raccontare una storia lineare, “Backrooms” ci trascina dentro una sensazione: quella di essere persi in un luogo che conosciamo e che allo stesso tempo non riconosciamo più. Porte che non conducono da nessuna parte, corridoi senza uscita, oggetti quotidiani trasformati in relitti di memoria. Non è il mostro a far paura: è lo spazio stesso. Con atmosfere sospese tra fantascienza, horror psicologico e arte contemporanea, il film diventa una riflessione sul vuoto, sull’alienazione e sui fantasmi che ciascuno porta dentro di sé. Un’opera visivamente sorprendente e perturbante, che trasforma il cinema in un viaggio sensoriale e mentale. “Backrooms” è un invito ad attraversare quella porta e lasciarsi smarrire. Perché, a volte, il vero terrore non è ciò che vediamo… ma ciò che ci aspetta nel silenzio infinito degli spazi vuoti.
VENERDI’ 05/06 21,15
SABATO 06/06 21,15
DOMENICA 07/06 18,45-21,00
MARTEDI’ 09/06 21,00
MERCOLEDI’ 10/06 21,00

I COLORI DELLA TEMPESTA
Regia di Roberto Dordit.
Genere Storico, - Italia, 2025,
durata 106 minuti.
“I colori della Tempesta” è molto più di un film: è un viaggio nella memoria, nella bellezza e nel coraggio di uomini e donne che hanno difeso il patrimonio artistico italiano in uno dei momenti più drammatici della nostra storia. Girato nelle nostre splendide Marche, il film racconta la straordinaria vicenda dell’“Operazione Salvataggio”, l’impresa che durante la Seconda Guerra Mondiale permise di mettere in salvo centinaia di capolavori dell’arte italiana dalle bombe e dalle razzie naziste. Cuore della storia è Pasquale Rotondi, soprintendente marchigiano che, insieme alla moglie Zea Bernardini e a tanti collaboratori, nascose opere inestimabili tra la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna, trasformando il nostro territorio in un autentico scrigno della cultura mondiale. Tra le opere salvate c’era anche “La Tempesta” di Giorgione, il celebre dipinto desiderato da Hi**er, simbolo della bellezza che la barbarie non riuscì a cancellare. Diretto da Roberto Dordit, il film unisce tensione, emozione e amore per l’arte, riportando finalmente alla luce una pagina poco conosciuta ma fondamentale della nostra storia. Una storia di responsabilità, passione e straordinario senso del dovere, che oggi più che mai merita di essere ricordata e tramandata. Siamo inoltre particolarmente felici di avere tra gli interpreti il nostro attore pesarese Alessandro Gimelli, che avremo il piacere di ospitare domenica 31 maggio alle ore 21.00 per condividere con il pubblico emozioni, curiosità e retroscena legati al film e alle riprese. Giovedì e martedì, sempre alle ore 21.00, avremo invece l’onore di ospitare Silvano Tiberi, appassionato cultore della storia locale e preziosa testimonianza vivente di quella memoria che negli anni ha contribuito a mantenere accesa la fiamma dell’“Operazione Salvataggio”.
GIOVEDI’ 04/06 21,00
SABATO 06/06 16,30-21,00
DOMENICA 07/06 16,30-18,45
MERCOLEDI’ 10/06 21,00

NO GOOD MAN
Regia di Shahrbanoo Sadat.
Genere Biografico, Commedia, - Germania, Francia, Danimarca, Norvegia, 2026,
durata 103 minuti.
“No Good Men” è un film potente, coraggioso e sorprendentemente vitale, capace di mescolare commedia, tensione politica e critica sociale in un racconto profondamente umano e attuale. Ambientato a Kabul poco prima del ritorno al potere dei talebani, il film segue la storia di Naru, unica operatrice televisiva afghana in un ambiente dominato dagli uomini. Determinata, indipendente e incapace di piegarsi alle regole di una società patriarcale, Naru affronta ogni giorno discriminazioni, giudizi e umiliazioni senza mai rinunciare alla propria libertà e alla propria dignità. Madre, lavoratrice e donna combattiva, Naru rappresenta una nuova generazione afghana che non vuole più restare in silenzio. Accanto a lei troviamo un noto giornalista d’inchiesta, inizialmente diffidente e segnato dagli stessi pregiudizi maschili che il film denuncia con lucidità e ironia. Ma proprio dall’incontro tra questi due personaggi nascerà un rapporto fatto di scontri, rispetto reciproco e progressiva comprensione. Diretto dalla regista afghana Shahrbanoo Sadat, che interpreta anche la protagonista, “No Good Men” evita ogni sguardo occidentale o paternalistico e racconta l’Afghanistan dall’interno, attraverso gli occhi di chi lo vive davvero. È questa autenticità a rendere il film così coinvolgente: nei colori delle strade di Kabul, nel caos quotidiano, nelle tensioni costanti ma anche nei momenti di leggerezza e ironia che attraversano il racconto. Pur affrontando temi durissimi — il patriarcato, la violenza, la censura, la minaccia del fondamentalismo — il film riesce a mantenere una straordinaria energia narrativa, alternando momenti divertenti ad altri di forte intensità emotiva. Con il passare dei minuti, la commedia brillante iniziale si trasforma lentamente in un dramma politico sempre più inquietante, specchio di un paese che sta precipitando verso l’oscurità. “No Good Men” parla del coraggio delle donne, della libertà di pensiero e dell’importanza di un giornalismo che non si lascia intimidire. Ma soprattutto racconta cosa significhi resistere ogni giorno, anche nei piccoli gesti quotidiani, a un sistema che vorrebbe imporre silenzio e obbedienza. Un film intenso, moderno e necessario, capace di emozionare, far sorridere e riflettere, ricordandoci che anche nei contesti più difficili possono esistere persone pronte a sfidare il sistema e a immaginare un futuro diverso.
GIOVEDI’ 04/06 21,00
VENERDI’ 05/06 21,00
SABATO 06/06 16,30-18,45
DOMENICA 07/06 16,30-21,00
MARTEDI’ 09/06 21,00

HEN - STORIA DI UNA GALLINA
Regia di György Pálfi.
Genere Drammatico, - Germania, Grecia, Ungheria, 2025
, durata 96 minuti. “Hen – Storia di una gallina” è un film sorprendente, poetico e profondamente originale, capace di raccontare il mondo attraverso uno sguardo insolito: quello di una gallina.
Dalla nascita dell’uovo fino alla ricerca ostinata della libertà e della sopravvivenza, il film segue la vita della sua protagonista adottando il punto di vista dell’animale con una sensibilità rara e spiazzante. Non si tratta semplicemente della storia di un animale, ma di una riflessione sul rapporto tra esseri viventi, natura e umanità, osservati da una prospettiva completamente diversa dalla nostra. La gallina protagonista attraversa un mondo fatto di pericoli, incontri e continue lotte quotidiane. Intorno a lei si muovono altri animali — una volpe, un cane, un topo, un falco, persino i dinosauri visti attraverso un documentario televisivo — ma soprattutto gli esseri umani, osservati nelle loro contraddizioni, nelle loro crudeltà e nelle loro fragilità. Con delicatezza e senza retorica, il film ci mostra come la violenza, le ingiustizie e le tragedie degli uomini finiscano inevitabilmente per riflettersi anche sul mondo animale. Eppure, in mezzo a tutto questo, la protagonista continua a lottare con tenacia per proteggere i propri piccoli e difendere la propria libertà. “Hen – Storia di una gallina” colpisce proprio per la sua capacità di trasformare un’esistenza apparentemente semplice in un racconto universale sulla resilienza, sull’istinto materno e sul desiderio di sopravvivere. Girato con grande attenzione e rispetto verso gli animali — la protagonista è interpretata da otto galline diverse, nessuna delle quali è stata maltrattata durante le riprese — il film costruisce immagini di straordinaria forza visiva ed emotiva, capaci di farci guardare il mondo con occhi nuovi. Un’opera insolita e affascinante, a metà tra cinema contemplativo, favola moderna e riflessione ecologica, che invita lo spettatore a rallentare, osservare e interrogarsi sul nostro modo di abitare il pianeta e convivere con gli altri esseri viventi.
GIOVEDI’ 04/06 21,00
SABATO 06/06 18,45
DOMENICA 07/06 16,45-18,45
MERCOLEDI’ 10/06 18,45

EVENTI

RESURRECTION
Regia di Gan Bi
Genere Drammatico, - Cina, 2025,
durata 160 minuti.
In un futuro indefinito, l’umanità ha scelto l’immortalità al prezzo dei propri sogni. Solo i “Fantasticatori” continuano a sognare, consumando lentamente la propria esistenza ma conservando la capacità di attraversare il tempo e di generare nuove visioni. Da questa premessa visionaria prende forma Resurrection, l’opera più ambiziosa e radicale di Bi Gan, un viaggio cinematografico che attraversa la storia del cinema interrogandosi sul suo destino, sulla sua fine e sulla sua continua capacità di rinascere. Più che un racconto lineare, Resurrection è un’esperienza sensoriale e immaginifica. Il film si sviluppa come una successione di mondi, epoche e generi che si trasformano incessantemente: dal noir al gangster movie, dal melodramma romantico al racconto fantastico, in un flusso di immagini che dialogano con oltre un secolo di storia del cinema. Le suggestioni dei pionieri del cinematografo, le atmosfere del cinema classico e le ombre dei grandi maestri del Novecento emergono e si dissolvono continuamente, rielaborate attraverso lo sguardo personale di Bi Gan. Il regista non si limita però a citare o omaggiare il passato. Il suo cinema assorbe memorie, immagini e forme per restituirle in una dimensione nuova, sospesa tra sogno e realtà. I lunghi piani sequenza, gli spazi labirintici e il costante senso di smarrimento costruiscono un universo in cui la logica narrativa lascia il posto all’associazione libera, alla suggestione e alla potenza evocativa delle immagini. Resurrection è anche una riflessione sul significato stesso del fare cinema oggi. In un’epoca dominata dalla velocità della fruizione, dagli algoritmi e dalla trasformazione delle opere audiovisive in semplici contenuti da consumare, Bi Gan rivendica il valore della visione come esperienza irriducibile, misteriosa e profondamente umana. Il sogno diventa così un atto di resistenza, una forma di libertà capace di opporsi all’omologazione e alla perdita dell’immaginazione. Opera complessa e affascinante, destinata a dividere e a interrogare il pubblico, Resurrection chiede partecipazione, attenzione e disponibilità ad abbandonarsi al suo flusso visionario. In cambio offre un viaggio unico dentro il cinema e attraverso il cinema, ricordandoci che ogni sua presunta fine non è altro che l’inizio di una nuova metamorfosi.
SABATO 06/06 21,00
MARTEDI’ 09/06 20,45

PRINCIPESSA MONONOKE
Regia di Hayao Miyazaki
Genere Animazione, - Giappone, 1997,
durata 133 minuti
Questa settimana abbiamo il privilegio di ritrovare sul grande schermo uno dei capolavori assoluti dell’animazione mondiale: La Principessa Mononoke, il film con cui Hayao Miyazaki ha conquistato definitivamente il pubblico internazionale e ha ridefinito le possibilità espressive del cinema d’animazione. A quasi trent’anni dalla sua uscita, questo straordinario racconto epico torna nelle sale italiane grazie a Lucky Red in una versione restaurata che permette di riscoprire tutta la potenza visiva delle sue immagini, ma soprattutto con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio italiano, realizzati per restituire al pubblico la complessità, la ricchezza linguistica e le sfumature dell’opera originale. La storia segue il giovane principe Ash*taka, colpito da una maledizione mortale e costretto a intraprendere un viaggio alla ricerca di una cura. Il suo cammino lo conduce nel cuore di una guerra che oppone gli uomini alle antiche divinità della foresta. Qui incontrerà San, la misteriosa Principessa Mononoke, una ragazza cresciuta dai lupi che combatte per difendere la natura dall’avanzata dell’umanità. Ma ciò che rende questo film un’opera unica è la sua straordinaria capacità di rifiutare ogni semplificazione. Miyazaki non costruisce una favola di buoni contro cattivi: gli uomini che distruggono la foresta hanno le loro ragioni, così come gli animali e gli spiriti che la difendono. Lady Eboshi, spesso vista come antagonista, è al tempo stesso una figura illuminata e generosa; San lotta per la natura, ma è animata da una rabbia che rischia di consumarla. In mezzo a loro, Ash*taka cerca una difficile via di conciliazione. La Principessa Mononoke è un film che parla di progresso e ambiente, di spiritualità e violenza, di convivenza e conflitto. È un’opera sorprendentemente adulta, attraversata da una tensione drammatica rara nell’animazione, dove la morte, il dolore e la responsabilità delle proprie scelte hanno un peso concreto e tangibile. Ancora oggi colpisce la straordinaria modernità del suo sguardo. In un mondo che continua a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura, sulle conseguenze dello sviluppo e sulla possibilità di trovare un equilibrio tra interessi contrapposti, il film di Miyazaki mantiene intatta la sua forza e la sua attualità. Ma è anche una grande avventura cinematografica, capace di unire spettacolo, poesia e riflessione filosofica in un equilibrio quasi irripetibile. Un’opera che non offre risposte semplici, ma invita a guardare il mondo nella sua complessità, riconoscendo umanità e fragilità in ogni parte in causa. Questa nuova edizione rappresenta quindi un’occasione preziosa non solo per chi ama il cinema di Miyazaki, ma anche per chi desidera scoprire o riscoprire uno dei film più importanti degli ultimi decenni, finalmente restituito al pubblico italiano in una forma più vicina possibile alla visione originale del suo autore.
VENERDI’ 05/06 21,00
SABATO 06/06 18,45
DOMENICA 07/06 21,00
MERCOLEDI’ 09/06 18,30

03/06/2026

Non mi stupisci il successo clamoroso di BACKROOMS. Da mesi vado nelle scuole e parlo coi ragazzi (entusiasti fino al midollo) del fenomeno esploso in rete e della mia fascinazione per questo genere di horror tutt’altro che truculento e sanguinolento, in grado di far paura attraverso il concetto di perturbante.

La potenza narrativa di Backrooms nasce da una ferita percettiva: ci spaventa perché il familiare improvvisamente diventa “non più familiare”. Non presenta il mostro, le armi minacciose, l’orrido soprannaturale, l’evento clamoroso. Parte da un luogo riconoscibile: corridoi, moquette, neon, pareti giallastre, uffici vuoti, stanze di passaggio. Tutto appartiene a un immaginario quotidiano, quasi banale. E proprio per questo diventa inquietante.

Freud definisce il perturbante come «quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare». In Backrooms la paura nasce da questa familiarità guasta.

Il perturbante agisce perché il familiare smette di proteggerci. La ripetizione delle pareti cancella l’orientamento. L’assenza di persone rende più forte l’idea che qualcuno sia appena passato o che qualcosa possa arrivare da un momento all’altro. Backrooms, grazie al suo giovanissimo autore Kane Parsons trasforma l’architettura ordinaria in una trappola mentale.

Il film è ambientato prima del 2000 e ruota attorno a Chuck (Chiwetel Ejiofor), il proprietario squattrinato di un negozio di mobili a basso costo che un giorno scopre un portale invisibile che conduce alle famigerate Backrooms nel seminterrato del suo negozio. Questo lo trascina in una spirale discendente monitorata dalla sua terapista Mary (Renate Reinsve), che in seguito scoprirà anche lei il luogo e gli orrori che vi si celano.

Dal punto di vista tecnico, Backrooms è un capolavoro sia dal punto di vista visivo che sonoro e anche se la sceneggiatura ha qualche battuta a vuoto, non importa. Quello che conta è che ci troviamo davanti (e dentro) qualcosa di assolutamente affascinante. E uscirne non sarà facile.

Un film per giovani che sta portando i ragazzi al cinema. Finalmente!

03/06/2026

Venerdì 12 giugno 2026, ore 18:00

Incontro
𝗚𝗮𝗷𝗮 𝗖𝗲𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮
Doppio appuntamento con la scrittrice in collaborazione tra Biblioteca San Giovanni e Cinema Solaris

O̲r̲e̲ ̲1̲8̲:̲0̲0̲ ̲B̲i̲b̲l̲i̲o̲t̲e̲c̲a̲ ̲S̲a̲n̲ ̲G̲i̲o̲v̲a̲n̲n̲i̲
Presentazione del 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼 𝙄𝙡 𝙧𝙞𝙫𝙤𝙡𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙚𝙨𝙩𝙧𝙖 (Marsilio, 2026).
L’autrice conversa con Alessandra Galeotti, bibliotecaria.

O̲r̲e̲ ̲2̲1̲:̲0̲0̲ ̲ Cinema Solaris Pesaro
Proiezione, con introduzione dell’autrice, del 𝗳𝗶𝗹𝗺 𝘿𝙤𝙢𝙖𝙣𝙞 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙧𝙤𝙜𝙤 di Umberto Riccioni Carteni.
Tratto dal romanzo omonimo del 2022 edito da Marsilio.
https://tinyurl.com/bdewpvd3

L’evento è sostenuto da Le Macchine Celibi – Società Cooperativa

Pesaro Città che Legge

03/06/2026

Evento LiveTicket

03/06/2026
Anche quest’anno abbiamo concluso il nostro splendido percorso “Move the Movies 2025/2026” insieme ai ragazzi delle scuo...
29/05/2026

Anche quest’anno abbiamo concluso il nostro splendido percorso “Move the Movies 2025/2026” insieme ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con la premiazione di ben 20 bambini.
Ma, secondo noi, avrebbero meritato di essere premiati tutti i 636 disegni che abbiamo avuto il piacere di proiettare sul grande schermo: per questo, siete stati tutti protagonisti di una grande serata.
Vogliamo ringraziare tutti i bambini e i ragazzi intervenuti, con la loro splendida fantasia, e tutte le maestre, i professori e le professoresse che, con il loro aiuto e il loro entusiasmo, sostengono questa iniziativa.
Un grazie speciale va soprattutto alla nostra meravigliosa giuria, composta dagli amici del Cinema Solaris: il vicesindaco Daniele Vimini, la consigliera regionale Micaela Vitri, il presidente di Auser Pantano Ezio Bracco, il nostro partner e regista Razzi— a cui dobbiamo l’immenso lavoro di elaborazione e montaggio dei disegni — la nostra amata professoressa vezzuto, “l’uomo nell’ombra” del Solaris Anna Ortolani e, per finire, io, l’anfitrione “rompi” del vostro amato cinema, Silvia e a chi nel silenzio fa si che tutto si svolga nel migliore dei Marco Moretti.
Un ringraziamento speciale va inoltre a due persone a noi molto care che quest’anno ci hanno lasciato e alle quali è stata dedicata la serata: Cinzia Violini e Franca Claut. Un abbraccio affettuoso alle loro famiglie, presenti con noi durante questa emozionante serata.

28/05/2026

🖼️Silvia consiglia 🖼️

PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 28 MAGGIO A MERCOLEDI’ 3 GIUGNO 2026Consultate la programmazione completa sul nos...
27/05/2026

PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 28 MAGGIO A MERCOLEDI’ 3 GIUGNO 2026
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I COLORI DELLA TEMPESTA
Regia di Roberto Dordit.
Genere Storico, - Italia, 2025,
durata 106 minuti.
“I colori della Tempesta” è molto più di un film: è un viaggio nella memoria, nella bellezza e nel coraggio di uomini e donne che hanno difeso il patrimonio artistico italiano in uno dei momenti più drammatici della nostra storia. Girato nelle nostre splendide Marche, il film racconta la straordinaria vicenda dell’“Operazione Salvataggio”, l’impresa che durante la Seconda Guerra Mondiale permise di mettere in salvo centinaia di capolavori dell’arte italiana dalle bombe e dalle razzie naziste. Cuore della storia è Pasquale Rotondi, soprintendente marchigiano che, insieme alla moglie Zea Bernardini e a tanti collaboratori, nascose opere inestimabili tra la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna, trasformando il nostro territorio in un autentico scrigno della cultura mondiale. Tra le opere salvate c’era anche “La Tempesta” di Giorgione, il celebre dipinto desiderato da Hi**er, simbolo della bellezza che la barbarie non riuscì a cancellare. Diretto da Roberto Dordit, il film unisce tensione, emozione e amore per l’arte, riportando finalmente alla luce una pagina poco conosciuta ma fondamentale della nostra storia. Una storia di responsabilità, passione e straordinario senso del dovere, che oggi più che mai merita di essere ricordata e tramandata. Siamo inoltre particolarmente felici di avere tra gli interpreti il nostro attore pesarese Alessandro Gimelli, che avremo il piacere di ospitare domenica 31 maggio alle ore 21.00 per condividere con il pubblico emozioni, curiosità e retroscena legati al film e alle riprese. Giovedì e martedì, sempre alle ore 21.00, avremo invece l’onore di ospitare Silvano Tiberi, appassionato cultore della storia locale e preziosa testimonianza vivente di quella memoria che negli anni ha contribuito a mantenere accesa la fiamma dell’“Operazione Salvataggio”.
GIOVEDI’ 28/05 21,00 SILVANO TIBERI IN SALA
VENERDI’ 29/05
SABATO 30/05 18,45
DOMENICA 31/05 16,30- 21,00 ATTORE ALESSANDRO GIMELLI
LUNEDI’ 01/06
MARTEDI’ 02/06 21,00 SILVANO TIBERI IN SALA
MERCOLEDI’ 03/06 18,45

IL SILENZIO DEGLI ALTRI
Regia di Eva Libertad
Genere Drammatico, - Spagna, 2025,
durata 99 minuti.
“Il silenzio degli altri” è un film intenso, delicato e profondamente umano, capace di portarci dentro un mondo fatto di emozioni, paure, amore e incomprensioni, raccontato attraverso uno sguardo raro e autentico. La protagonista è Ángela, una donna sorda che aspetta una bambina dal compagno Héctor, udente. L’arrivo della figlia dovrebbe rappresentare soltanto gioia e speranza, ma con la nascita di Ona emergono fragilità, dubbi e un senso di isolamento che Ángela fatica a condividere con chi le sta accanto. In attesa di sapere se la bambina sarà sorda oppure udente, la coppia attraversa tensioni e silenzi che mettono alla prova il loro rapporto e il loro modo di amarsi. La regista Eva Libertad firma un’opera toccante e sincera, nata dall’esperienza personale e interpretata magistralmente da Miriam Garlo, attrice realmente sorda, che dona al personaggio una straordinaria intensità emotiva. Il film evita ogni pietismo e sceglie invece la strada dell’ascolto, dell’intimità e della condivisione, permettendoci di vivere il mondo attraverso le percezioni della protagonista. “Il silenzio degli altri” non parla soltanto della sordità, ma della difficoltà universale di comunicare davvero con chi amiamo, della paura di sentirsi esclusi e del bisogno profondo di essere compresi. È un racconto delicato ma potentissimo, dove i silenzi diventano voce e lo sguardo diventa emozione. Ricordiamo inoltre che domenica alle ore 21.00 il film sarà proiettato in lingua originale sottotitolata, un’occasione preziosa per vivere tutti insieme l’autenticità delle interpretazioni e lasciarsi coinvolgere ancora più profondamente dalla forza emotiva di questa storia.
SABATO 30/05 18,45
DOMENICA 31/05 16,30- 21,00
LUNEDI’ 01/06 18,45-21,00
MARTEDI’ 02/06 18,45
MERCOLEDI’ 03/06 21,00

BACKROOMS
Regia di Kane Parsons
Genere Horror, - USA, 2026,
durata 111 minuti.
“Backrooms” non è soltanto un film horror: è un’esperienza inquietante, ipnotica e profondamente contemporanea, capace di trasformare gli spazi più anonimi e familiari in un labirinto dell’inconscio dove realtà, memoria e paura si confondono. La storia segue Clark, un uomo intrappolato in una vita che non gli appartiene più: i sogni da architetto svaniti, un lavoro alienante e un senso costante di fallimento. Quando una notte scopre casualmente un passaggio verso un mondo parallelo, si ritrova immerso nelle misteriose “Backrooms”: corridoi infiniti, stanze vuote, luci al neon, uffici deserti e spazi impossibili che sembrano esistere fuori dal tempo e dalla logica. Ad accompagnarlo in questa discesa nell’ignoto c’è Mary Kline, analista tormentata dal proprio passato. Insieme attraverseranno un universo che non spaventa con i mostri tradizionali, ma con qualcosa di molto più sottile e disturbante: il vuoto, la perdita di orientamento, l’assenza di senso. Nato dal fenomeno virale creato dal giovanissimo Kane Parsons, “Backrooms” porta sul grande schermo uno dei miti horror più affascinanti dell’era digitale. Da semplice creepypasta del web a vera e propria esperienza cinematografica, il film costruisce un’estetica liminale fatta di luoghi apparentemente normali ma improvvisamente ostili, spazi che sembrano ricordare qualcosa della nostra infanzia e insieme respingerci. Più che raccontare una storia lineare, “Backrooms” ci trascina dentro una sensazione: quella di essere persi in un luogo che conosciamo e che allo stesso tempo non riconosciamo più. Porte che non conducono da nessuna parte, corridoi senza uscita, oggetti quotidiani trasformati in relitti di memoria. Non è il mostro a far paura: è lo spazio stesso. Con atmosfere sospese tra fantascienza, horror psicologico e arte contemporanea, il film diventa una riflessione sul vuoto, sull’alienazione e sui fantasmi che ciascuno porta dentro di sé. Un’opera visivamente sorprendente e perturbante, che trasforma il cinema in un viaggio sensoriale e mentale. “Backrooms” è un invito ad attraversare quella porta e lasciarsi smarrire. Perché, a volte, il vero terrore non è ciò che vediamo… ma ciò che ci aspetta nel silenzio infinito degli spazi vuoti.
GIOVEDI’ 28/05 21,00
VENERDI’ 29/05 21,15
SABATO 30/05 21,15
DOMENICA 31/05 21,00
LUNEDI’ 01/06 21,15
MARTEDI’ 02/06 18,30
MERCOLEDI’ 03/06 21,00

NO GOOD MAN
Regia di Shahrbanoo Sadat.
Genere Biografico, Commedia, - Germania, Francia, Danimarca, Norvegia, 2026,
durata 103 minuti.
“No Good Men” è un film potente, coraggioso e sorprendentemente vitale, capace di mescolare commedia, tensione politica e critica sociale in un racconto profondamente umano e attuale. Ambientato a Kabul poco prima del ritorno al potere dei talebani, il film segue la storia di Naru, unica operatrice televisiva afghana in un ambiente dominato dagli uomini. Determinata, indipendente e incapace di piegarsi alle regole di una società patriarcale, Naru affronta ogni giorno discriminazioni, giudizi e umiliazioni senza mai rinunciare alla propria libertà e alla propria dignità. Madre, lavoratrice e donna combattiva, Naru rappresenta una nuova generazione afghana che non vuole più restare in silenzio. Accanto a lei troviamo un noto giornalista d’inchiesta, inizialmente diffidente e segnato dagli stessi pregiudizi maschili che il film denuncia con lucidità e ironia. Ma proprio dall’incontro tra questi due personaggi nascerà un rapporto fatto di scontri, rispetto reciproco e progressiva comprensione. Diretto dalla regista afghana Shahrbanoo Sadat, che interpreta anche la protagonista, “No Good Men” evita ogni sguardo occidentale o paternalistico e racconta l’Afghanistan dall’interno, attraverso gli occhi di chi lo vive davvero. È questa autenticità a rendere il film così coinvolgente: nei colori delle strade di Kabul, nel caos quotidiano, nelle tensioni costanti ma anche nei momenti di leggerezza e ironia che attraversano il racconto. Pur affrontando temi durissimi — il patriarcato, la violenza, la censura, la minaccia del fondamentalismo — il film riesce a mantenere una straordinaria energia narrativa, alternando momenti divertenti ad altri di forte intensità emotiva. Con il passare dei minuti, la commedia brillante iniziale si trasforma lentamente in un dramma politico sempre più inquietante, specchio di un paese che sta precipitando verso l’oscurità. “No Good Men” parla del coraggio delle donne, della libertà di pensiero e dell’importanza di un giornalismo che non si lascia intimidire. Ma soprattutto racconta cosa significhi resistere ogni giorno, anche nei piccoli gesti quotidiani, a un sistema che vorrebbe imporre silenzio e obbedienza. Un film intenso, moderno e necessario, capace di emozionare, far sorridere e riflettere, ricordandoci che anche nei contesti più difficili possono esistere persone pronte a sfidare il sistema e a immaginare un futuro diverso.
VENERDI’ 29/05 21,00
SABATO 30/05 21,00
DOMENICA 31/05 16,30-18,45
LUNEDI’ 01/06 21,00
MARTEDI’ 02/06 21,00
MERCOLEDI’ 03/06 18,45

HEN - STORIA DI UNA GALLINA
Regia di György Pálfi.
Genere Drammatico, - Germania, Grecia, Ungheria, 2025
, durata 96 minuti. “Hen – Storia di una gallina” è un film sorprendente, poetico e profondamente originale, capace di raccontare il mondo attraverso uno sguardo insolito: quello di una gallina.
Dalla nascita dell’uovo fino alla ricerca ostinata della libertà e della sopravvivenza, il film segue la vita della sua protagonista adottando il punto di vista dell’animale con una sensibilità rara e spiazzante. Non si tratta semplicemente della storia di un animale, ma di una riflessione sul rapporto tra esseri viventi, natura e umanità, osservati da una prospettiva completamente diversa dalla nostra. La gallina protagonista attraversa un mondo fatto di pericoli, incontri e continue lotte quotidiane. Intorno a lei si muovono altri animali — una volpe, un cane, un topo, un falco, persino i dinosauri visti attraverso un documentario televisivo — ma soprattutto gli esseri umani, osservati nelle loro contraddizioni, nelle loro crudeltà e nelle loro fragilità. Con delicatezza e senza retorica, il film ci mostra come la violenza, le ingiustizie e le tragedie degli uomini finiscano inevitabilmente per riflettersi anche sul mondo animale. Eppure, in mezzo a tutto questo, la protagonista continua a lottare con tenacia per proteggere i propri piccoli e difendere la propria libertà. “Hen – Storia di una gallina” colpisce proprio per la sua capacità di trasformare un’esistenza apparentemente semplice in un racconto universale sulla resilienza, sull’istinto materno e sul desiderio di sopravvivere. Girato con grande attenzione e rispetto verso gli animali — la protagonista è interpretata da otto galline diverse, nessuna delle quali è stata maltrattata durante le riprese — il film costruisce immagini di straordinaria forza visiva ed emotiva, capaci di farci guardare il mondo con occhi nuovi. Un’opera insolita e affascinante, a metà tra cinema contemplativo, favola moderna e riflessione ecologica, che invita lo spettatore a rallentare, osservare e interrogarsi sul nostro modo di abitare il pianeta e convivere con gli altri esseri viventi.
SABATO 30/05 18,45
DOMENICA 31/05 18,45
MARTEDI’ 02/06 18,45
MERCOLEDI’ 03/06 18,45

MICHAEL
Regia di Antoine Fuqua
Genere Biografico,
USA, 2026

Durata 127 minuti
Preparati a vivere un evento che va oltre il cinema.
Dal 22 aprile, arriva in sala “Michael”, il film che accende i riflettori sulla vita, il genio e il mito senza tempo di Michael Jackson… e non sarà solo un passaggio: resterà con noi per farti rivivere ancora e ancora la sua leggenda. “Michael” non è una semplice biografia: è un’esperienza potente, travolgente, emozionante. Dalle prime note con i Jackson Five alla consacrazione come Re del Pop, il film ti porta dentro l’ascesa di un artista che ha cambiato per sempre la musica, lo spettacolo e l’immaginario collettivo. Sul grande schermo prendono vita le sue performance più iconiche, l’energia irripetibile, la ricerca ossessiva della perfezione. Ma c’è di più: uno sguardo intimo, umano, sorprendente su ciò che accadeva lontano dai riflettori. Il talento, la pressione, la visione. L’uomo dietro il mito. Preparati a cantare, emozionarti, restare senza fiato.
Preparati a riscoprire una leggenda. “Michael” è qui che inizia. E questa volta… sei in prima fila.
SABATO 30/05 21,00
DOMENICA 31/05 18,30

LE CITTA’ DI PIANURA
Regia di Francesco Sossai - Vincitore di otto David di Donatello, tra cui Miglior film e Miglior regia
Genere Drammatico
Italia, Germania, 2025

Durata 100 minuti
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Il loro obiettivo nella vita è sfondarsi di lumache e polenta e andare a bere l'ultima ombra di vino: "una voglia che va al di là della sete". Hanno scoperto il segreto del mondo, ma da sobri non se lo ricordano, e credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio, "il più premiato vincitore del Caliera Trophy", ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all'arrivo dall'Argentina, dove si era rifugiato in attesa della prescrizione per i sui reati. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio e impara a vivere alla giornata - ma non senza una missione temporanea - come fanno Dori e Carlobianchi da sempre.
Le città di pianura è l'opera seconda del regista e sceneggiatore (qui con Adriano Candiago) Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta, in un Veneto che sta per essere attraversato (per meglio dire sventrato) dall'autostrada Lisbona-Treviso-Budapest, e in cui gli operai vengono sfruttati per tutta la vita e congedati con estrema ipocrisia.Il film ha il ritmo lento e girovago di una ballata country, i cui protagonisti sono contrari a Google Maps e preferiscono disegnarsi il percorso sui foglietti di carta: ma per Giulio, ventenne contemporaneo, diventano personaggi mitologici che hanno capito tutto della vita. La Divina Provvidenza assiste il trio scombinato e lo porta a vivere un'avventura picaresca che non dimenticheranno.
Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla sono perfetti nei ruoli di Carlobianchi e Doriano, e le loro facce "non da cinema" (ma di consumata esperienza teatrale il primo, musicale il secondo) reggono perfettamente anche i primissimi piani, mentre Filippo Scotti (Giulio) si conferma attore di rara profondità emotiva ed espressiva, capace di fare molto con pochissimo. La musica dei Krano asseconda il mood on the road come una canzone folk di Woody Guthrie.
LUNEDI’ 01/06 18,45
MARTEDI’ 02/06 21,15

EVENTI

ANNA
Regia di Monica Guerritore
Genere Drammatico, - Italia, 2025,
durata 111 minuti
Ci sono film che si guardano. E poi ci sono film che si sentono profondamente, come un incontro atteso, necessario, speciale. “Anna”, il nuovo film di Monica Guerritore, è uno di questi. Un evento cinematografico a cui teniamo moltissimo e che tanti di voi ci hanno richiesto con entusiasmo e affetto. Il film rende omaggio a una figura immensa del nostro cinema: Anna Magnani, attrice straordinaria, simbolo di Roma, donna libera, intensa, passionale, amatissima in tutto il mondo. Monica Guerritore le dedica un’opera profondamente personale, scegliendo di raccontare una notte fondamentale della sua vita: quella del 21 marzo 1956, quando Anna Magnani vinse il Premio Oscar come miglior attrice per “La rosa tatuata”, diventando la prima attrice italiana premiata a Hollywood per un ruolo non in lingua inglese. Ma “Anna” non è un semplice biopic. È un viaggio emotivo dentro l’anima della Magnani, tra ricordi, ferite, passioni e incontri che hanno segnato la sua esistenza. Durante quella lunga notte romana, Anna attraversa vicoli, piazze e memorie, accompagnata dalle persone che le sono state accanto: amici, collaboratori, donne fondamentali della sua vita e soprattutto i grandi amori, primo fra tutti quello tormentato con Roberto Rossellini. Monica Guerritore scrive, dirige e interpreta questo film con un coinvolgimento totale, quasi viscerale. Tra lei e Anna Magnani sembra cadere ogni distanza: lo sguardo, la voce, la fragilità e la forza si fondono in una straordinaria interpretazione che restituisce tutta l’umanità di una donna che non ha mai accettato compromessi. “Anna” è anche una dichiarazione d’amore al grande cinema italiano del passato, ai suoi volti, alle sue notti, alle sue passioni travolgenti. Nel film scorrono figure leggendarie come Fellini, Tennessee Williams, Suso Cecchi D’Amico, Moravia, Rossellini, in una Roma sospesa tra realtà e memoria, malinconia e vitalità. Con uno stile intenso, libero e profondamente cinematografico, Monica Guerritore realizza un’opera appassionata e coraggiosa, capace di parlare non solo di Anna Magnani, ma anche del mestiere dell’attore, della paura di essere dimenticati, del bisogno di continuare a esistere attraverso l’arte. “Anna” è un film vivo, emozionante, pieno di amore per il cinema e per una delle più grandi interpreti italiane di sempre. Un appuntamento speciale che siamo davvero felici di condividere con voi.
GIOVEDI’ 28/05 21,00

FROM GROUND ZERO
Regia di Aws Al-Banna, Ahmed Al-Danf, Basil Al-Maqousi, Mustafa Al-Nabih, Muhammad Alshareef, Ala Ayob, Bashar Al Balbisi, Alaa Damo, Awad Hana, Ahmad Hassunah, Mustafa Kallab, Satoum Kareem, Mahdi Karera, Rabab Khamees, Khamees Masharawi, Wissam Moussa, Tamer Najm, Abu Hasna Nidaa, Damo Nidal, Mahmoud Reema, Etimad Weshah, Islam Al Zrieai. Un film Da vedere 2024
Genere Drammatico, - Palestina, Francia, Emirati Arabi Uniti, Svizzera, 2024,
durata 112 minuti.
Ci sono film che nascono per raccontare una storia. E poi ci sono film che diventano una testimonianza necessaria, urgente, impossibile da ignorare. “From Ground Zero – Stories from Gaza” è uno di questi. Il film evento, organizzato da Medici Senza Frontiere, arriverà venerdì 29 maggio 2026 alle ore 20:30 al Cinema Solaris di Pesaro per una serata speciale di cinema, testimonianza e riflessione collettiva. Ideato dal regista palestinese Rashid Masharawi, “From Ground Zero” raccoglie 22 cortometraggi realizzati da giovani cineasti di Gaza, molti dei quali studenti della scuola di cinema palestinese promossa dalla Fondazione Masharawi. Attraverso sguardi diversi ma profondamente intrecciati tra loro, il film racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza dopo il conflitto esploso nell’ottobre 2023: un universo fatto di macerie, tende, bombardamenti, perdita, paura, ma anche di resistenza, creatività e desiderio di continuare a vivere. I cortometraggi alternano fiction, documentario, animazione e cinema sperimentale, costruendo un mosaico umano di straordinaria forza emotiva. Non c’è retorica, non c’è spettacolarizzazione del dolore: c’è invece l’urgenza autentica di chi sente il bisogno di raccontare ciò che sta vivendo prima che il silenzio cancelli tutto. Tra le immagini delle tendopoli, i rumori costanti degli aerei e delle esplosioni, emergono frammenti di vita che restano impressi: un ragazzo che attraversa le rovine per raggiungere la tomba del suo insegnante, un uomo che tenta disperatamente di salvare il fratello sotto le macerie, artisti e cineasti costretti a mettere da parte i propri sogni per sopravvivere, ma incapaci di rinunciare alla propria voce. “From Ground Zero” è insieme cinema, memoria e resistenza culturale. Un’opera collettiva che documenta non soltanto una tragedia umanitaria, ma anche la forza di un popolo che continua a creare, raccontare e immaginare un futuro nonostante tutto. La serata sarà introdotta da Roberto Scaini, medico e responsabile delle attività di Medici Senza Frontiere a Gaza fino all’espulsione del personale medico internazionale avvenuta nei mesi scorsi. Sarà inoltre presente Paolo Spina, fondatore della società Revolver, che illustrerà il progetto produttivo e solidale legato al film: il 70% dei ricavi viene infatti devoluto ai giovani autori palestinesi e alle loro famiglie. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e sostenere concretamente le attività di Medici Senza Frontiere nella Striscia di Gaza e negli altri contesti di emergenza umanitaria. Durante la serata sarà presente anche un desk informativo dell’Antenna MSF di Pesaro con volontari e operatori disponibili a incontrare il pubblico. “From Ground Zero” non è soltanto un film da vedere. È un’esperienza da ascoltare, condividere e portare con sé. Perché dietro ogni immagine ci sono vite reali, storie vere e persone che chiedono semplicemente di non essere dimenticate.
VENERDI’ 29/05 20,30 PRESENTI IN SALA ROBERTO SCAINI E PAOLO MARIA SPINA

THE SEA
Regia di Shai Carmeli-Pollak
Genere Drammatico, - Israele, 2025,
durata 93 minuti
Khaled è un ragazzo palestinese di Ramallah e il mare non l’ha mai visto. È lì, a poco più di settanta chilometri, eppure sembra irraggiungibile come un altro mondo. Quando finalmente la scuola organizza una gita, il sogno sembra a portata di mano. Ma al posto di blocco il ragazzo viene fermato: un problema burocratico sul permesso basta a impedirgli di passare. I compagni proseguono, lui resta indietro. Ancora una volta escluso, respinto, confinato. Da questo momento “The Sea” diventa molto più di un racconto di formazione: è un viaggio struggente dentro il significato stesso della libertà. Khaled decide di partire comunque, da solo, attraversando confini invisibili e reali, mentre il padre — lavoratore clandestino in Israele — si mette disperatamente sulle sue tracce. Due corpi in movimento, due esseri umani trasformati in “illegali” nella propria terra. Diretto da Shai Carmeli-Pollak, regista e attivista da sempre vicino alla causa palestinese, il film possiede la tensione del cinema realistico e insieme la potenza universale delle grandi storie umane. Con uno stile essenziale e profondamente autentico, “The Sea” ci accompagna lungo strade, muri, checkpoint e città dove ogni incontro può diventare salvezza o minaccia. Ma ciò che colpisce più di tutto è il modo in cui il film riesce a trasformare il mare in simbolo assoluto: il mare come sogno, diritto negato, libertà impossibile. Un orizzonte vicinissimo eppure proibito. Girato tra villaggi palestinesi e città israeliane da una troupe mista di artisti arabi ed ebrei, “The Sea” parla di separazione, paura e controllo, ma anche della possibilità di un’umanità capace ancora di tendere la mano. In mezzo alla tensione e all’angoscia emergono infatti piccoli gesti di solidarietà che diventano atti di resistenza morale. Premiato con cinque Ophir Awards, gli Oscar israeliani, e scelto come candidato ufficiale di Israele agli Academy Awards, il film ha acceso un enorme dibattito politico proprio per il coraggio con cui affronta una realtà dolorosa e contemporanea. “The Sea” non offre slogan né soluzioni facili. Ci mette semplicemente davanti a una domanda disarmante e universale: è giusto impedire a un ragazzo di vedere il mare?
E in quella domanda apparentemente semplice si spalanca tutto il peso della Storia.
LUNEDI’ 01/06 18,45
MERCOLEDI’ 03/06 21,00

Indirizzo

Via Turati, 42
Pesaro
61122

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