19/05/2026
Ave Mary
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MOTHER MARY di David Lowery (2026)
Una cantante pop in crisi chiede aiuto ad una sua vecchia amica stilista per la creazione del suo nuovo abito di scena. L’incontro si trasformerà in un viaggio oscuro all’interno del loro rapporto.
La Madonna veste Prada. Diventare la “Beata Vergine” della musica pop (con tanto di aureola) fino a vedere l’anima al diavolo e buttare tra le fiamme le persone che ami. E questa volta il diavolo non veste Prada, ma qualcosa di più ricercato. Dramma-psico-pop-esoterico firmato David Lowery, che torna a parlare di fantasmi tormentati, traumi passati, vecchie amicizie spezzate, senso di colpa e prezzo del successo. Prima parte, splendido e intrigante gioco a due (quasi teatrale) tra due donne ferite e arrabbiate. Seconda parte, pastrocchiato delirio chic paranormal-mistico al limite del WTF?!. Che peccato. Lowery incanta con colori, luci, costumi, visioni, ma dimentica per strada emozioni, vibrazioni, paure. E tra foulard svolazzanti, denti doloranti, sedute spiritiche, canzoni, preghiere, forbici, ago e filo, si arriva a colpire il Sacro Cuore di Mary (ebbene sì). Ma non il nostro. Cavoli che peccato. Applausi comunque per Anne Hathaway (affezionata alla moda a quanto pare) e soprattutto per una straordinaria Michaela Coel.