07/04/2026
Victor Pelevin:
il “Nostro tutto” 2.0
A CURA DI
ANDREI BLIZNUKOV
La parabola professionale di Victor Pelevin (Виктор Олегович Пелевин; nato a Mosca il 22 novembre 1962) inizia nel 1989 con la pubblicazione, sulle pagine della rivista Scienza e Religione, del suo primo racconto breve Колдун Игнат и люди (Lo stregone Ignat e gli umani), in pieno tramonto dell’Unione Sovietica.
Già nella seconda metà degli anni Novanta, la sua opera si era affermata — tanto per la critica quanto per il grande pubblico — come quella di uno dei più importanti scrittori contemporanei di lingua russa. Un punto di svolta è rappresentato dal romanzo Generation π (1999), spesso considerato il suo lavoro più emblematico e una sorta di testo identitario per l’ultima generazione cresciuta nel contesto sovietico e nel passaggio al capitalismo post-sovietico.
La sua personalità estremamente schiva — con pochissime apparizioni pubbliche e quasi nessuna informazione personale disponibile da circa vent’anni — contribuisce ad accrescere il fascino che circonda le sue opere. Nonostante ciò, Pelevin mantiene una invidiabile regolarità creativa: i suoi libri vengono pubblicati con puntualità, generalmente in autunno, e dal 2013 con cadenza annuale.
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