16/07/2026
🪟 Avati gira principalmente tra Comacchio, Malalbergo e Minerbio, in Emilia-Romagna. Cinque settimane con una troupe minima e un budget quasi inesistente. Ma è proprio in quella povertà di mezzi che si nasconde la scelta vincente. Il casolare del titolo viene individuato in un podere abbandonato e resta sullo schermo così com'è: scrostato.
Le valli di Comacchio, con la loro acqua ferma e i canneti immobili, diventano un paesaggio pressoché alienante. Lo spettatore si trova dinanzi all'atemporalità che premia spesso il cinema d'autore italiano. Non ci sono controfigure di un altrove immaginifico perché ogni argine, chiesa, ragnatela appartiene davvero a questa terra, e proprio per questo il pericolo è reale, si sente sulla pelle.
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