Gemme di Celluloide

Gemme di Celluloide Non c’è opera d’arte cinematografica che non valga la pena di essere vista almeno una volta nella vita (PDR)

Da quando i fratelli Lumiere e George Melies ebbero l’idea di mettere su celluloide la vita e i sogni degli esseri umani sono venute alla luce innumerevoli pellicole che a loro modo hanno cercato di seguire quell’esempio con trovate più o meno originali e con riscontri non sempre all’altezza del prodotto offerto…ma spesso è successo esattamente il contrario, con la sopravvalutazione di opere medio

cri fortunate nell’essere appoggiate da grandi distributori e da nomi altisonanti nel proprio cast. La critica cinematografica si è evoluta negli anni; è nata esattamente con la Settima Arte, ed è andata di pari passo con il cambiamento dei gusti degli spettatori, vuoi per seguirne i capricci e gli innamoramenti stagionali, vuoi per educarlo a ciò che doveva o non doveva vedere, vuoi per contraddirne a prescindere il gradimento. In ognuno dei suddetti stili di critica c’è l’errore di fondo, il condizionamento universale riguardo ad una data concezione di Cinema che non ha nulla a che vedere con l’apprezzamento personale di colui che, esprimendo un giudizio, critica; se da un lato è innegabile notare coloro che giudicano condizionati dai paraocchi ideologici e preconcetti, da un altro è difficile digerire chi per convenienza e accondiscendenza con il pubblico usa il proprio lavoro e le proprie idee per trainare e spianare commercialmente la strada a quelle opere che la moda del momento e la pubblicità aiutano a diffondere alla maggioranza delle persone, siano, tali opere, di ottima o di pessima fattura. Da quando scrivo di Cinema mi sono imposto di attirare le persone in sala, di incuriosirle e di invogliarle ad esprimere una valutazione sul film a prescindere da quella espressa da me; criticare negativamente una pellicola è lontano anni luce dal considerarla indegna di essere vista da altri, anzi, la mia volontà è stata sempre quella di dare al lettore dei miei articoli strumenti utili per divenire un futuro spettatore attivo di un’opera d’arte cinematografica. Compito di coloro che scrivono di Cinema è, secondo me, soprattutto la diffusione dei film, il portare a conoscenza dei più le pellicole del passato, per capire evoluzione ed involuzione dell’arte così come dell’industria cinematografica, e del presente, sia per lasciare ai posteri una testimonianza critica delle opere sia per dare visibilità a quei film strozzati da distribuzione malata e informazione massificata. Non c’è opera d’arte cinematografica che non valga la pena di essere vista almeno una volta nella vita

P.D.R.

18/03/2026

L’11 settembre 1973 con un colpo di stato un gruppo di militari capitanato dal comandante dell’esercito Augusto Pinochet e supportato da uomini della CIA sovverte il potere del governo …

28/09/2025

🎞️ Kramer contro Kramer (1980)

28/09/2025
28/09/2025

Bianco, rosso e Verdone (1981), Carlo Verdone

28/09/2025

Mulholland Drive (2001) dir. David Lynch

A mysterious car crash on Mulholland Drive leaves an amnesiac woman (Laura Harring) wandering into the life of Betty (Naomi Watts), a hopeful actress newly arrived in Los Angeles. As they attempt to uncover the woman’s identity, their journey spirals into a dreamlike labyrinth of shifting realities, Hollywood illusions, and buried desires. What begins as a noir mystery soon fractures into a surreal nightmare, where identity and meaning dissolve.

Lynch crafts an atmosphere drenched in unease, blending classic Hollywood glamour with eerie, fragmented storytelling. The cinematography captures Los Angeles as both seductive and ominous, with deep shadows, neon lights, and slow, unsettling zooms heightening the dreamlike tone. Angelo Badalamenti’s haunting score enhances the film’s hypnotic tension, making every moment feel suspended between reality and hallucination.

Beneath its enigmatic structure, Mulholland Drive explores themes of lost identity, unfulfilled dreams, and the dark underbelly of Hollywood’s illusions. Betty’s journey is both a critique of the entertainment industry and a meditation on the fragile line between fantasy and despair, where love, obsession, and failure intertwine.

Premiering at Cannes, where Lynch won Best Director, the film was met with critical acclaim and is now regarded as one of the greatest films of the 21st century. Its open-ended, puzzle-like narrative continues to captivate and invite endless interpretation.

Production Companies
Les Films Alain Sarde
Asymmetrical Productions
Babbo Inc.
Canal+

28/09/2025

Scoop (2006), Woody Allen

27/09/2025

Alle 21:10 “La rimpatriata” di Damiano Damiani con Walter Chiari, Francisco Rabal, Leticia Roman | Cinque amici, dopo essersi persi di vista da molto tempo, hanno di nuovo l'occasione di passare una serata tutti insieme, come una volta, quando erano giovani, liberi e spensierati

27/09/2025

Claudia Cardinale & Alain Delon
"Il Gattopardo", 1963

27/09/2025

The Shining (1980)

27/09/2025

Febbre a 90° (1997)

27/09/2025

Vicky Cristina Barcelona (2008)

Indirizzo

Naples

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