04/06/2018
"Il vero ci strazia, ci sconvolge, ci travolge. Ma è il firmamento, il vero. È l’istante che vale una vita; è il momento che la riassume tutta e le assegna un rango."
Ho conosciuto Anna K. Valerio a Padova, in sede Ar tra amici e lettori: una donna solare, raffinata, allegra, nei quali occhi sta la profondità di Intelligenza ed Orgoglio. Senza se e senza ma. L'idea che di lei serbavo attraverso la lettura di articoli e libri a sua firma trova immediatamente riscontro nella propria figura malgrado gli impegni materni la costringano a salutarci preventivamente.
Ora, a mesi di distanza, mi ritrovo a tracciarne un nuovo ritratto seguendo i suoi pensieri nel libro «Maravigliosamente» uscito nella collana "Il Cavallo alato" (Edizioni di Ar). Un pamphlet che ci accompagna, come suggerisce il sottotitolo, tra amore, vita e politica in un flusso di pensieri -e sfoghi- inusuali, controcorrente e tuttaltro che scontati.
Ogni libro è figlio del proprio tempo e del proprio tempo traccia storie e accadimenti ponendo in risalto e criticando, più o meno velatamente, luci ed ombre.
Il nostro tempo, il presente, l'oggi, si sa, ha smesso di brillare restituendo una pallida e opaca versione della civiltà che l'ha strutturato e innalzato quale baluardo di aurea magnificenza -ovviamente non mi riferisco al nostro solo occidente in decadenza- e proprio Amore, Vita e Politica sono i primi pilastri di una bellezza travolgente a cedere convertendoci da innata pulsione vitale a mero oggetto di consumo.
Ed è qui che si pone "Maravigliosamente".
La forza prorompente ad arginare la cultura del declino, morale ed estetico, nasce dalla penna di una donna che il panorama cultural-femminista non tarderà a censurare e nascondere nell'angolo delle innominabili come Vittoria Guerrini (e come non dar ragione all'autrice nel definirla "un superlativo vivente, con la sua bellezza di donna magnifica, finissima" tra questa folla ordinaria che siamo costretti giornalmente a sciropparsi ma incapace a propria volta di tollerare il genio dissidente?)
La giovinezza infuocata serbata e annotata nelle pagine non esprime alcuna nostalgia ma la ripropone, la invoca riscoprendo con "esercizi di ammirazione" personalità e prosa che, senza tempo, fanno palpitare il cuore e inondano di entusiasmo l'animo di chi ancor sa emozionarsi e vedere. Anna però non si sofferma alla letteratura, si inoltra nell'estremo oriente e ci immerge con toni armonici e raffinati nel Giappone eroico, in quella via di dolore ed entusiasmo, nella grandezza morale che condurrà l'uomo al "pazzo morire"; non risparmia la (fanta)politica del Bel paese né i temi d'attualità come l'utero in affitto e le violenze nella quotidianità femminile.
Prese di posizioni argomentate, intelligenti e riflessive a cui non si deve concedere l'indifferenza tipica d'una generazione plasmata per assimilare e accettare incondizionatamente.
Tra le mani ho una sorta di antologia capace in poco più di ottanta pagine di sovvertire l'ordine e ridare un senso alla scrittura, al pensiero, ma soprattutto agli autori trascorsi o sottovalutati: un libro che i giovani dovrebbero indiscutibilmente e risolutamente leggere e possedere per afferrare la propria vita e riaffermare la profondità d'intelletto e spiritualità che ci appartengono.
Ma sorge in me il dubbio d'esser impreciso.
Non si tratta esclusivamente di un testo per i giovani dimentichi delle proprie radici ma intravedo un riflesso di propri e intimi orientamenti.
Rivaluto e rileggo tutto il libro in un'ottica differente, quasi celasse uno scritto autobiografico. Forse involontariamente Anna ci racconta di sé, di come si è formata, delle battaglie, dell'incantevole che ha vissuto tra scuola, lavoro, amore, narrativa, poesia e politica; lo rievoca attraverso le sorprendenti parole dei grandi e ci rivela di come gli autori non siano altro che fautori del nostro destino. Comprensibilmente dovremo smettere di considerare la lettura banale intrattenimento e allontanare da noi la volgarità del vivere di farsa.
Sono lieto che i molti artisti presenti in "Maravigliosamente" siano gli stessi su cui poggiano le mie scelte, i miei consigli, i miei pensieri (un plauso mio personalissimo per la lettura 'polifonica' di Meyrink...) e non posso perciò che persuadervi a leggere e interpretare questo pamphlet di coraggio e forza e fascino affinché ci si possa empire di MARAVIGLIA al giorno d'oggi.
Smetteremo allora le dozzinali ed improprie espressioni alla volta di un rinnovato desiderio d'essere vivi, audaci.
Fortemente inattuali.
Mai obsoleti.
_ivan capra_