ANPI Martellago - VE

ANPI Martellago - VE L’ANPI è tra le associazioni combattentistiche più grandi del nostro Paese con circa 170.000 iscritti❤️🌺

16/07/2026
15/07/2026

Ci sono interventi che durano pochi minuti.
E poi ci sono interventi che valgono una lezione di storia.

Ieri, durante il Consiglio comunale di Bologna, il consigliere di centrosinistra Giacomo Tarsitano ha preso la parola dopo le polemiche per la commemorazione a Palazzo d’Accursio di Marcello Bignami, storico dirigente del MSI e padre di Galeazzo Bignami.

All’evento Ignazio La Russa aveva ironizzato: “Posso chiamarlo camerata il mio amico Marcello?”.

Il solito vittimismo postfascista, secondo cui persino pronunciare la parola “camerata” sarebbe ormai diventato proibito.

Nella stessa sala erano risuonate anche le parole di Giorgio Almirante, firmatario del bando che ordinava la fucilazione dei renitenti alla leva della Repubblica di Salò.

Tarsitano ha risposto raccontando la storia di suo nonno. A un certo punto si è alzato, si è spostato fisicamente dall’altra parte del banco e ha indicato lo scranno appena lasciato, per mostrare quale sarebbe stata la conseguenza di quell’ordine: lui non sarebbe mai esistito.

Questo è il suo intervento integrale:

“Ecco, il loro sarcasmo a me non fa ridere e vi spiego il perché mettendomi per un attimo da questo lato del banco.

Vedete questo scranno? Ecco, sarebbe vuoto, io non esisterei, non sarei qui in quest’aula e non ricoprirei questo incarico se mio nonno non fosse stato molto bravo a scappare.

Ecco, mio nonno Pino Businarolo, come i suoi coetanei, fu chiamato alle armi dall’esercito repubblichino dopo l’armistizio. Mio nonno si rifiutò e per questo sulla sua testa c’era una taglia e un ordine di esecuzione sul posto nel caso in cui fosse stato trovato.

Quell’ordine aveva una firma, Giorgio Almirante.

Ecco, questo è il rispetto, e torno al mio posto, perché ci tengo ad occuparlo, questo è il rispetto dell’avversario politico di una certa destra: il suo annientamento.

E allora, Bignami e amici, permettetemi almeno di criticarvi per la vostra sfacciataggine e di ricordarvi chi siete veramente: certamente non grandi statisti, bensì omuncoli che non meritano neanche l’intitolazione del corridoio di casa propria.

E se ancora oggi qualcuno può millantare la vostra grandezza, questo è solo il riflesso della grandezza di chi ha concesso a voi e ai vostri padri politici l’opportunità di continuare a parlare”.

92 minuti d’applausi.

15/07/2026

Rieducazione al canile per
i militanti fascisti. Dovranno risarcire le Comunità ebraiche



Il giudice concede la messa alla prova per dodici dei diciassette accusati di apologia di “Avanguardia Torino”: per loro fare lavori socialmente utili anche alla Croce Rossa

Il giudice ha concesso, oggi, la messa alla prova a dodici dei diciassette militanti del gruppo di estrema destra "Avanguardia Torino", accusati di apologia di fascismo. Gli imputati dovranno seguire un programma di rieducazione basato su lavori socialmente utili presso canili, Croce Rossa e la comunità dei Vincenziani. Tra loro c’è Carlo Vignale, figlio dell’assessore regionale piemontese Gian Luca Vignale. "A petto n**o si nega l’Olocausto", scandiva Vignale.

Gli imputati dovranno inoltre risarcire entro otto mesi le parti civili costituite: il proprietario dei locali del circolo "Edoras", sequestrato dai carabinieri del Ros, e l’Unione delle Comunità Ebraiche. Le somme, da versare ammontano a una cifra tra i 200 e i 400 euro per il proprietario e tra i 400 e i mille euro a testa per la comunità ebraica tutelata dall'avvocato Tommaso Levi.

Entro 15 giorni, i militanti dovranno presentarsi all'Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) per l’avvio del percorso. Il legale di alcuni imputati, l’avvocato Gino Domenico Arnone, durante la scorsa udienza aveva detto che la map era stata stata dettata da una "scelta prudenziale" vista la gravità delle contestazioni, che per alcuni capi d'imputazione prevedono pene fino a sei anni di reclusione.

Per Enrico Forzese, oggi volto del movimento di Roberto Vannacci a Torino, invece, alla scorsa udienza la procura aveva chiesto due anni e otto mesi di carcere. Forzese, difeso dall’avvocato Gabriele Assenzi, aveva scelto di farsi interrogare respingendo ogni addebito. "Mai detto di essere fascista, mai lo sono stato", la difesa in aula, presentandosi come un semplice "consulente" o "ospite" che faceva da anfitrione nei dibattiti, negando la partecipazione ai concerti “neri” e ai riti di iniziazione nazisti emersi dalle indagini.

15/07/2026

Clamoroso quello che è appena successo in Parlamento.

La maggioranza di governo è andata sotto
alla Camera e ha visto bocciare - a scrutinio segreto - l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze.

Meloni è stata affossata dai franchi tiratori di Lega e Forza Italia per 188 voti contrari contro 187 favorevoli.

Non volevano le preferenze, per paura di non essere rieletti. E, alla fine, nel segreto dell’urna, almeno in 50 hanno votato contro, mettendo in minoranza per la prima volta Meloni.

Risultato?

Maggioranza spaccata.
Governo in panne.
E opposizioni che chiedono (giustamente) la fine di uno degli esecutivi più fallimentari della storia repubblicana.

La giornata di oggi segna l’inizio della fine di un governo completamente in balia degli eventi, senza una maggioranza e con una legge elettorale imbarazzante.

La giornata più buia di una legislatura nero tenebra.

Meloni si assuma la responsabilità politica di questa crisi e ne risponda davanti agli italiani.

15/07/2026

Carlo Bianchi
Milano, 22 marzo 1912 – Fossoli, 12 luglio 1944

Ingegnere, marito, padre di quattro figli. Cresciuto in una famiglia borghese milanese, si formò nell’Azione Cattolica e divenne presidente della FUCI ambrosiana. Dopo la laurea in ingegneria, scelse di lavorare nell’azienda di famiglia pur di non aderire al Partito nazionale fascista.

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 la sua scelta di campo si fece limpida. Fondò, su sollecitazione del cardinal Schuster, la “Carità dell’Arcivescovo”: un’opera di assistenza ai poveri di Milano che divenne presto copertura preziosa per documenti falsi e per l’espatrio in Svizzera di ebrei e perseguitati politici. Nello stesso periodo ospitò in casa Teresio Olivelli, con cui progettò “Il Ribelle”, il foglio clandestino simbolo della Resistenza cattolica.

Il 27 aprile 1944 fu arrestato in piazza San Babila, tradito da un collaboratore. Rinchiuso a San Vittore, resistette a minacce e torture senza rivelare nulla. Il 9 giugno fu deportato a Fossoli. Il 12 luglio 1944, ottantadue anni fa esatti, fu condotto con altri 66 detenuti politici al Poligono di tiro di Cibeno e fucilato, in una rappresaglia nazista.

La sera prima scrisse alla famiglia: “Vi voglio tanto bene e sento che presto ci vedremo: sto avviandomi verso di voi. Pregate e siate sereni!”
Nel 1971 gli fu conferita la Medaglia di bronzo al valor militare alla memoria.

Ricordarlo oggi significa ricordare tutti i 67 caduti di Cibeno, e la libertà che quel sacrificio ci ha lasciato in eredità.

ANPI Provinciale di Milano
Fondazione Fossoli

🔍 Scopri di più su www.anpi.it/biografia/carlo-bianchi

15/07/2026

I NUMERI DELLA PRESUNTA SOLITUDINE DI REPORT
Oltre 2,6 milioni di follower, solo su Facebook ha visto il post sulla sospensione delle repliche, di cui 1,6 milioni si tratta di follower non abituali. Ma il dato incredibile è che oltre il 37% sono giovani dai 18 ai 35 anni. Mentre il post sulla denuncia di Fdi contro di me ha raccolto 1,4 milioni di visualizzazioni, con oltre il 30% sotto i 30 anni. Mentre grande risultato ha raccolto l'iniziativa di lanciare le repliche sui social, ne ha beneficiato RaiPlay, che come # è risultata per la prima volta nella sua storia prima nei Trending Topic dove è entrata anche . Mentre, a proposito di solitudine, l'appuntamento con il mio e a il 20 luglio a Viterbo, dove è registrato il tutto esaurito.

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Martellago
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Telefono

3384516513

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