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trashcult la settima arte a modo nostro

Haribo presenta*****************************************L’ESTRANEA di Paolo Strippoli (2026)Dopo un tragico incidente ch...
16/10/2026

Haribo presenta
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L’ESTRANEA di Paolo Strippoli (2026)

Dopo un tragico incidente che devasta la sua famiglia, Anna incontra una misteriosa donna che le propone un patto.

Patti chiari, liquirizia lunga.

Ricche famiglie e accordi mefistofelici. Una madre che prende decisioni (discutibili) e una famiglia che le subisce. La domanda di fondo è sempre quella: cosa sei disposto a offrire, sacrificare, mutilare o abbandonare pur di salvare mariti, mogli e prole?

Paolo Strippoli prosegue dritto per la sua felicissima strada nel nuovo horror italiano dopo il folgorante Piove e La Valle dei Sorrisi. Qui frulla insieme elementi faustiani, conflitti generazionali, l’alta borghesia nostrana con le sue perversioni patinate, sacrifici del cervo sacro, Coppa del Mondo 2006, apocalissi imminenti, amore materno, gambe, grasso e spirali. Tantissime spirali.
Nel cast brilla una Jasmine Trinca gelida, bellissima e impeccabile; Adriano Giannini interpreta alla perfezione il cafone medio italiano arricchito; Romana Maggiora Vergano è costantemente sconvolta e si conferma un talento vero. Ma la vera regina è una strepitosa Valeria Bruni Tedeschi: perfida, magnifica, mentre fuma si*****te light, tifa Francia e si diverte palesemente un mondo a fare la strega.

Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte al finale (a noi, invece, è piaciuto parecchio) e forse la commissione degli Oscar farà finta di niente, ma L’estranea è la ventata di aria fresca — o meglio, la secchiata di pioggia gelida — di cui il nostro cinema ha disperatamente bisogno.

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CAMP MIASMA: ADOLESCENZA, SESSO E MORTE di Jane Schoenbrun (2026)Una giovane regista indipendente viene incaricata di ri...
13/10/2026

CAMP MIASMA: ADOLESCENZA, SESSO E MORTE di Jane Schoenbrun (2026)

Una giovane regista indipendente viene incaricata di rilanciare una famosa saga horror. L’incontro con l’attrice principale, ormai ritirata dalle scene, la farà sprofondare in un delirio psichedelico.

Quell’orgasmo nel bosco.

Ricostruzione, penetrazione e rinascita sessuale dello slasher movie anni ’80 (e non solo). Jane Schoenbrun, acclamata regista indie, trasforma il genere battezzato da Jason e Michael in un meta-cine-viaggio “vintage”, eccitante e sanguinario: una vera e propria iniziazione sessuale LGBTQIA+ che omaggia il glorioso horror d’epoca mentre massacra (con grande intelligenza) la Hollywood dei sequel, remake e reboot.

Forse la Schoenbrun rimane un po’ troppo incastrata nel proprio ombelico autoriale — affascinante, per carità, ma a tratti letale per il ritmo — eppure ci regala un serial killer (Little Death) già destinato a diventare di culto. Splendide le “Final Girls” Gillian Anderson e Hannah Einbinder.

Sopravvalutato? Certo. Ma decisamente simpatico.

12/10/2026

Il Professore: “E questa stanza è lontana?”

lo Stalker: “In linea retta un 200 metri ma qui, purtroppo, vie dirette non ce ne sono.”

(STALKER di Andrej Tarkovskij, 1979)

L’Uzbekistan attraverso ai nostri occhi.

Dedicato alle vie dirette e non.

✈️🌎

DIGGER di Alejandro G. Iñárritu (2026)Il magnate del petrolio Digger Rockwell viene incaricato dal presidente degli Stat...
02/10/2026

DIGGER di Alejandro G. Iñárritu (2026)

Il magnate del petrolio Digger Rockwell viene incaricato dal presidente degli Stati Uniti di “riparare” ad una minaccia mondiale provocata da lui stesso.

Il Petroliere — ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e a trivellare il mondo.

Vecchi fossili e vecchi dinosauri (già morti) continuano a governare il pianeta verso il baratro, fino alla fine dei tempi. Che poi, diciamocelo: la fine è già arrivata da un pezzo e noi stiamo solo guardando i titoli di coda. Non ci resta quindi che fare un bell’applauso e chiudere il sipario.

Delirio caotico/profetico, straordinario quanto magnificamente respingente, firmato Alejandro G. Iñárritu che costruisce una satira/farsa/drama/tragedia per restituirci uno specchio agghiacciante della contemporaneità (e di noi che la subiamo). E siccome all’Apocalisse non si comanda, la fine del mondo non potrebbe dirsi completa senza un “vecchio” Tom Cruise: monumentale, deforme, intento a scavare, distruggere e condannarci tutti.

Ma è anche un meta-racconto in cui la realtà supera la fantasia e la rappresentazione supera l’immaginazione, dritti verso la totale estinzione. O forse siamo già estinti e semplicemente nessuno si è preso la briga di avvisarci? Poco importa: l’importante è andarsene con una bella risata.

Splendidamente sgangherato, arrogantemente potente. Il flop al botteghino è garantito, il titolo di Filmone dell’Anno pure.
Applausi. Sipario.

L’uomo di neve*****************************************RESIDENT EVIL di Zach Cregger (2026)Durante una notte innevata, u...
23/09/2026

L’uomo di neve
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RESIDENT EVIL di Zach Cregger (2026)

Durante una notte innevata, un corriere deve trasportare un delicato carico medico verso Racoon City. Ma il viaggio sarà più pericoloso del previsto.

Run. Resident Evil al cinema.
C’era un tempo in cui Milla Jovovich combatteva la Umbrella Corporation a colpi di tamarraggine, diretta dal marito Paul W.S. Anderson per ben sei film (diciamo la verità: sospesi tra il mediocre e il brutto). Poi, nel 2021, è arrivato un reboot “più fedele” già totalmente dimenticato (diciamo la verità: bruttissimo).
Anno 2026, si riparte. Ma stavolta si cambia tutto. Proprio tutto.
Zach Cregger non ha bisogno di presentazioni dopo quel gioiello di Weapons. Prende il leggendario videogame di Capcom e lo trasforma in una scatenata corsa contro il tempo da un punto A a un punto B. Fine della storia.
In mezzo ci sono mostri (tantissimi), sangue (tantissimo), zombie (pochissimi), battute (divertentissime), tensione (altissima), neve e un bravissimo Austin Abrams nei panni del “giocatore per caso” che non sa sparare, non sa scassinare lucchetti e, soprattutto, non vuole diventare padre. La sua fuga contemporanea dal virus e dalla paternità ci riguarda da vicino, sia come (ex) gamer che come esseri umani.
Cregger gioca con Carpenter, Raimi, Jackson e Gunn, ci racconta un’America “coeniana” popolata da idioti e propone un modo di fare cinema tratto dai videogiochi geniale, fresco e controcorrente. Che farà infuriare parecchi puristi — ma peggio per loro e meglio per noi.
Il miglior Resident Evil di sempre, pur senza essere davvero Resident Evil. Figata.

  frega tutti, soprattutto i fan del videogame. Corsa sfrenata e divertentissima che farà la gioia di ogni appassionato ...
23/09/2026

frega tutti, soprattutto i fan del videogame.
Corsa sfrenata e divertentissima che farà la gioia di ogni appassionato di non-elevated horror.
Una figata da non perdere.

Durante una notte innevata, un corriere deve trasportare un delicato carico medico verso Racoon City. Ma il viaggio sarà più pericoloso del previsto.

NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (2026)Cieli neri. Mentre all’interno dei grattacieli Tel Aviv la vita dei loro abita...
16/09/2026

NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (2026)

Cieli neri. Mentre all’interno dei grattacieli Tel Aviv la vita dei loro abitanti scorre normalmente, sui tetti avvengono confessioni segrete di militari e di morte. A soli 60 km di distanza, i grattacieli di Gaza (e i loro abitanti) non esistono più. Yuval Abraham e Rachel Szor intervistano 24 soldati israeliani e parlano di agghiaccianti danni collaterali (Naza appunto), bombardamenti di massa e fosse comuni. Il buio della notte di Tel Aviv nasconde sagome scure pentite, “drogate”, plagiate, consapevoli di aver preso parte ad un sadico videogame per sterminare vite. E i tetti che fanno da palcoscenico a queste raccapriccianti “chiacchiere” notturne, diventano luoghi neutri che possono trasformarsi in nascondigli oppure in trappole mortali.

E intanto il mondo rimane in silenzio a guardare un genocidio.

Genocidio.

Potente. Da non perdere.

Cartoni… ci cascano sempre.*****************************************COYOTE VS ACME di Dave Green (2026)Wile E. Coyote de...
14/09/2026

Cartoni… ci cascano sempre.
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COYOTE VS ACME di Dave Green (2026)

Wile E. Coyote decide di fare causa all’azienda ACME dopo aver utilizzato i loro prodotti malfunzionanti per catturare Beep Beep.

Chi ha incastrato Wile E. Coyote? L’eterna lotta tra il coyote e il road runner di casa Warner non ha solo come campo di battaglia il Grand Canyon, ma anche aule di tribunale e sale cinematografiche. E la guerra è più violenta del previsto. Il film “maledetto” che Warner non voleva distribuire è in realtà la storia (quasi) vera di un’assurda odissea produttiva (il film è stato “salvato” dai fan). Wile E. Coyote è un predatore con dignità che usa le armi sbagliate di una multinazionale per catturare la sua preda del cuore. E la sua tenacia, forse, è più forte di qualsiasi azienda spietata (vero Warner?). Simpatico, leggero e con animazioni non sempre amalgamate, mescola action, legal thriller e la giocosa follia dei Looney Toons. Lontano anni luce dal capolavoro assoluto di Zemeckis/Spielberg del 1988, ma molto meglio dell’indifendibile Space Jam 2 (ci voleva poco). Forse in una situazione “normale” sarebbe passato inosservato (forse eh). Però si lascia guardare.

IL SILENZIO DEGLI ALTRI di Eva Libertad (2026)Angela e Hector, non udente lei, udente lui, aspettano il loro primo figli...
11/09/2026

IL SILENZIO DEGLI ALTRI di Eva Libertad (2026)

Angela e Hector, non udente lei, udente lui, aspettano il loro primo figlio. Ma con l’arrivo della bambina, aumenteranno le paure

Figlia di un dio minore. Storia di Angela, sorda da (quasi) sempre, e Hector, marito udente ma perfettamente integrato nel mondo di Angela. Due persone unite dal silenzio e separate dall’arrivo “rumoroso” della vita. Una bambina (cercata) che creerà una barriera invisibile (e insonorizzata) tra i due. L’esordiente regista Eva Libertad ci parla di mondi e linguaggi diversi, di madri e padri in difficoltà, di suoni uditi e suoni percepiti. Ma ci parla anche di come la vita, prima i poi, riesce a farsi sentire. E a unire. Tutto e tutti. Asciutto, essenziale, ma potentissimo nel suo saper raccontare abilità e disabilità. Bravissima la coppia Miriam Garlo/Álvaro Cervantes e sequenza finale da applausi. Bellissimo.

The dog of us*****************************************THE DOG STARS di Ridley Scott (2026)Dopo una misteriosa influenza ...
01/09/2026

The dog of us
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THE DOG STARS di Ridley Scott (2026)

Dopo una misteriosa influenza che ha decimato il mondo, il giovane Hig vive in un hangar abbandonato cercando di sopravvivere.

Americani (col fucile) alla fine del mondo. Apocalisse aviaria, meccanici cowboy, cani stellari, aquile di metallo, messicani spacciatori e pellerossa “fury road”, ovvero come difendere casa esclusivamente con fucili e bombe varie. Filmetto esistenzial-western-apocalittico firmato da Ridley Scott che gira in Italia per ricreare il “Nuovo Mondo”. Ma il nuovo mondo forse è tremendamente attuale. Scott vola sull’Italia ma ci parla dell’America repubblicana, crea momenti alla Kevin Costner ma trasforma gli indiani in Fantasmi da Marte e Josh Brolin in un killer di messicani immigrati. Ma la speranza per l’umanità arriva da due ragazzi che forse preferiscono guardare le stelle ad occhio n**o piuttosto che da un visore notturno. E il film funziona proprio lì, quando Jacob Elordi e Margaret Qualley stanno insieme, mentre parlano, mentre riparano aerei, mentre spostano pietre. Per il resto è uno sgangherato e confuso survival movie senza idee, senza grinta e con una delirante sequenza uscita direttamente da Fallout. Make Ridley great again (but not this movie).

Indirizzo

Mirandola
41037

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