06/12/2011
I VASI DI ESPANSIONE A MEMBRANA NEGLI IMPIANTI DI RISCLALDAMENTO E IN QUELLI IDROSANITARI
Come accennato in precedenza, nei vasi chiusi a membrana l'acqua è separata dal fluido comprimibile appunto da una membrana.
Le norme ISPESL prevedono altresì che il volume del vaso scelto sia contenuto in una tolleranza del ±10% rispetto al volume calcolato.
Per il calcolo di questi vasi, le norme ISPESL prevedono l’uso di una precisa formula, sviluppata in riferimento a due importanti concetti: vasi troppo piccoli comportano pressioni troppo alte; vasi troppo grandi comportano, invece, pressioni troppo basse che sono insufficienti per attivare i pressostati e le valvole di sicurezza.
Relativamente, invece, agli impianti idrosanitari le norme ISPESL non prevedoono metodi di calcolo. I progettisti, quindi, hanno la possibilità di decidere in modo autonomo i calcoli che ritengono più opportuno utilizzare. Nel decidere tra le varie opzioni, però, è fondamentale tenere in considerazione una importante variante legata al fatto che negli impianti idrosanitari l'acqua si trova in circuiti chiusi solo ad intermitteza. Si trova, infatti, solo nel momento in cui non c'è alcuna erogazione in atto. In sostanza basta che ci sia un solo rubinetto aperto per far si che diminuisca in modo sensibile, o si annulli del tutto, l'aumento di pressione dovuto al crescere della temperatura. E' evidente che questo tipo di variante non consente di stabilire una regola valida per tutti.
Ci occuperemo prossimamente dei due calcoli che vengono utilizzati nella maggior parte dei casi, rendendone noti i pregi e i difetti di entrambi.