Mignon al Festival Di Cannes

Mignon al Festival Di Cannes Il cinema Mignon d’Essai di Montelupo Fiorentino al 72º festival di Cannes per raccontare, documentare e recensire i film in concorso

22/05/2024

Paolo Sorrentino prosegue con la celebrazione di Napoli. Se in E' stata la mano di Dio il discorso era autobiografico, in Parthenope la disamina è molto più estesa e antropologica, diventa epos. Tutto è vissuto da una giovane ragazza, Parthenope appunto il nome, nella mitologia sirena-dea protettrice di Napoli, condannata e salvata dalla sua stessa bellezza. Parthenope è metafora dell'anima napoletana e al tempo stesso occhio esterno che scopre la napoletanità in un processo continuamente autoriflessivo. Parthenope osserva e viene osservata, desidera e viene desiderata, si nega alla concupiscenza per essere sedotta. Capri, Camorra, Quartieri Spagnoli, San Gennaro, un percorso di formazione, un caleidoscopio di personaggi unici, per poter dire "vivo, questa sono io". È un film di Sorrentino e presenta tutti gli stilemi (per alcuni sono difetti) suoi propri, come se il regista sia rimasto sigillato in un'eterna Grande Bellezza e non riesca ad uscirne completamente. Detto questo è un autore di cui sentiamo intimamente bisogno. È stato il nostro ultimo film al Festival per quest'anno, ci vediamo sicuramente quest'estate nell'arena estiva e dita incrociate per il prossimo anno in sala. A bientôt!

Ce ne dispiace non poco ma per quest'anno la Palma d'Oro Miglior Troiaio va a Marcello Mio! Chiara Mastroianni (identica...
22/05/2024

Ce ne dispiace non poco ma per quest'anno la Palma d'Oro Miglior Troiaio va a Marcello Mio! Chiara Mastroianni (identica al padre!) insieme alla madre Catherine Denueve cercano affettuosamente di rievocare Marcello, padre/compagno speciale, di convivere nel grande vuoto lasciato dal mattatore. La scommessa è altissima, le potenzialità indicibili, ma il film frana ad ogni pie' sospinto, le uniche battute udibili sono le testuali citazioni felliniane, ed una meritevole Chiara Mastroianni deve fare i conti con una regia e una scrittura da spettacolino alla sagra del ca****fo. Marcello come (back) here!!!

Con una tecnologia all'avanguardia, tramite un sudario speciale e un'applicazione sullo smartphone, sarete in grado di v...
22/05/2024

Con una tecnologia all'avanguardia, tramite un sudario speciale e un'applicazione sullo smartphone, sarete in grado di vedere il vostro caro defunto giacere nella bara quando volete. Lo fareste? Cronenberg aggiorna la sua visione tecno-biologica dell'esistenza e guida lo spettatore attraverso un thriller intricatissimo che assume quasi il sapore di una spy-story, ma nel momento in cui il meccanismo narrativo sembra incepparsi arriva il colpo di scena che ti fa sprofondare nella poltroncina. Il messaggio del maestro è chiaro: inutile interrogarci su protezione dei dati, intelligenza artificiale e identità digitale; parliamo prima di tutto dell'organismo più complesso del pianeta, l'uomo, tutte le diavolerie che inventa vengono dopo.

Cominciamo l'ultimo nostro giorno a Cannes con The Apprentice, del regista Ali Abbasi, iraniano cresciuto artisticamente...
21/05/2024

Cominciamo l'ultimo nostro giorno a Cannes con The Apprentice, del regista Ali Abbasi, iraniano cresciuto artisticamente in Scandinavia, a Cannes vincitore di Un certain regard nel 2018 con Border-Creature di confine. Qui si parla di un'altra "creatura di confine": Donald Trump raccontato nella sua ascesa a tycoon avvenuta tra anni '70 e '80 sostenuto e tutorato da Roy Cohn, squalo della giurisprudenza americana proveniente dal maccartismo. Molto ben interpretato e grande attenzione filologica nel rendere più fedelmente possibile le atmosfere di NYC, persino nella grana della pellicola. Non vengono fatti sconti sull'arrivismo e il viscidume del probabile prossimo presidente degli USA. Purtroppo è questo il problema, pochi colpi di scena, ahinoi.

Tre chilometri alla fine del mondo segna l'esordio di Emanuel Parvu nella competizione per la Palma d'Oro e forse un seg...
20/05/2024

Tre chilometri alla fine del mondo segna l'esordio di Emanuel Parvu nella competizione per la Palma d'Oro e forse un segnale di rinascita per il cinema rumeno, negli ultimi anni purtroppo poco presente come movimento. Si parla di Adrian, ragazzo di 17 anni omosessuale, nato e cresciuto in un piccolo villaggio di pescatori nel delta del Danubio. Per il suo orientamento sessuale Adrian dovrà attraversare la violenza dei coetanei, della famiglia, della religione, financo delle istituzioni, per poi essere messo su una barca e spedito verso l'esilio coatto in un monastero. Potenti le interpretazioni forse la scrittura poteva meritare più profondità nel tratteggiare non tanto il protagonista-vittima ma le figure umane antagoniste che vi ruotano attorno.

Dopo quasi 45 anni Paul Schrader e Richard Gere (American Gi**lo, 1980) tornano a lavorare insieme in Oh,Canada e...nasc...
20/05/2024

Dopo quasi 45 anni Paul Schrader e Richard Gere (American Gi**lo, 1980) tornano a lavorare insieme in Oh,Canada e...nasce un capolavoro. Il professor Fife, documentarista e attivista di fama mondiale, si siede davanti alla telecamera dei suoi ex alunni per dire tutta la verità, nient'altro che la verità. Ma la memoria si inceppa, la malattia terminale che lo sta consumando prende il sopravvento sul tentativo di confessione o semplicemente di spiegazione. Rimangono suggestioni, fantasie, rimorsi, narrazioni, che siano vere o inventate non importa. Il maestro della New Hollywood partendo da Bergman mostra come in 90 minuti si possano unire vita/pellicola/memoria in un unico armonico organismo che respira, pensa e infine muore. Tifiamo per la Palma d'Oro.

Oramai Serebrennikov è un regista che seguiamo da quando nel 2016 entrò in concorso da dissidente russo con Summer (un c...
20/05/2024

Oramai Serebrennikov è un regista che seguiamo da quando nel 2016 entrò in concorso da dissidente russo con Summer (un capolavoro!). Limonov-la ballata percorre tutta la parabola della vita di Limonov basandosi sulla bio-fiction di Emmanuelle Carrere (edito in Italia da Adelphi), presente di persona in un intenso cameo. Eduard Limonov cresciuto a Charkiv (luogo non casuale) è l'everyman del XX secolo: operaio, comunista, poeta, scrittore, punk, maggiordomo, eroinomane, bisessuale, dissidente russo imprigioniato, infine agitatore se non anche neo-nazista. Una figura incendiaria sempre alla ricerca della gloria, talmente controversa che dopo essere stato incarcerato due volte da parte del regime putiniano, appoggerà, prima di morire nel 2020, l'annessione armata della Crimea e gli scontri per l'annessione del Donbass. La regia come sempre, nell'utilizzare il metalinguaggio senza mai scadere nell'artificioso, rapisce gli occhi.

Chiudiamo il nostro secondo giorno con una gradita incursione nel cinema africano che sin dall'anno scorso ha suscitato ...
19/05/2024

Chiudiamo il nostro secondo giorno con una gradita incursione nel cinema africano che sin dall'anno scorso ha suscitato belle sorprese. Andiamo in Zambia con On Becoming a Guinea Fowl (letteralmente "come diventare una faraona") della regista zambiana naturalizzata britannica Rungano Nyoni, in concorso per Un Certain Regard. Shula rinviene per strada il ca****re di suo zio Fred, da lì in parallelo col rituale funebre sarà tempo di fare i conti col passato di quest'uomo e soprattutto con tutto il sottofondo di menzogne che celano le sue nefandezze. Il film non fa sconti a nessuno: la violenza sessuale viene affrontata e criticata in quanto elemento culturale atavico, certo patriarcale, ma purtroppo difeso in quanto sminuito da un matriarcato bigotto. Chapeau!

Roberto Minervini, conosciuto maggiormente per le sue opere di docufiction nel territorio americano, ci trasporta nella ...
19/05/2024

Roberto Minervini, conosciuto maggiormente per le sue opere di docufiction nel territorio americano, ci trasporta nella guerra di secessione americana. Il suo primo lungometraggio di fiction, I dannati, è una profonda riflessione sull'orrore e il vuoto di ogni guerra, qui intravisto agli albori dell'era della tecnica. Laddove uomini si ingegnano per uccidere altri uomini a cavallo di un confine non vi possono essere ideali, nessun dio a cui appellarsi. Forse è la nostra pura animalità. Nel silenzio della neve una via per la spiritualità.

Timeo Danaos et dona ferentes. Queste le parole fatte pronunciare da Virgilio a Laocoonte conterraneo di Lanthimos. In K...
19/05/2024

Timeo Danaos et dona ferentes. Queste le parole fatte pronunciare da Virgilio a Laocoonte conterraneo di Lanthimos. In Kind of Kindness questo forse il messaggio, oltre quello di andare piano in macchina: tre episodi, tre colori primari, tre tipi di gentilezza cinicamente esemplificati nella loro capacità di stritolare le persone, tutte fragili, tutte come noi che vogliamo piacere agli altri. Volete piacere al vostro capo? Volete bene al vostro partner? Volete battervi per l'ambiente e la salvaguardia del pianeta? Lasciate ogni speranza Voi che volete!

Mignon pronto per questa 77esima edizione! Abbiamo cominciato il nostro tour de force con Caught by the Tides del maestr...
18/05/2024

Mignon pronto per questa 77esima edizione! Abbiamo cominciato il nostro tour de force con Caught by the Tides del maestro cinese Jia Zhangke. Sfruttando materiale filmico risalente a più di 20 anni fa il maestro tesse con poesia, musica popolare e archeologia dell'immagine un documento antropologico sull'ultimo quarto di secolo della storia cinese. L'ostinata ricerca di una donna del suo amore fragile e lontano è la ricerca dell'identità di un paese dilaniato tra progresso esasperato e miseria. Un paese che corre corre corre lasciando dietro di sé la sofferenza di miliardi di individui.

Indirizzo

Via Sinibaldi 33/35
Montelupo Fiorentino
50056

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 23:30
Venerdì 09:00 - 23:30
Sabato 09:00 - 23:30
Domenica 09:00 - 23:30

Telefono

+39057151140

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