07/09/2026
E’ estate e si aprono le porte di Pleasure Island, un resort situato su un’isola a largo del Costa Rica gestito dall’ex rockstar Coconut Pete. Il pacchetto comprende sport, lezioni di fitness, massaggi, lezioni di tennis, attività ludiche varie, serate discoteca, alcool a fiumi, droga, fumo e sesso libero quando capita….questo per quanto riguarda i clienti, ma per quanto riguarda lo staff c’è un piccolo fuori programma lavorativo, ovvero un killer mascherato e armato di machete che semina morte tra loro. Coconut Pete e il suo staff dovranno non solo lottare per la sopravvivenza ed indagare su chi possa essere il killer, ma dovranno cercare di tenere all’oscuro la clientela in modo da non generare il panico sull’isola.
Club Dread (questo il titolo originale) scritto dai Broken Lizard (gruppo comico statunitense fondato nel 1989) e diretto da Jay Chandrasekhar è un film del 2007 di genere commedia slasher che attinge molto dalle classiche commedie americane strizzando l’occhio a noti slasher come Prom Night e Scream. Lo spettatore, dopo una sequenza iniziale in cui il regista vuole mostrare il lato serio del film, viene catapultato in un’atmosfera di pura goliardia che lo porta a fare subito il tifo per l’assassino. Infatti il troppo eccesso di alcool, droga e sesso (il tutto accentuato da personaggi iperstereotipati) fa si che si attende con trepidazione l'ora di vedere all’opera il killer che a colpi di machete decapita, infilza, mutila e inventa ingegnosi morti anche con l’utilizzo di altri strumenti. Ma il cast fa poco e nulla per entrare nelle grazie dello spettatore, interpretando personaggi molto sopra le righe quasi ad essere la caricatura di sè stessi, il che fa sospettare che il tutto sia voluto giusto per rendere le morti mostrate il più soddisfacente possibile. Perfino lo stesso regista si ritaglia un ruolo nel film, interpretando il maestro di tennis Putman (probabilmente il più irritante di tutti e con discutibili doti attoriali), mentre nel ruolo di Coconut Pete troviamo il compianto Bill Paxton (Terminator, Commando, Aliens:Scontro Finale, Predator 2, Twister, Apollo 13, Titanic, Frailty, The Colony, Edge of Tomorrow giusto per citarne alcuni) e saggiamente doppiato da Francesco Pannofino giusto per accentuare il suo essere sopra le righe. Nonostante tutto la sceneggiatura è abbastanza solida ed ambiziosa, specialmente sull'identità dell’assassino, facendo in modo che qualsiasi persona (tra staff e clienti) sia sospettabile, rendendo il tutto molto interessante e il meno banale e prevedibile possibile. Il film si presente promettendo scene splatter, ma in realtà solo il movimentato finale ci regala una scena degna di tale etichettatura, le altre morti sono delle semplici scene di sangue con effetti speciali ben realizzati senza nulla di particolare ma comunque belle da vedere.
In conclusione, ci troviamo di fronte ad un prodotto spensierato senza troppe pretese, che sa intrattenere bene sia dal lato comedy e sia dal lato horror. Ingiustamente finito nel dimenticatoio merita di essere rispolverato, specialmente per rompere un po' la routine a cui il sottogenere horror ci ha abituati negli ultimi anni. Sorseggiando un Margarita (ma va bene anche un semplice Mojito o Spritz) la visione sembrerà più coinvolgente...