“NOMEN OMEN” nasce a Roma nel 2007 dalla collaborazione di artisti provenienti da esperienze professionali differenti e legati dalla volontà di realizzare progetti culturali comuni. L’associazione culturale si pone il duplice scopo di produrre e promuovere la pratica e la divulgazione delle arti e delle loro applicazioni con particolare riguardo al teatro, al cinema, alla fotografia, alle arti cin
evisive, alla musica e alla danza. In ambito teatrale, l’attenzione dell’associazione è rivolta sia al teatro per l’infanzia (con macroprogetti, ovvero spettacoli, e con microprogetti da realizzarsi in spazi scenici altri rispetto a quelli convenzionali, come le scuole), che alla realizzazione di rappresentazioni per un pubblico adulto. Per quanto riguarda il teatro per bambini, “NOMEN OMEN” ha messo in scena gli spettacoli PETER PAN, LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, MOMO E IL TEMPO DEGLI UOMINI e I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE, prendendo parte dalla stagione 2007/08 alla programmazione de “Il Vascello dei Piccoli” presso il Teatro Vascello di Roma. Gli spettacoli portati in scena sono stati proposti sia alle famiglie che alle scuole ricevendo un ampio consenso di pubblico e di critica, e sono stati replicati anche al Teatro Italia, Teatro Sette, Teatro Trastevere, Teatro Santa Silvia e Studio Uno di Roma e al Teatro Traiano di Fiumicino. Gli spettacoli per bambini di “NOMEN OMEN” sono caratterizzati dalla multidisciplinarietà delle rappresentazioni: sul palcoscenico si alternano parti recitate e parti musicali originali realizzate dal vivo, attori in carne ed ossa e figure di carta del teatro d’ombre, azioni da guardare e altre da “vivere” grazie all’interazione con il pubblico. Nell’ambito della programmazione serale, l’associazione ha portato in scena diverse commedie originali -MA CHI CE LO FA FARE, SOGNI (E ALTRE BRUTTE FACCENDE), CHIUSI PER LUTTO e IL GECO- che hanno ricevuto premi e riconoscimenti nelle rassegne “Ettore Petrolini” presso il Teatro Sette di Roma e REPARTO NUMERO 6, liberamente tratto dal testo di Anton Cechov e ispirato a fatti di cronaca che riguardano alcune morti “sospette” negli istituti penitenziari.