Il MIO Cinema.

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Il MIO Cinema. Tanti film, tante vite.

18/08/2026

ULISSE CONTRO TUTTE LE GUERRE.

Si può capire l’Odissea di Nolan ascoltando i figli, si possono capire meglio i figli, guardando l’Odissea di Nolan.
Loro che, almeno nel nostro Paese, non hanno vissuto le 2 Guerre Mondiali, sono oggi, spaesati dalle "nuove guerre mondiali a pezzi", alle quali non erano preparati; vedendo il film di Nolan, novello "aedo" di una nuova tragica "Odissea", si può capire il perché di tanto interesse e "stupore" che la pellicola messaggia.
Allora, provando ad avvicinare le generazioni, aiuta una frase della nuova Calipso cinematografica, destinata all’eroe/antieroe, che, sfinito dalla fatica più del previsto a ritrovare la strada di casa: "Rinuncia a combattere, rinuncia al controllo. E vivi! È un atto di fede..."

Per chi ama una "libertà" che al giorno d'oggi non c'è più, nemmeno nell' America  dei cowboys, questo film è il miglior...
08/05/2026

Per chi ama una "libertà" che al giorno d'oggi non c'è più, nemmeno nell' America dei cowboys, questo film è il migliore.
Solo sotto le Stelle -1962 Miller-mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it).

"Douglas a cavallo contro il progresso."

Questo vecchio film, prodotto ed interpretato dall'allora giovane Kirk fu anche il suo preferito. Stupenda la fotografia in bianco e nero, con la regia dell'ottimo Miller (Merletto di mezzanotte) e la sceneggiatura tratta da un romanzo (The Cowboy Brave) che Trumbo costruisce su misura per Douglas. La storia, ambientata ai confini del Messico, è un western moderno; un uomo che non riesce ad adattarsi ai nostri tempi, mettendosi volontariamente nei guai pur di restare fedele alle sue due fidanzate, la libertà ed una...puledra di tre anni, con la quale scala una montagna per attraversare il confine col Messico, ma, si sa, non si possono avere due amanti e sarà la puledra a spuntarla... Per contorno, un cast di grande livello: Walter Matthaw, Gena Rowlands e George Kennedy. Douglas si avvale di una sceneggiatura riscritta da Dalton Tumbo (già vittima di accuse maccartiste) e di un'ottima fotografia in bianco e nero. Ma il suo appuntamento con la libertà oltre il confine del Messico troverà come ostacolo un Camion che trasporta wc. La puledra che tanto amava verrà investita e Kirk ferito e sdraiato sull'asfalto bagnato assiste allo sparo che finirà la sua "amante". Lo sceriffo (Walter Matthaw) che sopraggiunge, finge di non riconoscere il ricercato, guadagnandosi un pò di Paradiso (se c'è...).

Per il commento su Crans Montana ritengo opportuno ricordare questo "vecchio" film.PANE E CIOCCOLATA-1974 F.Brusati - mi...
28/04/2026

Per il commento su Crans Montana ritengo opportuno ricordare questo "vecchio" film.
PANE E CIOCCOLATA-1974 F.Brusati - mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it).
Non posso capire come è possibile oggi, come hanno fatto all'epoca molti critici, dare soltanto 3 stelle su 5 a un film perfetto come questo.
Forse perchè i critici italiani sono i peggiori del mondo "quando il film è italiano?" Come "I soliti ignoti", "La grande guerra", "Tutti a casa", "Una vita difficile", "Il sorpasso", "Lo scopone scientifico" o "C'eravamo tanto amati", "Pane e cioccolata" è una commedia all'italiana perfetta. Nino Manfredi, (che la critica italiana ha sempre snobbato, per le sue dialettali origini...) al pari di Sordi, è uno dei più grande comici della storia del Cinema. La sua performanza "chaplinesque" è da sola una ragione per fare di questo film un classico eterno. La precisione chirurgica della scenegiattura, il flawless tempo narrativo, e, soprattutto, l'imprevidibilità emozionale tipica del grand genre : come spettatore, non posso mai sapere se la prossima scena sara' una per ridere o per piangere (come sempre, con la commedia all'italiana, la più straordinaria esplosione di creatività comica del cinema). L'ultima scena, dove Manfredi sta immobile sulla frontiera, dopo essere sceso dal treno degli emigrati che tornano in patria (avendo l'ultima insopportabile delusione: "tutti" si mettono ad intonare con un insopportabile rassegnazione nostalgica al 1000, "Simmo a Napule Paisà "...) con la sua vecchia valigia e i suoi capelli semibiondi, semibruni, è un momento di cinema indimenticabile. Pane e cioccolata del 1974 non sara mai un "vecchio" film, perchè ha il valore di una metafora universale e eterna sulla situazione di tutti gli immigrati in tutti i paesi; e evidemente perchè la sua comicità ad un tempo "drammatica" e irresistibile.

La Metafora della VitaStringi i denti e vai"(Bite the bullet) 1975- Richard Brooks-mia recensione completa pubblicata su...
26/04/2026

La Metafora della Vita

Stringi i denti e vai"(Bite the bullet) 1975- Richard Brooks-mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it

All'inizio del secolo, un giornale americano invita i lettori ad una gara di resistenza: si tratta di percorrere a cavallo ben 800 miglia su terreni accidentati e assai diversi. Alla competizione partecipano alcuni uomini e una donna: avranno partita vinta i due reduci (Hackman e Coburn), nonostante le difficoltà causate anche dalla donna, che aveva altri scopi che vincere la gara.
Finale inaspettato. Ma il succo del film, (il cui titolo originale si riferisce al mal di denti del concorrente messicano, al quale i suoi amici/avversari incapsulano un molare con un bossolo di proiettile da Wi******er) con un cast eccezionale, in particolare stato di grazia, da Hackman a Coburn, alla splendida Bergen..., è una "metafora della vita", non solo tipica di storie Western, ma che si può adattare alle vicende terrene di tutti noi.
Il film ebbe una candidatura agli Oscar 1976.
Una pellicola che amo particolarmente, non tanto per la regia di Brooks (L'ultima Caccia- I Professionisti), che, talvolta lascia un po' da desiderare, ma per il racconto di "una storia di modernità" nel vecchio e selvaggio West-per la prima volta si vede una motocicletta- (girato tra New Messico e Colorado) e soprattutto per l"esaltazione del rapporto animalista: "per vincere una corsa di durata, il cavallo non va frustato, ma deve essere amato e rispettato".

IL LAUREATO -1967 M.Nichols-(mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it).Oggi Iris TV, dopo la "scorpacciata refe...
25/03/2026

IL LAUREATO -1967 M.Nichols-(mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it).
Oggi Iris TV, dopo la "scorpacciata referendaria" ci delizia di una pellicola cult del Cinema americano che da molti viene definita come una commedia di protesta, da inserire tra quelle pellicole agro-dolci che sono nate nel clima rivoluzionario del sessantotto.
A mio avviso, non lo è affatto, a parte il fatto che il 68 è l'anno in cui si aggiudico' l'Oscar alla regia.
Io il laureato me lo ricordo, soprattutto per le musiche di Simon & Garfunkel, per il duetto Alfa Romeo e per la storia di "iniziazione" al sesso di un ragazzo della media-borghesia di quelli anni (oggi completamente "scomparsa", almeno in America).
Le generazioni che hanno vissuto il sessantotto, come lo conosciamo noi, hanno altri ricordi, dove la "commedia", narrata del film, è quasi inesistente.
C'è chi si ricorda di Hoffmann giovane, basso come da "adulto", ma giovane: diciamo che a ricordarselo sono soprattutto le signore. C'è, ancora, chi si ricorda della Bancroft (Anne), attrice qui nella veste della "strega" ammaliatrice, con molti problemi di alcol e poi per il fatto che si porti a letto l'imberbe Hoffman, all'inizio imbranato, (salvo poi diventare quasi indifferente al sesso) innescando una relazione quanto mai pericolosa, che ha mostrato qui, come in molte altre pellicole, la sua immensa bravura di attrice, ancora giovane (nemmeno quarantenne), in un ruolo che la fa apparire con un'età d' immensa decadenza.
C'è infine l'aria di Berkeley e delle Università americane, fino a quell'epoca ancora piene di giovani rampolli "borghesi", che solo più tardi si sarebbero trasformate in campi di battaglia e nuclei centrali delle proteste giovanili.
Ma sostenere, come fa qualcuno che si sente l'aria del 68...proprio no.
Comunque sia, parecchia nostalgia per questa chicca che ci riporta agli anni della nostra giovinezza.

16 NOMINATIONS a noi sembrano troppe...(mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it)" I Peccatori" (Sinners) è un ...
16/03/2026

16 NOMINATIONS a noi sembrano troppe...
(mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it)

" I Peccatori" (Sinners) è un film del 2025 scritto, diretto e co-prodotto da Ryan Coogler. La pellicola ha come interpreti principali Michael B. Jordan (in un doppio ruolo), Hailee Steinfeld, Miles Caton, Jack O'Connell, Wunmi Mosaku, Jayme Lawson, Omar Benson Miller, Buddy Guy e Delroy Lindo.
Se qualcuno pensasse che questo film sia solo un thriller, non sa cosa lo aspetta.
Quello che è certo che in Italia la pellicola non è piaciuta, mentre negli States l'adorano, il motivo nessuno lo sa, ed anche le tante candidature agli Oscar, a noi europei sono incomprensibili, ma il film certamente "di colore" più premiato proprio in quell' America di Trump, che da noi risulta incomprensibile, senza una trama filante per noi, è, invece, uno splendido affresco di un periodo storico passato (anni 30), ma nelle intenzioni di chi lo ha scritto, indefinito, forse eterno; per chi ama il blues, quello "vero" e antico dei neri, da non confondere con la vetusta immagine retorica dei Gospel, troppo "religiosi" e inadatti alla crudezza, ostentata in ogni frame e che accompagna ogni sequenza di questa immensa pellicola, non si può capire...forse solo ascoltare o meglio "sentire".
Solo verso la fine, lo sceneggiatore fa comprendere che, in fondo, si tratta di un film sui vampiri; ma non sono parenti del "pallido" conte Dracula, anche se il Diavolo tentatore "per l'amore eterno" assume le sembianze di un bianco...che parla cinese.
I Peccatori saranno tutti puniti dalle sue tentazioni di immortalità, tranne il protagonista che si salverà grazie proprio al blues ed alla forza della sua chitarra che sconfiggera' il demone anche dopo 60 anni.
BUONA VISIONE E...SOPRATTUTTO "ASCOLTO" (Ludwig Goransonn).

19/02/2026

Consigliato ad un pubblico 14+Una storia d’amore tinta di giallo: indizi, false piste, digressioni, tutto narrato in prima persona. Ma anche un racconto s[...]

Paris, Texas (1984) di Wim Wenders- (mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it)Un “road movie” ambientato tra Ca...
23/01/2026

Paris, Texas (1984) di Wim Wenders- (mia recensione completa pubblicata su MyMovies.it)
Un “road movie” ambientato tra California e Texas, ma penso sia molto di diverso e di più di questo.
Travis crolla stremato nel deserto della Califoria, Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino e viaggia da Los Angeles ad Houston con questo particolare punto di vista: le insegne al neon, i tramonti rosso fuoco, le nuvole basse...
Suo fratello lo porta a casa, dove l'uomo ritrova suo figlio di otto anni. Poco a poco Travis esce dal silenzio e stabilisce un buon rapporto col bambino
É una storia famigliare complessa, con un finale che lascia un senso di amara incompletezza.
Il protagonista Travis,
all’inizio del film, lo vediamo vagare nell’immenso deserto del Mojave. Non dorme, non parla, cammina e basta.
Solo andando avanti nella visione del film, fino all’iconica scena della confessione al telefono, capiamo davvero chi é, e cosa ha fatto.
Sarà un caso che si chiama anche lui Travis, come il Travis Bickle di Taxi Driver (Scorsese) di De Niro-qualcuno infatti ne ha ravvisato anche altre similitudini- Nastassja Kinski, che interpreta Jane non è solo lì per eredita' paterna: è una vera Star a tutto tondo.
Poi c'è il piccolo Hunter, che all’epoca delle riprese aveva sette anni ed era al suo esordio cinematografico.
Un bambino che é quasi un piccolo adulto, con la saggezza di un grande filosofo.Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino in questo suo road movie sraordinario anche grazie ad immagini perfette.
Un Grande film, tra i migliori del regista, forse anche più interessante di Il Cielo sopra Berlino.

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