09/10/2025
Leggendo il nome del Premio Nobel della Letteratura 2025, lo scrittore ungherese László Krasznahorkai, un nome che ai più dice poco, vuoi per la lateralità in Italia della letteratura magiara (alle cronache solo per la democratura sovranista instaurata da Orban), vuoi per la sua impronunciabilità, si rivela invece essere uno sceneggiatore, per giunta tra i collaboratori più assidui di Bela Tarr, cineasta particolarmente amato da enrico ghezzi e dal team di Fuori Orario. Satantango, tratto da un suo romanzo, si conosceva per la sua lunghezza; ed ecco che dalle nebbie dell'edizione 2014 del Lodi Film Festival (29 settembre - 5 ottobre) viene fuori che in
Contemporanea – il cinema italiano ed europeo del presente
venne proiettato L’uomo di Londra, la regia è ancora di Bela Tarr, tratto dall'omonimo romanzo di Georges Simenon e sceneggiato ovviamente da Krasznahorkai. Tutto ritorna. Almeno così sembra.
[ ripropongo l'esergo - guida del festival di allora. Non doversi più trastullare con problemi quali quelli attorno al «cinema-arte figurativa», o al «cine-non arte» o alla distinzione tra una «poesia» e una «prosa» cinematografiche è già una grossa acquisizione. Gillo Dorfles, 1972]
L'uomo di Londra (A Londoni Ferfi) - Un film di Béla Tarr. Drammatico, Francia, Germania, Ungheria, 2007. Un pesante esercizio di stile ispirato a Simenon.