29/07/2024
"E tutto un magna magna" diceva tra il serio e il faceto la nostra campionessa d'incassi Paola Cortellesi alla cerimonia dei David. Quando si tratta di premi, selezioni, finanziamenti pubblici, commissioni culturali, statali e non, tutto è rimasto come nei film di Totò e Fabrizi, in quegli uffici stipati da scrivanie, dove la piccola media e grande corruzione si dipana inesorabile, con il funzionario integerrimo che gradualmente diventa sempre più disponibile. Chissà perché... Passano i governi, cambiano i ministri, si succedono le commissioni, ma il "merito" che addirittura oggi troneggia nell'intestazione di un ministero a caso, se ne sta sempre più rintanato, in sceneggiature mai aperte, in film mai visionati, in audizioni mai avvenute. "È meglio che ti porti una salciccia" suggeriva il padre a Rocco Papaleo, per "facilitare" la cancellazione dall'università di Arcavacata, non l'iscrizione, badate bene, la cancellazione... . Quindi tutto è rimasto all'italietta democristiana con pile di raccomandazioni, a stipare le suddette scrivanie, e scambi di cortesie quasi ostentati. O poco dopo, anni '90, esperienza personale, al Minturismo, io rappresentante degli autori in Commissione Centrale di Cinematografia, ministra Margherita Boniver, direttore Carmelo Rocca, quando alla fine di tre ore interminabili a discutere del nulla, il direttore afferrava il microfono e in cinque minuti cinque, distribuiva milioni di fondi del ministero, a decine di associazioni fantasma venute a presentare rassegne e premi che si moltiplicavano come famigliole di funghi dopo la pioggia, di anno in anno. I cosiddetti finanziamenti a pioggia, appunto. Di uno mi è rimasta memoria. Un premio dedicato a Simon Signoret, scritto a lettere cubitali sul frontespizio, SIMON SIGNORET, la nota attrice francese, diventata per l'occasione attore e uomo.