Da quando i fratelli Lumiere e George Melies ebbero l’idea di mettere su celluloide la vita e i sogni degli esseri umani sono venute alla luce innumerevoli pellicole che a loro modo hanno cercato di seguire quell’esempio con trovate più o meno originali e con riscontri non sempre all’altezza del prodotto offerto…ma spesso è successo esattamente il contrario, con la sopravvalutazione di opere medio
cri fortunate nell’essere appoggiate da grandi distributori e da nomi altisonanti nel proprio cast. La critica cinematografica si è evoluta negli anni; è nata esattamente con la Settima Arte, ed è andata di pari passo con il cambiamento dei gusti degli spettatori, vuoi per seguirne i capricci e gli innamoramenti stagionali, vuoi per educarlo a ciò che doveva o non doveva vedere, vuoi per contraddirne a prescindere il gradimento. In ognuno dei suddetti stili di critica c’è l’errore di fondo, il condizionamento universale riguardo ad una data concezione di Cinema che non ha nulla a che vedere con l’apprezzamento personale di colui che, esprimendo un giudizio, critica; se da un lato è innegabile notare coloro che giudicano condizionati dai paraocchi ideologici e preconcetti, da un altro è difficile digerire chi per convenienza e accondiscendenza con il pubblico usa il proprio lavoro e le proprie idee per trainare e spianare commercialmente la strada a quelle opere che la moda del momento e la pubblicità aiutano a diffondere alla maggioranza delle persone, siano, tali opere, di ottima o di pessima fattura. Da quando scrivo di Cinema mi sono imposto di attirare le persone in sala, di incuriosirle e di invogliarle ad esprimere una valutazione sul film a prescindere da quella espressa da me; criticare negativamente una pellicola è lontano anni luce dal considerarla indegna di essere vista da altri, anzi, la mia volontà è stata sempre quella di dare al lettore dei miei articoli strumenti utili per divenire un futuro spettatore attivo di un’opera d’arte cinematografica. Compito di coloro che scrivono di Cinema è, secondo me, soprattutto la diffusione dei film, il portare a conoscenza dei più le pellicole del passato, per capire evoluzione ed involuzione dell’arte così come dell’industria cinematografica, e del presente, sia per lasciare ai posteri una testimonianza critica delle opere sia per dare visibilità a quei film strozzati da distribuzione malata e informazione massificata. Non c’è opera d’arte cinematografica che non valga la pena di essere vista almeno una volta nella vita
P.D.R.