13/07/2026
Senza pelle - Il disagio mentale raccontato da Alessandro D'Alatri.
Uscito nelle sale italiane nel 1994, "Senza pelle" è il secondo film del compianto Alessandro D'Alatri. Dopo aver affrontato il tema del fascismo in "Americano rosso", la sua opera prima, l'eclettico regista romano decise di trattare il disagio mentale portando sul grande schermo una vicenda in cui una coppia avrà a che fare con un giovane affetto da una malattia di natura psicologica. Riccardo (Massimo Ghini), Gina (Anna Galiena) e il loro bambino costituiscono una famiglia di media estrazione sociale che conduce una vita ordinaria. Fino a quando nella loro routine irromperà Saverio (Kim Rossi Stuart), un giovane psicolabile che comincerà ad inviare a Gina lettere d'amore. "Senza pelle" è una pellicola pienamente riuscita che riesce, senza retorica, a porre l'attenzione sulla malattia psichiatrica, una tematica già ampiamente esplorata dal cinema. Nonostante ciò merita sempre di essere raccontata se nel farlo si trovano chiavi inedite e al contempo esaustive come in questo caso. D'Alatri evita virtuosismi tecnici optando felicemente per una fotografia dai colori naturali e dai toni spesso freddi che conferisce il realismo di cui necessitava una storia come questa. Incisivi inoltre risultano i numerosi primi piani, soprattutto nei confronti di Saverio. Questo espediente registico infatti manifesta con efficacia tutto il disagio da cui è afflitto il ragazzo. Per quanto riguarda il montaggio quest'ultimo appare lineare, di conseguenza volto a privilegiare l'intensità emotiva del film. La stessa colonna sonora si rivela discreta allo scopo di non sovrastare la narrazione. Ghini e la Galiena sono perfetti nei panni di queste due persone comuni alle prese con una questione più grande di loro. Il punto di forza però risiede nella monumentale interpretazione di un Kim Rossi Stuart in stato di grazia. Il versatile attore romano infatti offre una delle performance migliori della sua carriera. Il personaggio di Saverio è interpretato in modo misurato ma allo stesso tempo si riesce a toccare con mano tutta la sua sofferenza interiore. Di conseguenza lo spettatore non può fare altro che empatizzare profondamente con lui. Completano il cast bravissimi attori come Paola Tiziana Cruciani, Marina Tagliaferri, Rocco Papaleo e Luca Zingaretti tra i tanti. "Senza pelle" ha il merito di far entrare in connessione il mondo dei presunti "normali" con quello dei cosiddetti "diversi". D'Alatri mostra, tramite una sequenza molto efficace, come nei confronti di quest'ultimi sia presente, da parte di un certo tipo di persone, una severa forma di pregiudizio. Purtroppo, nonostante siano passati più di trent'anni, alcuni individui continuano vergognosamente a discriminare le persone mentalmente instabili. Pertinente a tal proposito si rivela il seguente aforisma del celebre psichiatra ungherese Thomas Szasz: "In passato, gli uomini crearono le streghe; oggi creano i malati di mente".
"Senza pelle" funziona anche perché rifugge qualsivoglia pietismo. Nel lungometraggio in questione, pur con le dovute differenze, risultano vittime sia i personaggi mentalmente sani che quelli insani. Questo accade poiché non è facile per nessuno vivere. Di conseguenza, per poter ambire alla tanto agognata felicità, ogni essere umano, in base alle proprie caratteristiche, deve poter frequentare persone che abbiano qualcosa in comune con il suo modo di essere. È questo il coraggioso messaggio veicolato dal film. Per citare il personaggio di Marco Giallini in "Perfetti sconosciuti", "Siamo frangibili tutti, chi più chi meno". Di conseguenza è necessario che ciascuno di noi si tuteli affinché non rimanga "Senza pelle".