16/06/2024
Un luogo comune è che gli artisti spesso affrontano difficoltà economiche e che l'arte non è una carriera stabile o redditizia. Questo è riassunto nella famosa frase "con l'arte non si mangia".
Stamattina ho risposto ad un amico che sosteneva che l'arte può essere considerata una soft skill e che la professionalità debba essere descritta genericamente come "libera professione". Pertanto voglio condividere con voi la mia risposta perché ritengo che alcuni stereotipi e percezioni comuni tendono ancora ad emergere nella nostra società "moderna".
Gli artisti lavorano in una varietà di contesti e ruoli che vanno oltre il libero professionismo. Possono essere impiegati in aziende, istituzioni culturali, scuole, università e organizzazioni non profit. Spesso collaborano con team interdisciplinari in settori come il design, la pubblicità, il cinema, l'architettura e la moda. Gli artisti contribuiscono alle industrie creative, fondamentali per l'economia globale. Questo include il turismo culturale, le mostre, i festival e, forse in questo momento arido, anche la vendita di opere d’arte.
L'arte non è solo una soft skill perché rappresenta una disciplina complessa e multidimensionale con impatti profondi e concreti in vari ambiti della società e dell'economia.
Dopo tanti anni di libera professione nel campo della comunicazione, oggi svolgo un ruolo cruciale per me e per gli altri. Insegno nelle scuole e nelle università della mia città, conduco workshop in collaborazione con le Accademie e partecipo a programmi di sensibilizzazione culturale con istituzioni e imprese.
La creatività degli artisti è una risorsa preziosa per risolvere problemi complessi e sviluppare nuove idee in vari campi, dall'industria alla sanità. L’anno scorso, insieme a una amica scrittrice, Cristina Barberis Negra, ho lavorato per la rinnovata RSA Casa di Servizio per gli Anziani e la Comunità, con un progetto che ha affrontato argomenti relazionali, di incontro con gli operatori e le persone ospiti di questa casa nella Valle Antrona.
Partendo dal presupposto che ogni azienda è un organismo fatto di persone, che resta vitale e capace di adattarsi a ogni cambiamento finché sono vive le persone che lo compongono, è nato “Tramedimpresa”, un approccio altamente innovativo che utilizza l’arte per aiutare le imprese a far emergere tutto il potenziale delle loro risorse umane. Con questo progetto insieme a Stefano Francoli collaboro ormai da quattro anni con l’azienda Luxurytina di Gallarate.
L'arte implica un processo progettuale rigoroso che comprende ricerca, pianificazione, sperimentazione e revisione continua. Questo processo è comparabile a quello di molte altre discipline professionali.
L'arte crea un patrimonio culturale tangibile e spesso anche intangibile, contribuendo alla storia e all'identità di una società. Questo valore culturale è misurabile e ha un impatto duraturo sulle generazioni future, come testimoniano gli innumerevoli testi di Storia dell’Arte.
Spero che questi argomenti possano aiutare a chiarire che l'arte e gli artisti hanno un ruolo complesso e articolato nella società, che va ben oltre il semplice concetto di libero professionismo e soft skill.