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Videodrome Informazioni, recensioni e approfondimenti sulla settima arte.

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)Maborosi - I bagliori dell’anima (Maboroshi no hikari)Anno: 1995Regia: Kore...
01/06/2026

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)

Maborosi - I bagliori dell’anima (Maboroshi no hikari)
Anno: 1995
Regia: Kore-Eda Hirokazu

Tratto dalla raccolta di racconti “Bagliori fatui” di Teru Miyamoto, “Maborosi - I bagliori dell’anima” è il film d’esordio nel cinema di finzione di Kore-Eda Hirokazu. Già nel suo primo lungometraggio emerge il tema portante della famiglia, in questo caso spezzata nelle sue fondamenta originarie e ricomposta attraverso un matrimonio combinato. Il suicidio di Ikuo (Tadanobu Asano), apparentemente inspiegabile, spinge infatti Yumiko (Makiko Esumi) a tentare di ricostruire la sua vita e quella del figlio sposandosi con Tamio (Takashi Naito), anche lui vedovo e padre di una bambina. Il cambiamento passa anche attraverso lo spostamento dalla città verso un piccolo villaggio sul mare, un viaggio per allontanarsi dai fantasmi del passato e ritrovare la serenità di un tempo tornando alla semplicità dei gesti quotidiani. Kore-Eda mostra le conseguenze della morte sui vivi, l’impossibilità di trovare una risposta di fronte a una domanda che non vuole andare via, nonostante Yumiko riesca in una prima fase del suo nuovo matrimonio a raggiungere una illusoria condizione di felicità. Il ritorno in città, per le nozze del fratello, riapre la ferita e la costringe nuovamente a confrontarsi con un fantasma che è sempre (stato) presente. Un debutto che mostra già le indiscutibili doti del regista giapponese, capace di esprimere tutta la sua sensibilità con uno stile molto rigoroso, fatto di silenzi, inquadrature fisse, campi medi e un utilizzo superbo della luce naturale. Presentato in concorso a Venezia52 (1995), è stato distribuito per la prima volta nelle sale italiane grazie a BIM.

🌟🌟🌟1/2 (3,5 su 5)

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)Amarga NavidadUscita italiana: 21 maggio 2026Regia: Pedro Almodóvar Present...
27/05/2026

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)

Amarga Navidad
Uscita italiana: 21 maggio 2026
Regia: Pedro Almodóvar

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2026, “Amarga Navidad” sembra essere una variazione in tono minore di “Dolor y gloria”. Pedro Almodóvar continua infatti a seguire quel percorso di autofiction che lo porta a interrogarsi sul suo ruolo come artista, sulla malattia e la morte, sul senso del racconto e sull’eterno dualismo tra realtà e finzione. Ci sono addirittura due suoi alter ego in questo film: Raúl (Leonardo Sbaraglia), regista che vuole tornare allo smalto di un tempo con una storia ambientata nel 2004 che parla di Elsa (Bárbara Lennie), anche lei alle prese con una nuova sceneggiatura (nel racconto del racconto). Una trama un po’ complicata che trova una risoluzione in un finale brillante, capace di mettere insieme i fili del discorso e di riflettere, paradossalmente, anche sui limiti dello stesso film, ovvero un paio di personaggi abbozzati (Bonifacio e Patricia) e qualche convenzionalità che fa parte della cifra stilistica. Eppure, nonostante gli inciampi, è sempre sorprendente la sua capacità di muoversi nel melodramma con la giusta enfasi. Un’opera che crescerà nel tempo.

🌟🌟🌟 (3 su 5)

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)Sentimental Value (Affeksjonsverdi)Uscita italiana: 22 gennaio 2026Regia: Joachi...
25/05/2026

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)

Sentimental Value (Affeksjonsverdi)
Uscita italiana: 22 gennaio 2026
Regia: Joachim Trier

Premio Oscar 2026 come miglior film internazionale e Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2025, “Sentimental Value” consacra Joachim Trier come autore, pur non essendo il suo apice in valore assoluto. Metacinema e dramma familiare si intersecano in un racconto che è centrato sul rapporto padre - figlie e su un’incomunicabilità che può essere colmata soltanto attraverso l’arte. Il tentativo di riavvicinamento avviene infatti con la proposta di una parte nel film che segnerà il ritorno sul grande schermo del padre, un modo per riconnettersi e ritrovare, anche tramite la finzione, un’armonia mai vissuta. Trier dosa alla perfezione l’eleganza della messa in scena e trasforma la casa di famiglia in un personaggio che accompagna gli attori e condivide con loro gioie (poche) e sofferenze (molte). Si vede la mano del grande regista in diverse sequenze, soprattutto nell’incipit e in una prima parte che vive dei non detti e del fuori campo. Rispetto a “La persona peggiore del mondo”, “Sentimental Value” non riesce però a mantenere la stessa intensità in tutto l’arco narrativo, perdendo parzialmente di vigore con il passare dei minuti. Siamo comunque dalle parti del grande cinema, sia per il discorso sul ruolo terapeutico dell’arte, sia per la capacità di raccontare (finalmente!) un’attrice in difficoltà emotiva nonostante non sia completamente presa da se stessa. Bergman e Allen sono gli evidenti numi tutelari.

🌟🌟🌟1/2 (3,5 su 5)

PIETRE MILIARI: I FILM CHE HANNO CAMBIATO IL CINEMA (MUBI)I pugni in tascaAnno: 1965Regia: Marco Bellocchio Considerato ...
18/05/2026

PIETRE MILIARI: I FILM CHE HANNO CAMBIATO IL CINEMA (MUBI)

I pugni in tasca
Anno: 1965
Regia: Marco Bellocchio

Considerato un film di rottura con il cinema precedente e anticipatore delle contestazioni del ’68, “I pugni in tasca” è uno dei più folgoranti esordi italiani di sempre. Marco Bellocchio mette nel mirino la famiglia borghese e i suoi (dis)valori, distrutti dall’interno da un giovane, Alessandro (Lou Castel, straordinario), che in un moto di ribellione trova un senso esistenziale soltanto attraverso l’eliminazione fisica dei suoi parenti. Non è tanto un film politico, quanto uno sguardo profetico sulle trasformazioni sociali e sul cambiamento in atto. Girato in economia e in bianco e nero, mantiene una dirompenza anche oggi, dimostrandosi universale sia nella messa in scena che nelle scelte narrative, influenzate dal surrealismo. Due le sequenze indimenticabili: l’assassinio della madre, con un crescendo di suspense gestito alla perfezione, e il funerale, un momento in cui Bellocchio rende la sua critica ancora più corrosiva. Scartato dalla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, ha trovato comunque la sua strada diventando uno dei manifesti del cinema italiano. Il ruolo del protagonista fu inizialmente offerto a Gianni Morandi, che si rese disponibile. Fu la casa discografica Rca a farlo rinunciare perché convinta che avrebbe influito negativamente sulla sua carriera.

🌟🌟🌟🌟1/2 (4,5 su 5)

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (DISNEY+)Send HelpUscita italiana: 29 gennaio 2026 Regia: Sam RaimiDopo una parentesi di olt...
14/05/2026

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (DISNEY+)

Send Help
Uscita italiana: 29 gennaio 2026
Regia: Sam Raimi

Dopo una parentesi di oltre 15 anni – in mezzo “Il grande e potente Oz” e “Doctor Strange nel Multiverso della Follia” – Sam Raimi torna al genere che lo ha più connotato con “Send Help”, una sorta di survival con risvolti sociali e derive splatter e demenziali. Protagonista è Linda Liddle (Rachel McAdams), la classica cervellona che viene però sopraffatta e sfruttata in un ambiente di lavoro in cui contano solo le apparenze e le regole le dettano i “maschi”. In un gioco che ricorda molto quello dell’ultimo frammento di “Triangle of Sadness”, Raimi la proietta insieme al suo boss in un contesto in cui la scala sociale si ribalta: nell’isola deserta in cui si ritrovano dopo un incidente aereo, il denaro non ha più valore e la praticità prende il sopravvento, invertendo i ruoli. Non manca quel gusto per la provocazione che è insito nella cifra stilistica del regista di “Evil Dead”, capace di rimanere fedele al suo cinema anche negli inevitabili eccessi e in qualche svirgolata narrativa. Non è più tempo di sani B-Movies ma Raimi è riuscito a riportarci indietro di qualche decennio, pur restando pienamente contemporaneo nella critica verso il capitalismo di oggi. I fan apprezzeranno.

🌟🌟🌟 (3 su 5)

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (MUBI)Miroirs No. 3: Il mistero di LauraUscita italiana: 26 febbraio 2026Regia: Christian Pe...
07/05/2026

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (MUBI)

Miroirs No. 3: Il mistero di Laura
Uscita italiana: 26 febbraio 2026
Regia: Christian Petzold

Terzo capitolo di una trilogia che annovera “Undine - Un amore per sempre” e “Il cielo brucia”, “Miroirs No. 3: Il mistero di Laura” presenta nel titolo un rimando al brano di Ravel suonato al piano dalla protagonista Laura (ancora una volta interpretata da Paula Beer). Christian Petzold continua a guardare la realtà attraverso la favola, facendo incontrare due donne in piena crisi esistenziale per motivi diversi. In una campagna tedesca sperduta, Laura accetta di rimanere momentaneamente a casa di Betty (Barbara Auer) per riprendersi da un incidente in cui ha perso la vita il suo fidanzato. Come sempre, nel cinema del regista tedesco il non detto assume un significato enorme e la tensione narrativa passa dai silenzi, dagli sguardi intensi, dai lapsus, dalle intuizioni e dagli sbalzi emotivi. Laura è una sorta di presenza fantasmagorica che riporta la serenità in un contesto famigliare devastato da un evento precedente, il pomo di una nuova concordia. Petzold riesce a creare un meccanismo di tensione senza spingere sull’acceleratore, ma anzi lasciando buona parte dei momenti di sussulto fuori campo. Il suo è un film che sa coinvolgere, anche quando procede in maniera ellittica. Forse non tutti i tasselli tornano come in “Il cielo brucia”, ma siamo di fronte ancora una volta a un esempio di cinema intelligente, che non ha paura di credere nel suo spettatore. Presentato nella sezione indipendente Quinzaine des Cinéastes a Cannes 2025.

🌟🌟🌟1/2 (3,5 su 5)

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Citylife)Il diavolo veste Prada 2 (The Devil Wears Prada 2)Uscita italiana: 29 aprile 2026Regi...
05/05/2026

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Citylife)

Il diavolo veste Prada 2 (The Devil Wears Prada 2)
Uscita italiana: 29 aprile 2026
Regia: David Frankel

Sono passati 20 anni e il mondo è cambiato, persino quello della moda. Come riportare sugli schermi, quindi, il personaggio iconico di Miranda Priestly? “Il diavolo veste Prada 2” sceglie di partire dalla crisi della stampa, e in senso più lato dell’editoria, per aggiornare un modello che ha però lo stesso spirito del primo capitolo, anche in termini di scrittura. Tornano Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Tracie Thoms e Tibor Feldman, a cui si aggiungono in ruoli minori, ma comunque di prestigio, Kenneth Branagh, Lucy Liu, Justin Theroux e in comparsata Lady Gaga. Di Nate (Adrian Grenier) non c’è traccia, forse perché Andy Sachs ha sacrificato la sua vita sentimentale al lavoro, in perfetto stile Priestly. Gli elementi, insomma, ci sono tutti, gli attori si confermano a loro agio e il canovaccio è praticamente lo stesso, con Milano a sostituire Parigi nel viaggio “risolutore” di molti dei problemi. Il rischio di catastrofe è fortunatamente scongiurato, perché il film è a suo modo godibile e sa toccare le corde nostalgiche dei fedelissimi. Un minimo di coraggio in più, però, sarebbe stato gradito, specialmente in una seconda parte sdolcinata, prevedibile e senza sussulti. Nulla di grave, perché tra una leggerezza e un’altra, il messaggio sull’impossibilità della “vecchia guardia” di lasciare spazio al nuovo che avanza è perfettamente in linea con i nostri tempi. Ci sono stati sequel molto peggiori.

🌟🌟1/2 (2,5 su 5)

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)The Drama - Un segreto è per sempre Uscita italiana: 1 aprile 2026Regia: Kr...
29/04/2026

IL CINEMA… IN SALA (Anteo Palazzo del Cinema)

The Drama - Un segreto è per sempre
Uscita italiana: 1 aprile 2026
Regia: Kristoffer Borgli

La commedia romantica che prepara al matrimonio è forse una delle traiettorie più celebri del cinema americano, indipendentemente da quale sia il taglio scelto per raccontarla. Kristoffer Borgli non è però un regista “normale” e con “The Drama - Un segreto è per sempre” offre la sua personale versione, uscendo dagli schemi hollywoodiani e guardando persino agli autori europei, Ingmar Bergman e Louis Malle su tutti. Zendaya e Robert Pattinson sono gli attori perfetti: tanto glamour quanto capaci di muoversi coraggiosamente scegliendo progetti non scontati e che li valorizzano come attori (e non solo come immagini). Sotto al “vestito” c’è poi un film che mette ancora una volta la società americana (e non solo) di fronte alla propria ipocrisia: è meglio pensare (e non aver fatto) una cosa molto grave o farne una più lieve, ma comunque deprecabile? Parte da un innesco quasi casuale il dramma del titolo, ovvero la costruzione di sovrastrutture più o meno esasperate che mascherano la mancanza di sicurezza, la paura del giudizio degli altri e, peggio ancora, la presa di coscienza di aver valutato erroneamente (forse) la persona che si ama. Borgli è tanto bravo a insinuare il dubbio, quanto esagerato nelle derive narrative e nella costruzione di un immaginario popolato da un’umanità meschina, senza eccezioni. C’è però un lavoro di montaggio ammaliante che, unito a una costruzione del racconto che evita scivoloni, fa passare in secondo piano la sensazione di trovarsi di fronte a un film che cerca la provocazione più per artificio che con naturalezza. Il meccanismo funziona.

🌟🌟🌟 (3 su 5)

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)Father Mother Sister BrotherUscita italiana: 18 dicembre 2025Regia: Jim Jarmusch...
25/04/2026

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)

Father Mother Sister Brother
Uscita italiana: 18 dicembre 2025
Regia: Jim Jarmusch

Leone d’oro a Venezia82, “Father Mother Sister Brother” riprende la struttura a episodi di “Coffee and Cigarettes” e “Taxisti di notte” e una forma di minimalismo esistenziale che Jim Jarmusch aveva già esplorato in “Paterson”. La famiglia – disfunzionale, disgregata, ferita – è il centro narrativo di tre episodi che, partendo dal New Jersey e arrivando a Dublino e Parigi, mettono in scena le difficoltà relazionali e l’incapacità di conoscersi realmente, anche tra consanguinei. Il film cerca in questi incontri difficoltosi, che passano attraverso silenzi imbarazzati e l’attesa febbrile per il commiato, un senso ai legami, trovandolo forse in un ultimo frammento in cui è proprio l’assenza dei genitori a procurare una percezione di vuoto difficile da colmare. Jarmusch non aspira all’indagine filosofica ma si sofferma sui non detti, sulle espressioni solamente accennate, sulle reazioni che nascondono un passato impossibile da superare. Ed è nella sobrietà del racconto che si nasconde l’essenza del suo cinema, capace di andare in profondità senza gesti (o parole) eclatanti e senza colpi di scena artificiosi. Passando dalla commedia del primo episodio, con un padre dissimulatore e furbastro, al dramma dell’ultimo racconto, in cui due gemelli che si vogliono bene sentono di aver perso le loro radici. Un altro sfoggio di talento registico, al netto di qualche piccolo calo disseminato qua e là.

🌟🌟🌟1/2 (3,5 su 5)

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)I peccatori (Sinners)Uscita italiana: 17 aprile 2025Regia: Ryan CooglerVincitore...
23/04/2026

PERSI IN SALA… E RECUPERATI (SKY CINEMA)

I peccatori (Sinners)
Uscita italiana: 17 aprile 2025
Regia: Ryan Coogler

Vincitore di quattro Premi Oscar (attore protagonista, sceneggiatura originale, fotografia, colonna sonora originale) su 16 candidature (è il film con più nominations nella storia), “I peccatori” frulla insieme horror, dramma storico, cinema gangster e blaxploitation, mantenendo un impianto narrativo da b-movie che si sposa con una confezione di qualità. Ci sono John Carpenter (l’assedio e “Vampires”), Quentin Tarantino (“riscrivere” la Storia e “Django Unchained”) e Robert Rodriguez (una struttura fortemente debitrice di “Dal tramonto all’alba”), reinterpretati in una chiave tanto cinefila quanto attenta a una realtà che analizza le radici del suo passato, laiche e religiose. Ryan Coogler realizza un film in cui domina il concetto di doppio, a partire dai gemelli Smoke / Stack magnificamente interpretati dall’attore feticcio Michael B. Jordan, un divertissement che è anche una riflessione sul rapporto tra libertà e schiavitù (non soltanto in senso letterale), bene e male, musica e fede, individuo e comunità. La regia riesce a governare un profluvio di idee e stimoli, non approfondendoli tutti con la giusta misura ma costruendo un castello con mura solide. Qualche finale di troppo ma il gioco regge, e ci si diverte. Coraggio e ambizione non mancano, e ben venga. Sarà un film di cui si parlerà molto, anche negli anni a ve**re.

🌟🌟🌟1/2 (3,5 su 5)

Indirizzo

Legnano

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