Lu' Bar La Signor

Lu' Bar La Signor Tra i bar storici di Carpino, il "Bar De Bergolis", o "Bar La Legge" è conosciuto in paese per il gioco rituale dei suoi clienti: La Legge.

IL BAR DEL GIOCO DE "LA LEGGE"
NOTIZIE STORICHE
E' un gioco da osteria che affonda le proprie radici nella storia più arcaica degli Antichi Romani (Rex Vini, Regnum Vini) dove, risaputo da molti, il vino era una delle bevande preferite durante i banchetti e gli incontri. Nella nostra società dei tempi passati la "Legge", o più comunemente conosciuta con il nome di "passatella", diventava un gioco

di trasposizione diretta della realtà nella finzione: le ingiurie, gli inganni, le malevolenze, le rivalità, l'odio erano componenti sempre presenti durante questo gioco originariamente "crudele" formato spesso da giocatori che durante la vita di tutti i giorni appartenevano a gruppi sociali differenti. I più deboli venivano beffati, derisi e fatti "Ulm'" (Olmo). Non si sà con certezza da dove provenga questa ultima locuzione...qui in paese alcuni dicono che potrebbe rimandare alla parola "Umiliato, Umiliazione", proprio per la beffa dello zimbello di turno, altri, invece, dicono che potrebbe rimandare ai rami dell'Olmo che venivano utilizzati per sorreggere le viti _ questi quindi pur stando a strettto contatto con il frutto dell'amata bevanda e pur "sentendone" l'odore, non avrebbero mai potuto assaggiarne un pò, in quanto la loro funzione era sola quella di stare lì, ritti e fermi a sorreggere la pianta dell'amata bevanda _ Secondo la mia idea questa potrebbe avvicinarsi maggiormente al significato attributivo della parola per ciò che avviene all'interno del gioco. Studiosi e registi ne rimasero anche loro "stupefatti" da questo gioco e dal modo di porsi dei partecipanti. Rogerg Vailland, scrittore francese arrivato qui nelle nostre terre del Gargano venne attratto da questa vita così lasciva in attesa dell'arrivo di non si sà chi o cosa, dove uno dei passatempi preferiti dei paesani era proprio il gioco de "La Legge". Jules Dassin, regista francese, sotto scorta di ciò che erano i racconti di questo libro venne qui e dopo un'estate trascorsa ad osservare i movimenti degli uomini del paese decise di farne una scenografia, sfondo del film "La Loi" del 1959 con Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Paolo Stoppa, Yves Montand...e tanti altri attori che hanno fatto la storia del cinema Internazionale. Proprio durante un passo iniziale del film il padrone del paese Don Cesare rivolgendosi all'ultimo arrivato straniero, un agronomo, (Marcello Mastroianni) che voleva stravolgere la quotidianeità dei locali e prosciugare le paludi della zona disse:"Un consiglio, in paese si divertono con un gioco molto istruttivo che chiamano il giuoco della Legge. Andate al caffè stasera, seguite il giuoco attentamente e cercate di capirtne il significato. Prima di cambiar volto al paese guardate se è possibile cambiare gli uomini." Ovviamente c'è poco di istruttivo in questo "giuoco", in quanto elemento fondamentale e di base è il vino, ai principi, o la birra, come oggi viene eseguito. Nei tempi passati non pochi sono stati gli incidenti, anche finiti negativamente, causati da questo gioco. Bastava poco per far scattare la scintilla dei nascosti rancori appartenenti alla vita reale quando tutti i componenti, tranne gli Ulm', erano ubriachi. I coltelli e i "ferri" erano sempre a portata di mano sotto le lunghe "cappe" utilizzate dai Signori e dalla plebe. Era un gioco severamente vietato, ma che di nascosto veniva praticato in ogni osteria e cantina. Oggi il gioco ricopre ben altre vesti, è un modo per ritrovarsi con gli amici al bar e divertirsi, scherzare tra un bicchiere di birra che altrimenti verrebbe bevuto in maniera standard, davanti ad un bancone. Il gruppo di amici si incontra e tra una partita a carte e un'altra il gioco de "la Legge" è ben accetto.

Indirizzo

PIAZZA DEL POPOLO
Carpino
71010

Telefono

+390884992148

Sito Web

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