03/06/2026
🎬🎥 - DCCCXX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
😱"Backrooms" (2026) di Kane Parson: voto 4.😱
Clark (Chiwetel Ejiofor) affronta un difficile percorso psicologico, oltre a questo gestisce con fatica uno showroom di mobili in quanto gli affari non vanno molto bene. Un giorno, nel suo seminterrato, appare una strana porta che lo conduce ad una dimensione parallela in cui le stanze mescolano ricordi ed immagini, ripetendosi all'infinito e celando un oscuro mistero.
Nato da un fenomeno virale su internet, il film, prodotto dalla A24, è stato affidato al ventenne Kane Parson, lo stesso che in precedenza ottenne un grande successo per i suoi corti su youtube legati alle Backrooms.
Quello che doveva essere l'horror dell'anno, ecco si rivela un grosso abbaglio.
La pellicola di buono ha i due attori protagonisti (Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve) e l'estetica già vista nei cortometraggi. Per quanto riguarda il resto presenta tutti i difetti di un'opera prima e di una produzione che ha puntato molto su qualcosa che piacesse al proprio fandom e meno alla cura tecnica di tale prodotto.
All'interno della trama, troppo debole e più simile ad un cortometraggio allungato, i retroscena dei protagonisti, i loro traumi passati, rimangono accennati e sono utilizzati solamente per creare quell'illusione al pubblico medio di stare a vedere un film impegnato. Non hanno questa forza psicologica e claustrofobica nemmeno le stanze in cui rimangono intrappolati i vari avventori. Tutto quello che si è detto quando il fenomeno è scoppiato circa il concetto freudiano del perturbante e degli spazi liminali, ecco che qui viene totalmente banalizzato. Arrivando poi ad un finale tronco che non può essere giustificato dal fatto che bisogna conoscere ogni cortometraggio per comprendere il film, trattandosi di un problema di scrittura.
Al tempo stesso la creazione della tensione attraverso "jumpscare" e un aumento immotivato dei suoni, alla lunga genera più noia e fastidio che suspense.
Quindi, al netto di tutto, "Backrooms" era meglio se fosse rimasto un fenomeno del web, più libero e anarchico.