21/03/2014
L’area destinata al parco è organizzata per macro-temi, questi sono ben distinguibili dai grandi viali che li separano, operando una distinzione che non è semplicemente fisica, ma anche organizzativa e percettiva. L’area è stata organizzata secondo tre temi, l’acqua che richiama la funzione originaria della piana, come fonte termale; la terra, simbolo di fertilità e di rinnovamento; la luce, intesa come luce del sapere, che avvolge la Città della Scienza ricostruita dopo l’incendio.
Nell’area tematica acqua sono organizzate le funzioni legata al tema del benessere, da progetto infatti sono previste le nuove terme di Bagnoli e l’acquario tematico delle tartarughe già ad oggi realizzato nell’ex impianto di raffreddamento dell’Italsider. L’ambito tematico terra prevede la realizzazione di un “giardino dei fiori”. La luce, invece, è ospitata nell’ambito legato a città della scienza, luogo dei lumi, luogo della conoscenza. Ripristinare la funzione didattica di Città della Scienza risulta fondamentale nell’ottica dell’accrescimento della consapevolezza dei giovani verso le scienze.
Il parco quindi si presenta nella zona del giardino dei fiori, molto colorata, e lineare, ospitando le più svariate tipologie floreali. E’ stato studiato inoltre un sistema di regimentazione delle acque, che, trovandoci in una piana alluvionale, scongiura ristagni d’acqua, o il pericolo di parziali allagamenti, incanalando l’acqua piovana in corsi che creano un’ambiente biologicamente salubre e trasportano l’acqua in vasche di raccolta che poi defluiscono a mare. I corsi d’acqua assumono una doppia valenza, sia architettonica che funzionale. Dal punto di vista architettonico vengono sfruttati per rendere i luoghi più accoglienti e vivibili in tutte le stagioni. Dal punto di vista funzionale, questa mole d’acqua serve da accumulo per l’irrigazione naturale del parco, aspetto questo da non sottovalutare, senza dunque gravare sull’utilizzo di acqua potabile. Le viste prospettiche pensate per il parco sono studiate in modo da avere in punti prestabiliti lunghezze visive ampie, che includano gli elementi caratterizzanti della piana di Bagnoli. Nisida è in forte relazione con l’intero parco, quasi lo protegge, veglia sulla sua naturalità ristabilita.
A fare da sfondo al parco, quasi come una seconda linea di costa, vi è il polo della cultura intitolato “Ars facendi Parthenopea” .
L’esigenza della realizzazione di un polo della cultura nasce dalla considerazione che è vitale un luogo dove i turisti, i fruitori possano toccare con mano, conoscere le bellezze, le tradizioni, le proposte della città di Napoli. Si pensa che questo luogo può essere crocevia di partenza per le altre bellezze della Campania, come le isole, la costiera amalfitana e sorrentina, ma anche e principalmente per la conoscenza dei prodotti tipici napoletani, la manifattura, e la cultura napoletana legata alla grande tradizione teatrale e cinematografica. E facile dedurre che questo tipo di intervento diventa strategico nell’economia generale del parco, essendo polo attrattore e catalizzatore della massa di persone che vivranno l’area ogni giorno.
L’organizzazione interna degli spazi è studiata sul modello dei grandi poli fieristici, con un fronte principale aperto sul parco ed il fronte interno su di una grande corte. Gli spazi centrali invece vengono destinati ai percorsi, che si strutturano su più piani ma principalmente per fasi tematiche. Il lato interno della corte è attrezzato a verde per essere vissuto e per incanalare i visitatori nelle aree dedicate ai temi trattati. Le vetrate consentono un soleggiamento ideale nei periodi invernali quando l’inclinazione dei raggi è più bassa, ed una fase d’ombra in estate grazie alle pensiline aggettanti che schermano gli ambienti interni dai raggi solari, i quali determinerebbero un eccessivo innalzamento della temperatura. I percorsi, invece, sono studiati in modo da restituire al fruitore una percezione del paesaggio ben delineata, che non deve risultare casuale ma anzi indirizzata nella direzione dei punti ottici privilegiati.
Passando all’analisi degli ambienti interni, questi si sviluppano come detto sul modello dei poli fieristici di stampo europeo, con grandi percorsi centrali che disegnano spazi grandi e fondamentalmente colmati con le persone stesse che lo animeranno. Gli ambienti sopraelevati sono pensati come delle isole, libere quindi, su tutti e quattro i lati alle quali si accede con delle scale pensate in modo scultoreo, colorate, elemento questo che aiuta nella percezione generale dello spazio, evitando il problema di confondere l’osservatore che non è in grado di creare degli intervalli visivi negli ambienti.