Amenic Cinema

Amenic Cinema AMENIC CINEMA - Circolo di cultura cinematografica federato F.I.C.C. La partecipazione è vincolata a tesseramento annuale al costo di 7,00€.

Associazione culturale cremasca no-profit attiva dal 2003, aderente alla Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (F.I.C.C.), finalizzata alla promozione e alla diffusione della conoscenza cinematografica. La tessera associativa consente la fruizione gratuita di tutte le attività organizzate dal circolo tra il 1 Gennaio e il 31 Dicembre dell'anno in corso. MAIL: [email protected]

VENERDÌ 29 maggio!Per '...AND THE OSCAR GOES NOT TO ITALY (parte 2)' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 ...
29/05/2026

VENERDÌ 29 maggio!
Per '...AND THE OSCAR GOES NOT TO ITALY (parte 2)' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

C'è la guerra. Ci si arruola (volenti o nolenti); si viene tradotti dove occorre; si impara a stare sul campo; si piange la lontananza di casa e famiglia; si tenta ogni furbizia per ti**re avanti alla meno peggio; si diventa i più grandi eroi quando le circostanze portano a farlo.
Con "La grande guerra", Mario Monicelli raggiunge per la prima volta in carriera – e nella storia nostrana tutta del Cinema, probabilmente – un'ambita perfezione d'equilibrio tra leggerezza e tragicità, e dà un prodotto dove l'immedesimazione coi personaggi protagonisti è incredibilmente forte e vicina. L'osservazione del film non può non generare meraviglia e stupore per l'imponenza dei mezzi tecnici messi a disposizione dai produttori e per la bravura espressiva dimostrata in tutti i comparti realizzativi: dalle maschere attoriali inarrivabili di Gassman e di Sordi, alla fotografia (Rotunno, Barboni, Gerardi e Serrandi) e alla messa in quadro dei movimenti corali, alla scrittura inappuntabile di Age & Scarpelli più Luciano Vincenzoni, alle musiche di Nino Rota. La migliore ricostruzione della Prima Guerra Mondiale mai fatta in Italia per onestà del racconto e per abolizione di retoriche e di tabù ammuffiti e deleteri.
Insignito del Leone d’Oro alla 20^ Mostra Internazione del Cinema di Venezia (ex aequo con "Il generale Della Rovere" di Rossellini) e nomination agli Oscar del 1960 come Miglior Film Straniero.

Ore 21:00 ▶️ inizio presentazione
ℹ️ Nel pre-serata: rinnovo iscrizioni e versamenti associativi 2026
Dettaglio rassegne: https://amenic-cinema.voxmail.it/p/wai3m5/c-da057c51

VENERDÌ 22 maggio!Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Geniali Autori contemporanei | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C...
21/05/2026

VENERDÌ 22 maggio!
Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Geniali Autori contemporanei | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Nella dimora-rifugio di un grosso magnate del settore dell'informatica sta per svolgersi un esperimento unico al mondo: saggiare tramite il Test di Turing le proprietà mentali di una macchina rivoluzionaria, di un robot antropomorfo con aspetto, movenze e aspirazioni tanto realistici da risultare sconvolgenti. Sarà davvero arrivato il momento della «singolarità tecnologica»: dell'ultima, conclusiva invenzione che il genere umano potrebbe aver fatto?
Scrittore, sceneggiatore e produttore che dai tardi anni Novanta in poi ha sapientemente aggiunto nuovi valori nel Cinema avventuroso e fanta-distopico (venendo considerato oggi uno degli Autori più in forma e originali sulla piazza), il britannico Alex Garland inaugura la sua carriera registica solista con "Ex machina": film orchestrato con grande astuzia, senso e gusto, dove matrici 'di genere' molto diverse convivono senza alcun disturbo reciproco, anzi: formando un clima di credibilità e vivezza profondissime e meravigliose. Pur al servizio del puro, sano intrattenimento – il gioco della drammaturgia, dei colpi di scena, dei sottotesti e delle illusioni è condotto in modo davvero efficace – "Ex machina" centra comunque il bersaglio dei grossi dilemmi etici che da sempre circondano la cibernetica e la robotizzazione e ci pone prospettive mai state così palpabili.
Vittoria dell'Oscar per i Migliori Effetti Speciali, su un totale di due nominations che avevano considerato anche la Sceneggiatura Originale.

Ore 21:00 ▶️ inizio presentazione
ℹ️ Nel pre-serata: rinnovo iscrizioni e versamenti associativi 2026
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VENERDÌ 15 maggio!Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Genii contemporanei | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 | ...
14/05/2026

VENERDÌ 15 maggio!
Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Genii contemporanei | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Fragilità. Rapporti interumani da condurre non troppo oltre la scorza (quanta angoscia crea il confrontarsi). Miraggi digitali e felicità futili. Dietro l'angolo, il lutto da disconnessione.
Spike Jonze è Autore di culto incline da sempre a esplorare le parti più vulnerabili e intime dell'esperienza umana contemporanea. L'originalità e una gustosa, cerebralissima bizzarria caratterizzano la sua arte e il suo stile filmico inconfondibilmente, lungo una carriera che non ha del prolifico, ma che è certamente densissima di significati e suggestioni. "Lei", la sua quarta prova da regista e la sua seconda da sceneggiatore, è un film che fende le sensibilità spettatoriali con una precisione eccezionale sapendo al contempo ammaliare (il costrutto visivo-ambientale-cromatico) e respingere (le avvilenti implicazioni sociopsicologiche). Un'opera che si piazza nel presente offrendo baluginii e avvertimenti centrati su un domani che forse è già – drammaticamente e putroppo – ieri. Tra i film del Terzo Millennio, uno dei migliori e più verosimili a presentarci il conto dei problemi dell'Io quotidiano sovrastato e permeato dalle tecnologie 'intelligenti'.
Alle musiche: gli Arcade Fire più Karen O (voce leader degli Yeah Yeah Yeahs).
Vittoria dell'Oscar alla Miglior Sceneggiatura Originale, su un totale di cinque nominations che avevano considerato anche Produzione, Scenografia, Colonna Sonora e Canzone Inedita. Partecipazione in concorso all'8^ edizione della Festa del Cinema di Roma con premiazione di Scarlett Johansson in qualità di miglior interprete femminile.

Ore 21:00 ▶️ inizio presentazione
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VENERDÌ 8 maggio!Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Nuovi Cult | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |  Sulla Lun...
06/05/2026

VENERDÌ 8 maggio!
Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Nuovi Cult | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Sulla Luna sorge un impianto di estrazione energetica appartenente a una grossa corporation. Vi lavora un solo tecnico tuttofare, coadiuvato dal computer di bordo GERTY: vero e fidato amico. Quando una circostanza fortunosa farà emergere una verità spiazzante sui metodi imprenditoriali utilizzati dalla compagnia proprietaria della struttura, diverrà necessario indagare ed escogitare una giusta, accorata soluzione.
"Moon" è l'acclamato film indipendente d'esordio di Duncan Jones, arrivato a dare una versione del canone survivalista di fantascienza assai inaspettata per le notevoli dosi di pacato sentimento, solidarietà e dolcezza in esso contenute. Un prodotto fresco, e perciò indimenticabile, nonostante la grandissima messe di riferimenti e citazioni presenti riconducibili alle più celebri e replicate pellicole di ambientazione spaziale – i numi tutelari sono Kubrick, Scott, Tarkovskij, Hyams e, sul versante letterario, Dick.
Il discorso sull'Intelligenza Artificiale, qui, si limita a funzioni ricreative e intrattenitive soltanto, ma il gusto che Jones assicura nel tratteggio progressivo della personalità del supercomputer GERTY sa scaldare il cuore in maniere impagabili.
Presentato come anteprima fuori concorso al Sundance Film Festival del 2009. La voce di GERTY appartiene, nella versione audio nativa, a Kevin Spacey. Ascendenze illustri per il regista: il padre è infatti stato David Robert Jones, universalmente noto come David Bowie.

Ore 21:00 ▶️ inizio presentazione
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VENERDÌ 24 aprile!Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |  Nel chiuso di un teat...
23/04/2026

VENERDÌ 24 aprile!
Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Nel chiuso di un teatro di posa degli studios di Hollywood nascerà una nuova star. E, con essa, un'inedita maniera di manipolare la realtà.
In "S1m0ne" – con un'insospettata vena farsesca che potrebbe far dubitare di trovarsi al cospetto dello stesso genio capace di creare l'acuta drammaturgia e la malinconia penetrante di "Gattaca" (1997), di "The Truman Show" (1998; solo alla sceneggiatura) o di "Good Kill" (2014) – Andrew Niccol si adopera in una critica verso l'apparenza pura e in un attacco all'idolatria per le celebrities e alla spregiudicatezza di chi fa informazione tanto chiari e diretti da non risparmiare nemmeno se stesso in qualità di rappresentante dell'industria dello spettacolo: che prevede anche il narcisismo e l'egocentrismo come propulsori del tutto naturali e giustificabili.
Il risvolto cibernetico dell'opera permette di sottolineare tematiche che mai hanno perso di attualità, anzi l'hanno incrementata, dalla fine degli anni '90 ad oggi, dagli albori della virtualità computerizzata dove prevaleva l'entusiasmo della scoperta e della sperimentazione alla deprimente epoca odierna di totale falsificazione della realtà (l'era della post-verità e delle fake news dove l'amplificatore di tutto sono i media pilotati autonomamente dagli algoritmi informatici).

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VENERDÌ 17 aprile!Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Capolavori immensi | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |  ...
16/04/2026

VENERDÌ 17 aprile!
Per 'DO A.I. DREAM OF ME?' | Capolavori immensi | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Un misterioso, imponente monolito nero tiene legato tutto ciò che è accaduto e accadrà nelle vastità del cosmo e del tempo. Dal primevo scaturire, negli ominidi terrestri, di un raziocinio superiore, all'aprirsi delle ere ipertecnologica e spaziale, all'ulteriore traguardo di un oltrepassamento del corporeo che ci renderà, da qualche parte, forme di vita immateriali fatte di pura coscienza.
«Il messaggio sotteso a "2001", non intendo sciorinarlo in alcun modo né lo farò mai.» Così parlò Stanley Kubrick in relazione al suo "Odissea nello spazio": vero film-organismo che è andato a inscriversi nella Leggenda in maniera unica e irripetibile, al pari del genio artistico e intellettuale del suo stesso Autore.
In tale opera, definibile come una somma esperienza multisensoriale che anela a penetrare l'inconscio degli spettatori oltre le limitazioni che la logica e la ragione comporterebbero e realizzata avendo ben chiaro quanto l'ambiguità – e una certa incomprensibilità – sia il viatico per comunicare il massimo della componente emozionale profonda, trova un posto speciale il supercomputer HAL9000 con la sua facoltà di interazione verbale umanoide: elemento tra i vari che contribuisce a rendere "2001: Odissea nello spazio" il capolavoro indimenticabile quale è, e che torna oggi a diventare un centrale e irrinunciabile archetipo di riferimento nelle disquisizioni sull'Intelligenza Artificiale che stanno pervadendo ogni ambito culturale e applicativo.
Soggetto (il racconto "La sentinella") e co-sceneggiatura di Arthur C. Clarke. Nei comparti tecnici: Geoffrey Unsworth, Ray Lovejoy e Douglas Trumbull; talenti che, ciascuno per le proprie strade, contribuirono a dettare la cifra stilistica del maggiore immaginario cinematografico fantastico per decenni e decenni dopo "Odissea nello spazio". Musiche, divenute simboliche, che pescano a piene mani dai repertori sinfonici classici più noti.
Un premio Oscar assegnato per i Migliori Effetti Visivi e Speciali, su un totale di quattro candidature che avevano considerato anche la Regia, la Sceneggiatura Originale e la Scenografia.

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VENERDÌ 10 aprile!Per '...AND THE OSCAR GOES NOT TO ITALY (parte 2)' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 ...
08/04/2026

VENERDÌ 10 aprile!
Per '...AND THE OSCAR GOES NOT TO ITALY (parte 2)' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Spedita nei campi nazisti dopo un rastrellamento antiebraico, una ragazza riesce a dissimulare la sua identità e viene incaricata della funzione di kapò. Dapprima indotta solo per obbligo a mostrarsi crudele, assorbirà a poco a poco il male intorno e sopra di lei incattivendosi autenticamente. Una possibile breccia nel suo animo si aprirà con l'incontro di detenuti russi della nuova ora.
Esempio paradigmatico di Autore italiano che credeva di avere una forte missione filosofico-morale da perseguire sempre e integralisticamente (nel suo caso: il visuale, l'Estetica, come elemento necessario da plasmare per accrescere in profondità la significazione stessa del contenuto, invece che un semplice contorno stilistico), Gillo Pontecorvo dà, proprio con "Kapò", uno dei suoi primi folgoranti saggi di essenzialità e di asciuttezza cinematografici che lo hanno reso immortale. Un film – nessuno mai in Italia aveva ancora ricreato l'ambientazione scioccante dei campi di concentramento e trattato delle barbarie allestite dai nazisti, così presto nel ricordo (appena una quindicina d'anni era passata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dal Processo di Norimberga) – che deve gran parte del suo magnetismo e del suo senso alla trovata tecnica rivoluzionaria del «controtipaggio», al voler rendere 'vera' l'esperienza spettatoriale come se ci si trovasse davanti a un girato tele-cine-giornalistico.
Collaboratore di soggetto e di sceneggiatura: il fidato Franco Solinas, insieme al quale Pontecorvo lesse e meditò "Se questo è un uomo" di Primo Levi in un momento in cui il libro stava ottenendo grande evidenza collettiva (è infatti del 1958 la prestigiosa ripubblicazione del testo per i tipi di Einaudi editore).
Presentato fuori concorso alla 21^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Candidatura come Miglior Film in Lingua Straniera agli Oscar del 1961.

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VENERDÌ 27 marzo!Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE.  IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | in V.O. e sottotitoli ITA | Sala Alessandri...
27/03/2026

VENERDÌ 27 marzo!
Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE. IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | in V.O. e sottotitoli ITA | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Atrocità da cui sfuggire per poi cadere in spirali non meno rischiose. L'Arte e la Politica, e tutte le degenerazioni che possono celare. Un riscatto possibile, anche se vestito d'ombra.
Kaouther Ben Hania, voce tra le più rilevanti del cinema arabo contemporaneo (in particolare tunisino), ha proceduto fin dagli esordi a intrecciare sperimentazione formale, impegno civile e gusto fantasioso per il perturbante dando corpo a invettive contro le discriminazioni, i malgoverni e le guerre che hanno sembianza di fiabe dannate. "L'uomo che vendette la sua pelle" è un film che riflette su vecchie e nuove schiavizzazioni in termini sia davvero materiali (il denaro; la mercificazione; la rivalsa; la fama) sia solo teoretiche (la dignità dell'essere umano; il limite di separazione tra 'giusto' e 'sbagliato'), giunto a rinfrescare l'odierno panorama della Settima Arte grazie anche a uno spirito apolide e cosmopolita di evidente fascino.
Trama liberamente ispirata a "Tim": opera vivente firmata dall'artista moderno belga, coinvolto qui in una piccola parte attoriale, Wim Delvoye. Presentato al 77° Festival di Venezia (sezione Orizzonti). Nomination agli Oscar del 2021 come Migliore Film Internazionale (prima volta assoluta per una produzione della Tunisia).

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VENERDÌ 20 marzo!Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE.  IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | Contemporanei imprescindibili | Sala Alessa...
20/03/2026

VENERDÌ 20 marzo!
Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE. IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | Contemporanei imprescindibili | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

La città di Teheran attraversata, in un giorno qualsiasi, da un taxi con alla guida un conducente d'eccezione: il regista Jafar Panahi. Il saliscendi di persone d'ogni ceto che diventa spunto per avere opinioni sulla società, la politica e il mondo iraniani.
A Jafar Panahi ormai da decenni è proibito dal regime teocratico dell'Iran di fare arte in patria: pena persecuzioni e detenzione. Ma non c'è dictat che abbia ancora impedito al cineasta di rimanere sé stesso e onorare il proprio talento, seppur usando le cautele di massima e qualche furbizia. "Taxi Teheran" è una piccola grande opera destinata a stagliarsi quale testimonianza di un Cinema che si fa militante senza bisogno di offrire proclami, ma solo ponendosi fisicamente sulle strade a informare sulla quotidianità del vivere in un Paese dalle contraddizioni enormi e oscure.
Panahi unica mano operativa in tutti i comparti tecnici e produttivi del lungometraggio. Alla 65^ edizione del Festival di Berlino, vittoria dell'Orso d'Oro e del Premio FIPRESCI.

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VENERDÌ 13 marzo!Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE.  IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C....
12/03/2026

VENERDÌ 13 marzo!
Per 'DIETRO L'ESPEDIENTE. IL GENIO, L'ARTE, IL CORAGGIO' | Sala Alessandrini, CREMA | Tessera F.I.C.C. 2026 |

Il Bhutan ritratto durante l'ultimo grande atto del suo processo di modernizzazione (la concessione, nel 2006, di un ordinamento statale democratico da parte del monarca: donde la scoperta, per il popolo, dell'esistenza di una cosa chiamata 'elezioni'). Un lama reverendissimo che constata essere giunto il momento per un'azione dimostrativa fondamentale. Un fucile che viene traslato su e giù per villaggi, sentieri e pendici.
Pawo Choining Dorji – talento appena emergente ma a cui è già riuscito di ricevere grandi attenzioni dall'Academy – carica la sua narrazione e la caratterizzazione dei personaggi dello stupor mundi che tipicamente prorompe dall'ingenua scoperta di qualcosa che non poteva essere identificata come bisogno ed esalta con immagini di grande presa la bellezza ambientale del Bhutan. "C'era una volta in Bhutan" è un film che connette sapientemente l’etnografia alla Storia, ironizzando sull'essenza tradizionalista di un paese, di una gente, che non si snatura nemmeno davanti all'impossibile.
Insignito del Premio Speciale della Giuria alla Festa del Cinema di Roma del 2023.

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26013

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