28/05/2026
E I FIGLI DOPO DI LORO di L. e Z. Boukherma
Sab 30 Mag h 19:00
Dom 31 Mag h 21:00
Mar 02 Giu h 16:30
Mer 03 Giu h 21:00
🌍 versione originale (sub ITA)
🐶 sala pet friendly
🎟️ biglietteria: https://shorturl.at/RvfaV
Quando l’estate finisce prima di iniziare
Nell’est della Francia, tra laghi artificiali, fabbriche dismesse e periferie che portano ancora i segni di un benessere scomparso, l’estate del 1992 sembra non voler finire mai. Anthony ha quattordici anni e attraversa quei mesi come si attraversa qualcosa che sta già scivolando via, anche se nessuno lo dice.Le giornate scorrono lente: noia, alcol, motorini che non portano da nessuna parte, il bisogno costante di essere visti. Tutto ha il ritmo di un’attesa che non promette nulla. Poi arriva Steph, più grande, distante, impossibile da raggiungere. La sua presenza sposta immediatamente l’equilibrio: il desiderio si irrigidisce, l’attenzione diventa ossessione, ogni gesto assume un peso nuovo. Attorno a loro si muove una provincia che sembra immobile eppure attraversata da tensioni continue: adulti stanchi, amicizie fragili, ragazzi che crescono dentro un mondo che ha già smesso di immaginare il futuro. Da un gesto impulsivo prende forma una catena di conseguenze che attraversa il tempo e finisce per legare la vita di Anthony a quella di Hacine, trasformando il privato in qualcosa di più ampio, più profondo, già scritto nei rapporti di forza che attraversano i corpi e i luoghi.
La provincia dei Boukherma è un paesaggio fermo e febbrile insieme: tutto sembra statico, ma sotto la superficie ogni cosa vibra. Il film segue questa deriva senza cercare una direzione netta, affidandosi ai volti, agli spazi, alle tensioni che restano sospese tra un gesto e l’altro. Paul Kircher dà ad Anthony una fragilità nervosa, sempre sul punto di esplodere o ritirarsi, restituendo l’idea di un’adolescenza senza appigli.
Ne nasce un racconto di formazione che non procede in linea retta: crescere significa entrare in contatto con qualcosa che non consola, ma rivela progressivamente quanto il mondo possa essere più rigido, più ingiusto e più definitivo di quanto si immaginasse.
Il Cinemino