Tutte le recensioni del Leo

Tutte le recensioni del Leo Questa pagina è stata creata con l'intento di manifestare e condividere con voi tutto l'amore che nutro per il cinema.

Questa è la mia storia

"C'era una volta a... Fiesole" un ragazzo che scoprì "La grande bellezza" del cinema e ne rimase folgorato. Poi arrivò "La dolce vita" fiorentina e tra un Cuba libre e un Long Island non smise di andare al cinema assieme ad altri "Vitelloni". Esso si iscrisse anche alla "Scuola Nazionale di cinema indipendente" dove insieme ai suoi nuovi "Compagni di scuola" visionò innumer

evoli capolavori. Sì, sembrava proprio di essere al "Nuovo cinema Paradiso" di Tornatore. Questa "Folle passione" portò inoltre il ragazzo a divenire un accanito lettore di "Ciak" che compra regolarmente da anni. Il giovane ama in particolar modo Carlo Verdone, a suo parere è veramente un artista "Troppo forte"!. Sosterrà fino alla morte che guardare film è e sarà per sempre "Un sacco bello".

"Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore...
31/08/2026

"Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”.  Marcel Proust

Municipal Library of Prague
31/08/2026

Municipal Library of Prague

R.i.P. Tim Curry. Grazie di tutto 🙏🙏🎬
27/08/2026

R.i.P. Tim Curry. Grazie di tutto 🙏🙏🎬

Tim Curry always knew the assignment.

Signore & signori - Pietro Germi smaschera la borghesia del dopoguerra.Tra le commedie all'italiana maggiormente riuscit...
26/08/2026

Signore & signori - Pietro Germi smaschera la borghesia del dopoguerra.

Tra le commedie all'italiana maggiormente riuscite degli anni '60 è doveroso menzionare "Signore & signori", un vero e proprio gioiellino diretto da Pietro Germi. Il compianto regista genovese, in quello che si può definire come il terzo capitolo della sua trilogia satirica cominciata con "Divorzio all'italiana" e proseguita con "Sedotta e abbandonata", mette alla berlina la borghesia del dopoguerra.
"Signore & signori" è ambientato nel veneto e vede come protagonisti un nutrito gruppo di commercianti e professionisti facoltosi che dietro le loro esistenze apparentemente votate alla rettitudine celano non pochi scheletri nell'armadio.
In questo campionario di un' umanità corrotta e improntata all'omologazione spiccano tre storie strutturate, per merito di Ennio Flaiano, allo stesso modo di un romanzo suddiviso in tre capitoli. Nel primo vediamo come protagonisti Toni Gasparini (Alberto Lionello), il dongiovanni per antonomasia del gruppo, e il dottor Castellan (Gigi Ballista). Il primo confesserà all'amico di essere impotente da più di un anno. Castellan non perderá l'occasione di sbeffeggiare Gasparini ad una festa, facendolo diventare lo zimbello di tutti.
Seguirà un colpo di scena memorabile.
La seconda vicenda, nonché la più riuscita, ha come protagonista il ragionier Osvaldo Bisigato (Gastone Moschin), un uomo di mezz'età totalmente rassegnato ad una vita monotona e priva di guizzi accanto all'insopportabile moglie Gilda che non perde occasione per umiliarlo e per screditarlo di fronte ai figli. Si scoprirà però che Osvaldo è segretamente innamorato dell'eterea Milena (Virna Lisi), la giovane cassiera del bar sotto casa. Quando i due troveranno il coraggio di amarsi alla luce del sole l'opinione pubblica non li perdonerà, amici compresi.
Infine nell' ultimo capitolo della pellicola in questione vediamo una giovane e avvenente ragazza di campagna di nome Alda (Patrizia Valturri), la quale, pur di ottenere quello che vuole, non esita ad andare a letto con uomini borghesi di una certa età. Successivamente il padre di Alda, che si scoprirà avere sedici anni, denuncerà tutti per corruzione di minore.
"Signore e signori", selezionato nella prestigiosa lista dei 100 film da salvare, è una di quelle opere ancora oggi attuali. Nella società odierna come in quella di allora infatti alcune classi sociali sono fagocitate dall' ipocrisia. Germi mette in scena individui cinici ed egoisti che si preoccupano prevalentemente del giudizio altrui. La realtà è che, nonostante l'agevolezza economica e le posizioni di prestigio ricoperte da queste persone, esse sono a loro modo delle vittime del sistema. Infatti nonostante siano protetti sistematicamente da istituzioni politiche, ecclesiastiche ecc... Questi borghesi piccoli piccoli sono destinati ineluttabilmente alla massificazione. La mosca bianca del film è il ragionier Osvaldo Bisigato, interpretato magistralmente da un Moschin che cambia registro con una disinvoltura veramente ammirevole. Bisigato è l'unico a cui dentro di sè è rimasta intatta quella purezza che gli consentirebbe di essere felice.
Ma suo malgrado si trova in un periodo storico in cui l'adulterio è tacitamente consentito mentre la separazione non è socialmente accettabile.
Lionello, Ballista, Fabrizi e gli altri risultano azzeccatissimi nei rispettivi ruoli. Riescono infatti ad infondere ai personaggi che incarnano la giusta dose di pateticità e superficialità.
Uscito al cinema nel 1966, "Signore & signori" vinse l'ambito Grand Prix per il miglior film al Festival di Cannes in ex aequo con "un uomo, una donna". La sceneggiatura fu scritta, oltre che dallo stesso Germi, da Age & Scarpelli, da Ennio Flaiano, che non venne accreditato, e da Luciano Vincenzoni. Quest'ultimo, intenzionato ad esordire nella regia con un film sulla provincia, aveva raccolto appunti su fatti accaduti a Treviso, sua città natale. Germi, entusiasta del materiale raccolto da Vincenzoni, suo sceneggiatore di fiducia, entrò nel progetto e divenne lui stesso il regista.
Il seguente aforisma del celeberrimo filosofo statunitense Herbert Marcuse risulta essere fortemente correlato con il significato di questo capolavoro tutto italiano: "Vivere nella realtà significa per la società borghese avere soltanto piaceri limitati e differenti ed ottenere sicurezza in cambio d'infelicità e di continue inibizioni."
Dopo aver visionato la pellicola vi accorgerete che essa non è popolata nè da signore nè tantomeno da signori. D'altronde, come disse l'immortale Totò: "Signori si nasce, ed io modestamente lo nacqui." Ebbene, non è il caso di questi squallidi borghesucci di provincia.

Tantissimi auguri ad uno dei migliori attori della sua generazione. Buon compleanno Picchio 🤩🎂🥳🎬🎭📺
24/08/2026

Tantissimi auguri ad uno dei migliori attori della sua generazione. Buon compleanno Picchio 🤩🎂🥳🎬🎭📺

• Cine-anniversari •

24 agosto 1969

Sono oggi 57 anni per uno dei più importanti rappresentanti del nostro Cinema.
Del resto, fino a qualche anno fa si diceva che i personaggi "li facesse tutti lui".

Tantissimi auguri a Pierfrancesco Favino!

🥳

Blanca - Indagini di una cittadina non vedente dotata di empatia.Tra le serie di maggior successo uscite negli ultimi an...
22/08/2026

Blanca - Indagini di una cittadina non vedente dotata di empatia.

Tra le serie di maggior successo uscite negli ultimi anni va senza dubbio annoverata "Blanca". Quest'ultima vede come protagonista Blanca Ferrando (Maria Chiara Giannetta), una giovane non vedente che, assieme al fidato cane guida, lavora per la Polizia in qualità di consulente. Nello svolgere questa mansione è affiancata dall'aitante e coraggioso collega Michele Liguori (Giuseppe Zeno). I due, a loro volta, prendono ordini dal burbero commissario Bacigalupo (Enzo Paci). Nel corso delle puntate molteplici flashback porteranno lo spettatore a conoscere il passato dei personaggi principali nonché il motivo per il quale Blanca è diventata cieca. "Blanca", oltre al grande successo riscontrato sia in termini di ascolti che di critiche, ha avuto il merito di consacrare il talento indiscusso di Maria Chiara Giannetta. La sua interpretazione di questa giovane donna alle prese con un gravoso handicap è davvero perfetta. La versatile attrice foggiana riesce a costruire un personaggio sfaccettato che, nonostante la sua condizione, aborra il compatimento. Blanca è una vera e propria forza della natura che, per sentirsi viva, non può esimersi dall'aiutare il suo prossimo. Anche se ciò comporta rischiare la propria vita. Gli stessi personaggi di contorno si rivelano interessanti poiché risultano tutti approfonditi oltre che incarnati da attori bravissimi, i quali meriterebbero più spazio nell'attuale panorama italiano dell'audiovisivo. Oltre ai già citati meritano una menzione anche Pierpaolo Spollon, Sara Ciocca, Ugo Dighero, Michela Cescon, Stefano Dionisi e Matilde Gioli tra i tanti. "Blanca" però non si limita a raccontare semplicemente le vicissitudini che si susseguono. Questa serie, tratta liberamente dai romanzi di Patrizia Rinaldi, infatti ha come peculiarità quella di comprendere al suo interno sequenze oniriche che mostrano efficacemente al pubblico il modo in cui la protagonista non vedente ricostruisce la realtà. Un altro punto di forza di questo prodotto dal respiro internazionale ambientato a Genova è quello di riuscire a condensare abilmente i generi più disparati. Si passa con disinvoltura dal dramma alla commedia, senza rinunciare ad una significativa componente poliziesca e ad una thriller. Inoltre nella serie vengono utilizzati sapientemente sia i plot twist che i cliffhanger. "Blanca" riesce a fondere magistralmente elementi canonici con altri innovativi. Lo sviluppo di alcune linee narrative, come ad esempio quella investigativa e sentimentale, appare decisamente convenzionale. Tuttavia, come già accennato in precedenza, questa serie targata Rai elude la retorica e il pietismo ponendo al centro del racconto un'eroina che ha come superpotere quello dell'empatia. Blanca infatti, sotto certi aspetti, vede molto di più rispetto alla gente "comune" poiché non si ferma mai alla superficie delle persone. Al contrario, per merito della sua enorme sensibilità, riesce a scandagliare l'anima di ogni singolo individuo. All'interno delle serie in questione, tra le tante, è presente una scena ricorrente in cui la nostra protagonista, appena sente piovere, esce di casa perché il fenomeno atmosferico sopraccitato cadendo sulle cose produce suoni diversi che permettono alla ragazza di orientarsi. Questa sequenza racchiude al suo interno il significato stesso dell'intera operazione giacché, citando il noto attivista e filosofo indiano Mahatma Gandhi: "La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia." In attesa che esca la quarta e ultima stagione consiglio a tutti voi, qualora non lo abbiate ancora fatto, di recuperare questo autentico gioiellino della serialità televisiva nostrana. Sono convinto che, citando il capolavoro di Elio Petri, amerete molto seguire le "Indagini di una cittadina non vedente dotata di empatia".

Io sono l'abisso - Donato Carrisi torna al cinema.A distanza di tre anni da "L' uomo del labirinto" il maestro del brivi...
19/08/2026

Io sono l'abisso - Donato Carrisi torna al cinema.

A distanza di tre anni da "L' uomo del labirinto" il maestro del brivido nostrano nel 2022 tornò sul grande schermo con "Io sono l'abisso".
Tratto dall'omonimo romanzo divenuto un bestseller il suddetto film racconta le vicissitudini di tre personaggi principali.
L' uomo che puliva è uno psicopatico divenuto tale a causa di violenze subite da piccolo, la cacciatrice di mosche protegge le donne da soprusi di natura maschile. La donna è rimasta irrimediabilmente segnata da un fatto accaduto anni fa che ha visto coinvolto suo figlio. Infine la ragazza dal ciuffo viola è un'adolescente costretta da un ragazzo a prostituirsi.
Questi tre individui sono collegati tra loro dal "male", elemento imprescindibile nelle opere di Carrisi. "Io sono l'abisso" è un thriller a tinte horror che funziona. Gli attori sono tutti bravi. Il regista de "La ragazza nella nebbia" qui sceglie di non svelare i nomi del cast allo scopo di accrescere l'empatia dello spettatore nei confronti dei personaggi. Espediente che funziona. Dopo aver portato al cinema la vicenda di una ragazza scomparsa e di una giovane donna prigioniera di un labirinto l'osannato scrittore pugliese ci seduce con un mystery ad orologeria pieno di colpi di scena e di simbolismi.
La spazzatura è un elemento fondamentale del film in quanto, come asserisce l'uomo che puliva, è in essa che comprendiamo la vera natura delle persone e non sui social poiché la spazzatura non mente.
Molto azzeccata risulta anche la location.
"Io sono l'abisso" infatti è ambientato nell'affascinante e misteriosa Como. Il lago lo si può considerare come un vero e proprio componente del cast. Carrisi, come di consueto, fa una vera e propria indagine sulla mente deviata di un uomo. Ma essendo tale, Carrisi ci fa empatizzare con lui mostrandoci i motivi che lo hanno portato a diventare un "mostro". Questo non vuol dire che lo assolve. Semplicemente lo tratta da essere umano. Anche gli altri personaggi sono ben scandagliati.
Il seguente estratto del romanzo omonimo sintetizza il significato più recondito di "Io sono l'abisso": "Abbiamo la presunzione di conoscerli per il solo fatto di averli messi al mondo, ma a volte ci lasciamo distrarre dall’amore che proviamo per loro e ci rifiutiamo di vedere. Però dentro di noi lo sappiamo benissimo… Se non fai nulla per impedirgli di compiere del male, allora la colpa è tua.”
La forza di Carrisi sta nell'aver creato attraverso i suoi romanzi e i suoi film un autentico mondo a parte dal quale, una volta entrati, non si vuole più uscire. Sono convinto che a breve verrà coniato il termine "carrisiano". Quest'autore, salito alla ribalta grazie a "Il suggeritore", sua prima opera letteraria, ha trovato una nuova chiave per affrontare i generi del thriller e dell'horror. Uno dei suoi meriti più grandi è quello di eludere nei suoi film scene splatter o gratuitamente disturbanti. Ogni elemento che mette in scena infatti è funzionale al racconto. Non c'è niente di forzato. "Io sono l'abisso" non fa eccezione. Consiglio dunque di vedere questa bellissima storia di redenzione. Ne vale davvero la pena. Comprenderete a fine visione che, citando una battuta presente nella pellicola, "il male è un cerchio".

Io & il Bogani al cinema!
18/08/2026

Io & il Bogani al cinema!

Tantissimi auguri leggenda 🤩👏🎬
17/08/2026

Tantissimi auguri leggenda 🤩👏🎬

ROBERT DE NIRO, 83 anni oggi.
Non ho altro da aggiungere vostro onore! 💥

Due spicci - Il microcosmo di Zerocalcare si tinge di noir.Uscita di recente su Netflix, "Due spicci" si può considerare...
09/08/2026

Due spicci - Il microcosmo di Zerocalcare si tinge di noir.

Uscita di recente su Netflix, "Due spicci" si può considerare a tutti gli effetti come la terza serie animata creata, scritta e diretta da Zerocalcare, il talentuoso fumettista aretino. Quest'ultimo, dopo "Strappare lungo i bordi" e "Questo mondo non mi renderà cattivo", torna a raccontare le vicende del suo microcosmo popolato da personaggi residenti a Rebibbia, luogo dove lo stesso artista, dopo esserci cresciuto, abita tutt'ora. In "Due spicci" Zero, il protagonista nonché alter ego del suo autore, si farà convincere dal suo amico Cinghiale a diventare socio di un locale che cominceranno a gestire assieme. L'evidente difficoltà economica che affligge Cinghiale lo porterà a commettere un errore che avrà gravi ripercussioni su di lui e sulle persone che gli gravitano intorno. Contemporaneamente nella vita di Zero tornerà inaspettatamente una persona che cambierà radicalmente la sua routine. Zerocalcare dirige quella che fino ad ora si può considerare come la sua opera più matura. "Strappare lungo i bordi" era incentrata quasi esclusivamente sull'aspetto emotivo dei personaggi mentre in "Questo mondo non mi renderà cattivo" subentrava prepotentemente la dimensione politica. "Due spicci", rispetto alle serie precedenti, si discosta dall'abituale aderenza ai fumetti, abbracciando sapientemente il genere noir. Nonostante ciò Zerocalcare riesce a rimanere fedele a sé stesso. Anche in questo caso infatti, mediante una narrazione autobiografica filtrata da una buona dose di ironia, il noto vignettista italiano affronta tematiche sociali complesse e purtroppo attuali come il bullismo e la precarietà economica ed emotiva delle nuove generazioni. "Due spicci", sotto certi aspetti, si può considerare come un vero e proprio saggio psicologico giacché sonda la complessità dell'animo umano e, di conseguenza, analizza le sue numerose contraddizioni. L'ultima fatica di Zerocalcare inoltre pone il focus sui quarantenni di oggi, individui schiacciati dal peso opprimente delle responsabilità che faticano a diventare adulti. Il fatto che Zerocalcare stesso dia la voce a gran parte dei personaggi come nelle serie precedenti funziona. Da un certo punto di vista questo espediente narrativo simboleggia il fatto che la sua attuale personalità sia fortemente influenzata da coloro con i quali il protagonista condivide quotidianamente la vita. Meritevole di essere menzionato risulta inoltre un irresistibile Valerio Mastandrea. Il pluripremiato attore romano infatti, come di consueto, presta la voce all'Armadillo, figura chiave nelle serie di Zerocalcare poiché rappresenta la sua coscienza. Alcuni duetti tra Zero e l'inseparabile animale sono davvero esilaranti. Così come lo sono tante altre sequenze. Guardando "Due spicci" infatti si passa in una frazione di secondo dal pianto al riso. Ciò avviene perché questa dramedy animata è scritta divinamente. I personaggi si rivelano sfaccettati, la storia include al suo interno colpi di scena inaspettati e, inoltre, le digressioni e i voli pindarici riescono ad essere incisivi e ben contestualizzati. Anche la rottura della quarta parete è gestita magistralmente. Zerocalcare inoltre, come aveva già fatto in precedenza, evita intelligentemente di dare giudizi netti poiché essendo la vita piena di sfumature, per osmosi lo sono anche le persone. Pertinente a tal proposito risulta il seguente aforisma del noto scrittore tedesco Charles Bukowski: "La verità sta nelle sfumature."
Michele Rech, "alias" Zerocalcare, fa nuovamente centro ricordandoci che, nonostante le nostre numerose imperfezioni, noi esseri umani valiamo decisamente più di "Due spicci".

Indirizzo

Via Bastianini N. 11
Florence
50014

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