Cinema Verdi Candelo

Cinema Verdi Candelo Il mitico cinema Verdi d'essai di Candelo
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28/05/2026
28/05/2026

Dove tutto è proibito, innamorarsi è l'unica libertà.

Afghanistan, 2021. Naru è l’unica camerawoman di Kabul News. Separata, combatte per la custodia del figlio ed è sempre più convinta che nel suo paese non esistano uomini per bene. Ma l'incontro con il collega Qodrat, negli ultimi istanti di libertà di Kabul prima del ritorno dei talebani, mette in discussione ogni sua certezza: potrebbe davvero esserci un uomo buono là fuori?

, un film di Shahrbanoo Sadat, dal 28 maggio solo al cinema.

Questa settimana sono tre le novità che vi aspettano al Cinema Verdi:- NO GOOD MEN, una commedia romantica ambientata ne...
27/05/2026

Questa settimana sono tre le novità che vi aspettano al Cinema Verdi:

- NO GOOD MEN, una commedia romantica ambientata nel 2021 a Kabul durante il ritorno dei Talebani. Scritta, diretta e interpretata dalla regista afghana Shahrbanoo Sadat;

- IL SILENZIO DEGLI ALTRI, opera prima della regista Eva Libertad che racconta di Ángela, madre sorda che cresce la figlia in un mondo che non è fatto per madri come lei.

- HEN - STORIA DI UNA GALLINA in cui la protagonista assoluta è una gallina dalle piume nere che, fuggita da un allevamento intensivo, parte alla scoperta del mondo. Solo un film su una gallina nera? No. Molto di più!

Potrete poi ancora vedere MICHAEL e IL DIAVOLO VESTE PRADA 2.

25/05/2026

Siamo (purtroppo) arrivati alla fine della rassegna di questa prima parte del 2026. La proiezione finale sarà MERCOLEDÌ 3 GIUGNO ALLE 21 al in collaborazione con

Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Se sua madre ha la cucina come solo orizzonte, lei è scesa in campo. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Quello con Dio è un corpo a corpo costante per esistere secondo le regole, fuori c’è l’amore per una donna, una delusione sentimentale, la fine del liceo e l’inizio dell’università. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Murata dietro al silenzio e segreta sotto il cappello, tira un calcio a un pallone e attende domani.

Per la regista Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Il percorso di formazione lo viviamo con lei e attraverso di lei, sentiamo la sua vergogna, i suoi dubbi, il suo dolore, le sue risate, le sue lacrime, la sua prima dolorosa rottura

21/05/2026
21/05/2026

Lo so che ora siete tutti concentrati sul “Diavolo veste Prada 2” ma se siete alla ricerca di un film indimenticabile è di nuovo al cinema francese che dovete rivolgervi. In sala da oggi c’è NINO.

La premessa narrativa è di quelle che spezzano il respiro. E così quattro giorni possono diventare una vertigine. NINO, esordio di Pauline Loquès, parte da una notizia: un tumore alla gola diagnosticato a un ragazzo alla vigilia dei ventinove anni e la trasforma in un itinerario emotivo attraverso le vie di Parigi.

Il film si muove dentro una sospensione: la vita continua, ostinata, tra feste di compleanno, incontri casuali, appartamenti attraversati di corsa, mentre qualcosa di irreversibile si insinua in ogni gesto.

La scrittura, firmata con Maud Ameline, trova la rara tonalità che fa convivere l’assurdo quotidiano e la percezione improvvisa della fine. Una visita medica disturbata dal rumore dei lavori in strada, una richiesta pratica e spiazzante come la conservazione del seme prima della chemioterapia: frammenti che tengono insieme a fatica dramma e grottesco, rivelando un imprevedibile risvolto da commedia.

Il volto di Théodore Pellerin è il vero campo di battaglia. Il suo Nino si nasconde dietro conversazioni minime mentre dentro si accumula una consapevolezza che cresce scena dopo scena. Basta un’esitazione, però, o finanche un sorriso che si spegne troppo in fretta, per restituire tutto.

Attorno a lui, gli altri personaggi sembrano vivere su un’altra frequenza, incapaci di cogliere quella crepa che si è aperta.
C’è un’eco lontana di Cléo dalle 5 alle 7, ma Loquès sceglie un passo personale: segue il vagare del protagonista senza imporre traiettorie, lasciando che siano gli incontri a costruire un senso. I luoghi sono tutti spazi di passaggio in cui si accumulano tracce di una vita che rischia di interrompersi troppo presto.

NINO è un film che mi ha colpito nel profondo. Ci ho pensato a lungo e spesso affiorava il ricordo delle sue scene come certi oggetti che riappaiono sulla superficie dell’acqua e credevi smarriti. Un esordio che colpisce per lucidità e intensità. E il cinema francese che ancora una volta ci impartisce una lezione.

Indirizzo

Via Marco Pozzo 2
Candelo
13878

Orario di apertura

Martedì 20:45 - 23:30
Mercoledì 20:45 - 23:30
Giovedì 20:45 - 23:30
Venerdì 19:30 - 00:15
Sabato 19:30 - 00:15
Domenica 19:30 - 00:15

Telefono

+390152538927

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