14/05/2026
Patty Vittore, un grande insegnamento x i distratti del nostro tempo👏👏👏"DIETRO LE QUINTE di una vita in sedia a rotelle c’è un mondo che quelli “normali” non vedono mai.
Io sì.
Io ho visto l’ascensore merci dell’ospedale, quello che puzza di disinfettante e cavolfiore bollito insieme.
Sono passata dalle cucine delle sale ricevimenti mentre gli invitati ridevano eleganti di là, ignari che la vera festa fosse dietro: cuochi che urlano, piatti impilati, camerieri che fumano vicino all’uscita d’emergenza.
Ho conosciuto i bagni delle palestre. Quelli dove finiscono scope rotte, sedie dimenticate e la dignità umana appesa a un gancio.
Ho attraversato corridoi stretti come confessionali, depositi pieni di letti accatastati e stanze tecniche dove sembra di entrare nel retrobottega dell’umanità.
E poi le scale.
Sempre loro.
Le scale: il monumento nazionale al “ops, non avevamo pensato”.
Essere sollevata in quattro come una cassapanca della nonna:
“Attenta eh!”
“Pesa?”
“No no, tranquilli, mi trasformo in piuma dalle caviglie in giù.”
Una volta, probabilmente, sarà successo anche questo:
una cena elegante, luci soffuse, tutti seduti composti… e io fatta passare dalla porta sul retro accanto ai fusti della birra, con il cuoco che mi guarda e dice:
“Da qui passano solo le cose indispensabili.”
E io lì, indecisa se ringraziare o offendermi.
Il rammarico vero è che dopo anni passati dietro le quinte, impari una cosa terribile:
la società è accessibile solo davanti.
Dietro, invece, è tutta improvvisazione, braccia tese, rampe mobili recuperate da chissà dove e gente che dice:
“Facciamo alla buona.”
Che poi “alla buona” diventa uno stile di vita.
Come quando entri dall’ingresso secondario di un teatro e scopri il palco prima ancora della platea.
Tu il mondo lo vedi smontato.
Conosci i muri scrostati, i montacarichi che tremano, le porte che “si aprono solo un attimo"
E ironicamente finisci per sapere più cose tu della vita reale di chi cammina tranquillo dall’entrata principale.
Perché loro vedono la scenografia.
Tu invece hai visto dove nascondono i secchi."