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trashcult la settima arte a modo nostro

The dog of us*****************************************THE DOG STARS di Ridley Scott (2026)Dopo una misteriosa influenza ...
01/09/2026

The dog of us
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THE DOG STARS di Ridley Scott (2026)

Dopo una misteriosa influenza che ha decimato il mondo, il giovane Hig vive in un hangar abbandonato cercando di sopravvivere.

Americani (col fucile) alla fine del mondo. Apocalisse aviaria, meccanici cowboy, cani stellari, aquile di metallo, messicani spacciatori e pellerossa “fury road”, ovvero come difendere casa esclusivamente con fucili e bombe varie. Filmetto esistenzial-western-apocalittico firmato da Ridley Scott che gira in Italia per ricreare il “Nuovo Mondo”. Ma il nuovo mondo forse è tremendamente attuale. Scott vola sull’Italia ma ci parla dell’America repubblicana, crea momenti alla Kevin Costner ma trasforma gli indiani in Fantasmi da Marte e Josh Brolin in un killer di messicani immigrati. Ma la speranza per l’umanità arriva da due ragazzi che forse preferiscono guardare le stelle ad occhio n**o piuttosto che da un visore notturno. E il film funziona proprio lì, quando Jacob Elordi e Margaret Qualley stanno insieme, mentre parlano, mentre riparano aerei, mentre spostano pietre. Per il resto è uno sgangherato e confuso survival movie senza idee, senza grinta e con una delirante sequenza uscita direttamente da Fallout. Make Ridley great again (but not this movie).

Lettere dal fronte*****************************************YELLOW LETTERS di İlker Çatak (2026)Derya e Aziz, coppia di a...
16/08/2026

Lettere dal fronte
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YELLOW LETTERS di İlker Çatak (2026)

Derya e Aziz, coppia di artisti di Ankara (commediografo lui, attrice teatrale lei), vengono perseguitati dal regime turco. La loro vita coniugale verrà sconvolta.

Teatro di guerra. Arte, famiglia, regime, libertà. Fino a che punto se disposto a credere in un ideale? E fino a che punto sei disposto a sacrificare tutto? İlker Çatak, dopo lo straordinario La Sala Professori, indaga ancora sull’essere umano e sul valore etico, professionale, politico di ognuno di noi. E ci porta in città “palcoscenico” dove la nostra famiglia è costretta a muoversi, spostarsi, combattere, scontrarsi (arrendersi?) contro uno Stato e (inevitabilmente) contro loro stessi. Ma forse la resa è l’unico modo per uno spiraglio di speranza. E le lettere gialle del titolo non solo decretano l’inizio della fine, ma possono trasformarsi in “arma” potentissima. Meno efficace de La Sala Professori, ma comunque da non perdere.

Voi create i raptor?*****************************************LA FINE DI OAK STREET di David Robert Mitchell (2026)A caus...
13/08/2026

Voi create i raptor?
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LA FINE DI OAK STREET di David Robert Mitchell (2026)

A causa di un misterioso avvenimento, una famiglia dovrà rimanere unita e affrontare una minaccia proveniente dal passato.

A spasso con i dinosauri. La borghesia americana anni 80 e i vari problemi familiari nascosti nelle case dal giardino perfetto. Forse parlarne serve a poco. Forse è meglio correre per non essere divorati. Ma non da una moglie arrabbiata. Innocua avventura “nostalgicaanni80” (aridaje) prodotta da J. J. Abrams (che torna a farsi vedere dopo la vergona di Star Wars - l’Ascesa di Skywalker) e diretta da David Robert Mitchell, regista del cult It Follows che prova a fare Spielberg ma non ci riesce. E il salto “giurassico” alla fine risulta un patrocchio scritto maluccio e senza idee registiche (vi ricordo che è lo stesso regista di It Follows) con attori al minimo sindacale e tanti dinosauri forse più fedeli nel look ai libri di scuola. E tra serpentoni, velociraptor piumati, gatti sbranati (in via d’estinzione), pizze consegnate (ma chi le fa?), libri mai scritti, sfere, momenti ridicoli (tanti), brontosauri che mangiano il gelato e brontosauri sporcaccioni (ebbene si), si arriva ad un finale moscissimo e “vabbè ciaone”. Salutiamo quindi “l’Abrams touch” una volta per tutte (speriamo) e auguriamo a David Robert Mitchell di tornare al suo mondo popolato di teenager “braccati” da forze più pericolose. Erbivoro.

TheEndOfOakStreet

Qualcuno faccia lavorare Jonathan Majors per favore..*****************************************MAGAZINE DREAMS di Elijah ...
12/08/2026

Qualcuno faccia lavorare Jonathan Majors per favore..
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MAGAZINE DREAMS di Elijah Bynum (2023)

Il gigante della montagna. Killian Maddox, body builder afroamericano amatoriale, commesso in un supermercato, insegue il sogno diventare un campione di culturismo. Copertina da sogni e sogni di copertina. La perfezione estrema del corpo e le cicatrici indelebili della mente. L’America come palcoscenico, giuria e carnefice. Bellissima (e sfortunata) opera seconda di Elijah Bynum che racconta la passione di un ragazzo di periferia e di un sogno forse troppo grande per lui. Deltoidi, dieta, poster, fiere della carne, luci dei riflettori e luci della ribalta. Mentre l’America (non) sta a guardare, l’importante è spingere e sorridere. Jonathan Majors, ex Kang per la Marvel, straordinario e indimenticabile. Da non perdere.

Premessa: siamo stati all’anteprima stampa.  Di verde c’è solo Hulk. Per Destino dovremmo aspettare..*******************...
30/07/2026

Premessa: siamo stati all’anteprima stampa. Di verde c’è solo Hulk. Per Destino dovremmo aspettare..
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SPIDER-MAN: BRAND NEW DAY di Destin Daniel Cretton (2026)

Solitudine, maturazione e mutazione. Torna Tom Holland/Spider-man dopo la cancellazione della memoria in No Way Home (il più brutto di tutta la saga di Holland) e si riparte da (quasi) capo. Peter Parker è solo, anzi solissimo, combatte il crimine con “gentilezza” e la sua mente è ferma al passato. Ma non il suo corpo. L’MCU ritrova (forse) la sua forma migliore e ci regala un buon film dell’uomo ragno tra eroi/antieroi mutati, arrabbiati e “abbandonati”. Destin Daniel Cretton fa volare Spidy omaggiando Raimi in una New York dai colori “spenti”. Tom Holland, perfetto e dal cuore spezzato. Zendaya, ragazza adulta dal cuore “nuovo”, Jon Bernthal, punitore “punito” dal cuore d’oro. E poi c’è Sadie Sink (in modalità Stranger Things), ma non diremo altro se non che ha i capelli rossi. E tra ragnatele finte, ragnatele vere, ninja rossi volanti, Hulk verde selvaggio, lettere d’amore in tazze da caffè, giovani supereroi adulti e giovani promesse per il futuro, si apre una nuova era dell’anno domini 202X. Con corpo e mente in perfetto equilibrio. Forse.

ODISSEA di Christopher Nolan (2026)Vittime di guerra. Nolan “racconta” Omero e continua a raccontare di uomini che fanno...
20/07/2026

ODISSEA di Christopher Nolan (2026)

Vittime di guerra. Nolan “racconta” Omero e continua a raccontare di uomini che fanno i conti con la loro coscienza. Che siano costruttori di bombe atomiche o cavalli di legno, poco importa. Il viaggio verso l’espiazione è fatta di fantasmi, morti, streghe e altri mostri. Chris Nolan, con budget faraonico e completa libertà artistica trasforma la sfida al fato e agli Dei omerica in una sfida contro se stesso e contro la natura umana. E Ulisse non è più l’uomo spavaldo e strafottente che abbiamo visto in altre trasposizioni, ma un reduce di guerra consapevole di essere responsabile di una carneficina a causa di una “idea”. E tra momenti non così riusciti (le sequenza di Polifemo/Gollum e i Lestrigoni/Elfi dopati), momenti ai limiti dell’horror trash (la maga Circe in versione maga Magò), momenti brutti (Scilla e Cariddi), Nolan ci porta nell’oscurità dell’Ade (sequenza magnifica) per risorgere a nuova vita. E anche il film cambia direzione. Il ritorno a Itaca è pieno di momenti emozionanti (la fuga dall’isola di Calypso, interpretata da una Charlize Theron fuori parte), momenti commoventi (l’incontro tra Ulisse e Penelope), svolte coraggiose (Atena di Zendaya) e momenti di puro action. E forse il viaggio tra mostri, fantasmi, streghe e giganti diventa il viaggio nella psiche di un uomo che forse non solo ha visto l’inferno, ma l’ha creato.

Della serie: “Captain DC”*****************************************SUPERGIRL di Craig Gillespie (2026)La ragazza che tocc...
07/07/2026

Della serie: “Captain DC”
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SUPERGIRL di Craig Gillespie (2026)

La ragazza che toccava il cielo. Kara, cugina di Superman, è giovane, depressa, ubriaca e vaga per l’universo in cerca di una casa. Fino a quando qualcuno non le tocca il cane. E se John Wick avrebbe fatto una strage, Supergirl deve prima smaltire la sbronza. James Gunn e Craig Gillespie proseguono il DC Universe con la “Super Famiglia” in stile Guardiani della Galassia (praticamente identico) e prova a creare una ribelle “anti-Superman” in gonnella che ha vissuto la sofferenza (non come il cugino). C’è Milly Alcock che ce la mette tutta a interpretare la super ragazza dal “cuore pesante” (meglio ubriaca che in costume ufficiale). C’è Eva Ridley, spalla inutile (e un po’ antipatica) con spada di Hattori Hanzo, in cerca di vendetta. Ci sono dei villain inutili che si fanno chiamare “i briganti” (ma davvero?!?!) e sono identici ai Ravagers. C’è Krypto che è diventato ormai il punto focale di tutto il DC universe. E poi c’è Jason Momoa, che finalmente interpreta Lobo, ma qui è sempre Jason Momoa (che spreco ragazzi). Per il resto è una fanta-avventura scritta col pilota automatico, con poca grinta, poche idee e pianeti tutti uguali (avete presente Captain Marvel della concorrenza? Ecco, stessa cosa). E la comparsata di Superman non risolleva nulla (altro grande problema). Unico personaggio degno di nota, l’autista del bus spaziale (per farvi capire). Dimenticabile.

trashcultdotcom

Della serie: “Osgood Perkins La Casa”*****************************************KEEPER - L’ELETTA di Osgood Perkins (2026)...
21/06/2026

Della serie: “Osgood Perkins La Casa”
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KEEPER - L’ELETTA di Osgood Perkins (2026)

Liz e Malcolm, decidono di passare un weekend nella casa in montagna di lui. Ma il luogo nasconde misteri e presenze.

Primo weekend romantico in una baita sperduta in mezzo ai boschi? Idea stuzzicante, sempre che la baita non sia già “occupata” da maschi tossici o altri mostri vari. Oz Perkins, dopo scimmie giocattolo, Hansel, Gretel e Nicolas Cage albino, torna a parlare di rapporti familiari, donne, favole e maledizioni. Qui gioca su atmosfere, claustrofobia, misteriose torte al cioccolato e Tatiana Maslany (brava, ma poco convincente nell’insieme), ma perde per strada una storia (scritta maluccio), ritmo, idee e paura. E se la prima parte è di una noia terribile (e piuttosto piatta), si arriva ad un atto finale che invece di esplodere come dovrebbe nella follia più estrema e inquietante, diventa un bizzarro delirio kitsch un po’ troppo veloce, facilone e WTF. E dopo 3 film (mediocri) in un anno e mezzo, ci chiediamo se Perkins abbia veramente le carte giuste per fare la differenza nell’horror contemporaneo. O se forse è il momento di prendersi una pausa. Sonno.

Indirizzo

Mirandola
41037

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