21/01/2026
That's all. ❣️
𝗔𝗕𝗬𝗦𝗦 𝗵𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼.
𝗘 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗼, 𝗵𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼.
Si chiude oggi la corsa festivaliera di un progetto nato dal buio, dal rischio, dalla necessità di scendere dove normalmente non si guarda. ABYSS non è stato pensato per piacere: è stato pensato per resistere. E forse è proprio per questo che ha trovato una risonanza così profonda.
22 premi.
4 menzioni d’onore.
4 nomination.
1 finale.
3 semifinali.
27 selezioni ufficiali.
Non sono numeri da esibire.
Sono ferite che hanno parlato a giurie, critici, riviste di fascia A, quotidiani, piattaforme internazionali.
Interviste, articoli, sguardi competenti che hanno riconosciuto in ABYSS qualcosa che va oltre il formato, oltre il tempo breve del festival.
Un’opera che ha viaggiato lontano, molto più lontano di quanto avessi immaginato.
Da oggi ABYSS è finalmente visibile a tutti, sul mio canale YouTube.
Dopo aver attraversato il mondo, torna indietro. Torna a casa. Torna n**o.
Ma questa non è una fine.
È una trasformazione.
ABYSS diventerà anche un progetto editoriale di altissimo profilo, sostenuto da
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza chi ha scelto di crederci quando ancora non c’erano risultati, numeri, riconoscimenti. Solo una visione da difendere.
Grazie di cuore a:
Spazio Matta, Marcella Russo, Maria Letizia Paiato, Alessandro Porzio, Angela Varvara, Vincenzo Varvara, Giuseppe Røsato, Daniel Buwok, Filippo Ciriello, Fortunato Marco Iannaccone, Il Clan Sui Generis.
ABYSS non è un successo.
È una prova superata.
Ed è solo l’inizio.