15/12/2011
DEDICATO ALLA TRASMISSIONE RAI DI ALEX ZANARDI "E se domani":
Caro Zanardi, mi meraviglio che una persona intelligente come Te, accetti di mandare in onda servizi ed interviste a SENSO UNICO, FAZIOSI e NON VERITIERI, sena un minimo di contraddittorio ai cosiddetti "luminari", sempre pronti a mettersi in mostra, disposti a tutto pur di dimostrare la bontà delle proprie tesi! Ma pensi davvero che la carne distruggerà il mondo? Pensi davvero che la carne sia il male? Pensi davvero che i modelli proposti nei servizi siano reali? Sei mai entrato in un allevamento di bovini da carne? Lo sai di cosa si moriva quando l'uomo si nutriva con carenza di proteine animali? Pensi che distruggere gli allevamenti di bovini da carne sia la soluzione per l'uomo, l'ambiente, il futuro dei nostri figli? Spero vivamente che Tu sia in grado di fare un altra trasmissione sull'argomento invitando anche chi non la pensa come Veronesi (con dati alla mano) e chi può spiegare realmente come funzionano gli allevamenti moderni. Ti invito a ritagliare un po del Tuo tempo per ve**re in un nostro allevamento, rivedere assieme la Tua puntata e discutere sulle ambiguità che sono state dette. Nel frattempo, ti riporto di seguito, anche ad uso dei membri di questo gruppo Fb, alcune considerazioni fatte da un tecnico che segue da anni il settore che, peraltro, le ha inviate anche alla Tua redazione. Buona lettura.
"Ma senti chi parla!" di Benito Mantovani:
Mentre il senatore Andreotti sostiene che il potere logora chi non ce l’ha; la vita insegna che la carne fa male a chi non la mangia!
Nella trasmissione “ E se domani”, di sabato 10 dicembre 2011, condotta da Alex Zanardi, su Rai 3, presenti i professori Umberto Veronesi e Andrea Segrè, oltre alla dott.ssa Eva Alessi,responsabile del WWF Italia, con il titolo – mucca assassina - sono stati affrontati temi riguardanti gli allevamenti bovini da carne, argomentando critiche, a dir poco, fantasiose.
Critiche formulate con disinvoltura e, se mi è permesso, con sussiego, sul modello produttivo e sulla nocività della carne bovina, avallate da sedicenti e fantasiosi dati scientifici, al solo scopo di dissimulare, magari inconsciamente, delle verità artefatte e preconcette.
Affermazioni quali: gli indiani, che non mangiano carne bovina per ragioni religiose, sono meno soggetti al cancro intestinale; si consumano 15.500 litri di acqua e 13 kg. di mangime per produrre un kg. di carne; si utilizzano quantitativi ragguardevoli di pesticidi, fertilizzanti ed insetticidi, per i pascoli sempre più sterminati a scapito della forestazione; l’effetto serra, oltre che dal disboscamento, è dovuto in gran parte dall’emissione di metano da parte dei bovini, che sono dei ruminanti; ecc., ecc.
Strano che il professor Segrè, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, non abbia obiettato che non sono gli allevamenti di bovini da carne a richiedere elevati quantitativi di acqua e di pesticidi, ma le produzioni orto – frutticole. Il disboscamento non è dovuto all’espansione dei prati, ma al business del legno e, di conseguenza, caso mai all’espansione, sui terreni deforestati, delle produzioni orto – frutticole.
Mi aspettavo anche che avessero detto che la mucca è un’assassina, e quindi pericolosa, perché l’uomo fa mangiare la carne anche a lei che, per vendicarsi, impazzisce (mucca pazza), trasformandosi da animale erbivoro in carnivoro.
INTERROGATIVI
Se un erbivoro mangiando carne impazzisce perché diventa carnivoro, cosa succede ad un onnivoro se diventa erbivoro?
Se in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, come si può dire che i bovini sottraggono acqua e cibo agli umani?
Se l’inquinamento ambientale degli scarichi industriali, degli impianti di riscaldamento e dei mezzi di trasporto, oltre alle muffe, ai conservanti e ai pesticidi, sono le maggiori cause cancerogene, com’è possibile ritenere la carne bovina la causa principale dei carcinomi?
Se gli eschimesi difficilmente contraggono il cancro, pur essendo grandi fumatori e mangiatori di pesce e carne di renna, dei pessimi consumatori di frutta e verdura, com’è possibile sostenere che i vegetali sono salutisti e la carne, in particolare quella bovina, è cancerogena?
CONSIDERAZIONI
Le banalità: quando sono raccontate dai comici, suscitano ilarità e divertimento; quando sono narrate dagli imbecilli, creano disgusto; quando sono divulgate dal professionista creano fastidio ed imbarazzo; quando sono celebrate dal professionista saccente, come verità scientifiche, suscitano indignazione.
A proposito di carne bovina Da oltre un decennio, ambientalisti, animalisti, biologi, medici, antropologi, ecc. sostengono che i bovini impazziscono se alimentati con proteine e grassi animali (carne). Infatti, per loro, la BSE ( mucca pazza) non è altro che la conseguenza della somministrazione di carne a dei bovini, che sono degli erbivori, con il risultato di trasformarli in carnivori.
Questi esperti, però, non ci hanno detto e non ci dicono, che esiste anche la scrapie, la BSE che fa impazzire gli ovini, anche se questi non sono alimentati con la carne; che è naturale il fatto che i mammiferi (umani esclusi) mangino la loro placenta (cioè carne); che il loro vitello, nei primi mesi di vita, si alimenta con proteine animali ( latte), ma non per questo impazzisce;
che le proteine sono formate da degli aminoacidi il cui rapporto tra di loro determina il tipo di proteina ( nobile, non nobile, animale, vegetale); che una dieta per animali e/o per esseri umani, è costituita da nutrienti ( proteine, grassi, fibra, sostanza secca, minerali, vitamine, ecc.) contenuti in quantità diverse o in modo esclusivo nei vari alimenti. Di conseguenza, nella dieta di un bovino possono entrare delle proteine animali (carne), senza che queste lo facciano impazzire. La stessa cosa si può dire per gli umani. Vero sia che anche il bambino appena nato mangia solo proteine animali (latte) e solo in seguito si trasforma in onnivoro, ma mai in erbivoro, se non in modo forzato, snaturando la sua fisiologia.
Questi esperti, inoltre, mentre dimostrano una grande sicurezza nel dare giudizi sui cibi che fanno bene o che fanno male, quando si trovano tra di loro a confronto, quasi sempre non concordano sul tipo di dieta salutare ideale. Chi propone la dieta mediterranea, quella a zona, quella del fantino, quella ipocalorica, quella vegetariana, quella proteica e chi più ne ha più ne metta! Ognuno difende le proprie idee, ma, visto che i risultati delle varie diete non sono mai scontati, a differenza delle cure mediche, per le quali esistono dei protocolli operativi condivisi da tutto il settore medico, viene spontaneo pensare che, per quanto concerne la dietologia e la dietetica, più che di divulgazioni scientifiche, si debba parlare di convinzioni demagogiche.
Com’è possibile pensarla diversamente quando, ad esempio, nelle Linee guida della ristorazione scolastica, emanate dal Ministero alla Salute, leggiamo le diete formulate dagli esperti nelle quali predomina la frutta e la verdura? Per educare il bambino ad un’alimentazione sana, ci viene detto. E, per raggiungere questo obiettivo, sono stati istallati dei distributori automatici di frutta nelle scuole. Una soluzione questa che dovrebbe scongiurare l’obesità del bambino che alle dieci del mattino mangia una mela, invece di una brioche, e a mezzogiorno “dovrebbe mangiare una buona porzione di verdura”. In realtà, nella quasi totalità dei casi, non viene consumata. Risultato: mentre il dietista scolastico si sente gratificato per essere riuscito a calcolare i quantitativi di nutrienti presenti nella dieta del bambino ( non so come possa farlo, visto che le tabelle nutrizionali ufficiali dell’INRAN riportano dei dati medi), il bambino che non mangia la mela e la verdura, si “ gratifica” consumando le merendine a casa.
E ciò avviene indipendentemente che nella sua scuola sia in atto un progetto che prevede uno studio sulle risultanze antropometriche dei bambini in seguito al consumo di ortofrutta.
No, non credo proprio che la carne faccia male, perché nessuno è stato mai in grado di dimostrarlo scientificamente. Che poi la carne debba essere consumata in modo razionale, come, del resto, tutti gli altri alimenti e bevande, questo si, a cominciare dal prodotto più naturale che se in eccesso, può far male. Questo dimostra la grande importanza della quantità, oltre che della qualità degli alimenti.
Benito Mantovani