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🎬🎥 - DCCCXX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬😱"Backrooms" (2026) di Kane Parson: voto 4.😱Clark (Chiwetel Ejiofor) aff...
03/06/2026

🎬🎥 - DCCCXX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
😱"Backrooms" (2026) di Kane Parson: voto 4.😱
Clark (Chiwetel Ejiofor) affronta un difficile percorso psicologico, oltre a questo gestisce con fatica uno showroom di mobili in quanto gli affari non vanno molto bene. Un giorno, nel suo seminterrato, appare una strana porta che lo conduce ad una dimensione parallela in cui le stanze mescolano ricordi ed immagini, ripetendosi all'infinito e celando un oscuro mistero.
Nato da un fenomeno virale su internet, il film, prodotto dalla A24, è stato affidato al ventenne Kane Parson, lo stesso che in precedenza ottenne un grande successo per i suoi corti su youtube legati alle Backrooms.
Quello che doveva essere l'horror dell'anno, ecco si rivela un grosso abbaglio.
La pellicola di buono ha i due attori protagonisti (Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve) e l'estetica già vista nei cortometraggi. Per quanto riguarda il resto presenta tutti i difetti di un'opera prima e di una produzione che ha puntato molto su qualcosa che piacesse al proprio fandom e meno alla cura tecnica di tale prodotto.
All'interno della trama, troppo debole e più simile ad un cortometraggio allungato, i retroscena dei protagonisti, i loro traumi passati, rimangono accennati e sono utilizzati solamente per creare quell'illusione al pubblico medio di stare a vedere un film impegnato. Non hanno questa forza psicologica e claustrofobica nemmeno le stanze in cui rimangono intrappolati i vari avventori. Tutto quello che si è detto quando il fenomeno è scoppiato circa il concetto freudiano del perturbante e degli spazi liminali, ecco che qui viene totalmente banalizzato. Arrivando poi ad un finale tronco che non può essere giustificato dal fatto che bisogna conoscere ogni cortometraggio per comprendere il film, trattandosi di un problema di scrittura.
Al tempo stesso la creazione della tensione attraverso "jumpscare" e un aumento immotivato dei suoni, alla lunga genera più noia e fastidio che suspense.
Quindi, al netto di tutto, "Backrooms" era meglio se fosse rimasto un fenomeno del web, più libero e anarchico.

🎬🎥 - DCCCXXI RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬🎭"Un tram che si chiama Desiderio" (1951) di Elia Kazan: voto 7,5.🎭Basa...
01/06/2026

🎬🎥 - DCCCXXI RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
🎭"Un tram che si chiama Desiderio" (1951) di Elia Kazan: voto 7,5.🎭
Basato sull'omonima opera teatrale del 1947 di Tennessee Williams.
Blanche DuBois (Vivien Leigh) è un'ex professoressa che, dopo aver vissuto vari traumi, lascia un piccola cittadina del Mississippi per andare a vivere dalla sorella, Stella Kowalski (Kim Hunter). La casa di quest'ultima si trova a New Orleans e la donna convive col marito Stanley (Marlon Brando), un rozzo, sensuale e maschilista meccanico che domina la moglie sia a livello fisico che emotivo. La presenza di Blanche comincia a causare una serie di problemi nella loro relazione di coppia.
Con l'adattamento sul grande schermo dell'opera teatrale, gran parte del cast fu riconfermato nel passaggio da un contesto all'altro, tranne alcuni casi come la protagonista Vivien Leigh, già in "Via col vento", un volto più riconosciuto e di richiamo rispetto a Jessica Tandy.
La sua Blanche DuBois è una donna che soffre molto per il suo passato oscuro, fa fatica ad accettarsi per quello che è diventata, abbandonando le sue sofferenze nell'alcol e nei piaceri della carne.
E probabilmente Stella, in un contesto diverso, sarebbe in grado di poter essere d'aiuto alla sorella. Ma la sua autonomia è fortemente limitata dalla figura opprimente di Stanley, con Marlon Brando nel suo primo ruolo di rilievo. Il suo personaggio così burbero e negativo, ma al tempo stesso affascinante, riesce a creare un contrasto magnetico da cui fuoriescono le grandi doti attoriali e la parte più violenta di un misogino che vede in Blanche l'ostacolo da togliere di mezzo.
Il terzetto funziona molto bene, complice anche la scuola dell'Actors Studio, creato dallo stesso Kazan. La maggiore pecca, però, si trova nella modalità di narrazione. Non tanto per il fatto che gli ambienti sono molto teatrali, ma più per qualche sequenza e dei dialoghi che fanno arrancare il ritmo complessivo del film.
Un grande classico di quegli anni che oggi, purtroppo, sembra invecchiato più di altre produzioni dell'epoca.

❤f🖤

30/05/2026

Eccoci tornati con le unpopular opinion a tema cinema. Oggi si parla di horror con un film che ho adorato: "Bring her back" di due fratelli australiani, i Philippou.

Il film narra la storia di due fratelli, il più grande e immaturo Andy e la più piccola e ipovedente Piper. Rimangono orfani del padre e devo essere affidati ad un'altra tutrice, ovvero Laura: donna alquanto eccentrica e madre di una bambina cieca che, purtroppo, è morta annegata. Con loro vi è anche Oliver, un altro ragazzo adottato che possiede un comportamento molto e inquietante non parla mai.

È il secondo lungometraggio dei Philippou che, dopo il successo di "Talk to me", decidono di mantenere una produzione indipendente all'interno del loro paese.

E ciò che sono riusciti a fare in quest'opera ha dell'incredibile, a partire dalle tematiche affrontate. Qui il concetto di famiglia non è unicamente relegato ai legami di sangue, anzi, a volte è con le persone che ti scegli che si può creare uno più forte. Oltre a questo, parla della difficoltà nell'accettare la perdita di una persona, nell'importanza di andare avanti per non sprofondare nel dolore.

E mentre Piper ed Andy sembrano riuscirci, Laura è rimasta ancora bloccata nel dolore per la morte della figlia. Questo trauma la cambia per sempre: adotta altri ragazzi, forse un po' per sopperire tale mancanza o, forse, per un motivo più oscuro.

Ma il genere è solo la modalità attraverso il quale vengono narrati tali concetti, fornendo un importante risalto allo sviluppo della storia. I Philippou mantengono una tensione costante ma colpiscono poche volte e quando succede ecco che la violenza esplode.

Un film che ti fa provare una sorta di empatia verso Laura, uno dei personaggi meglio caratterizzati di tutto il panorama horror degli ultimi anni.

Dimostrazione che per fare film di alta qualità non sono indispensabili budget esagerati, grandi mezzi, ma una storia ben scritta e degli autori capaci di non ridurre il genere a urla e jumpscare fini a se stessi.

E tu che ne pensi? Dimmi nei commenti!

E, se ti piace la settima arte, ti chiedo un supporto con un like ed un follow!

27/05/2026

Ecco la mia recensione in breve sul film del momento, "Backrooms", che esce oggi in sala e che sono riuscito a vedere in anteprima grazie all'invito di e ... Mi raccomando andate a recuperarlo e ditemi poi come vi è sembrato!

PS: nonostante non mi sia piaciuto riconosco il merito di Kane Parson di aver creato un mondo affascinante attaverso i suoi corti, ma qui ho notato tante mancanze legate non solo agli errori delle opere prime. E anche se la pellicola la boccio, vi invito comunque a vederla e farvi una vostra opinione.

Grazie mille per la visione, se ti piace la settima arte e contenuti di questo tipo ti chiedo di lasciare un like e di seguirmi per supportare la pagina.

Al prossimo video e buon ingresso nelle Backrooms!

📽 Esce oggi in sala  , la trasposizione cinematografica del celebre fenomeno del web che ha affascinato milioni di perso...
27/05/2026

📽 Esce oggi in sala , la trasposizione cinematografica del celebre fenomeno del web che ha affascinato milioni di persone.

Ringrazio molto e per avermi invitato all'anteprima di Milano che si è tenuta il 25 maggio. Qui ho avuto modo, oltre a visionare la pellicola, di rivedere tanti amici e colleghi content creator e di conoscerne altri.

E alla fine, indipendentemente dal film che si va a vedere, questi momenti sono delle bellissime occasioni per ritrovarsi e condividere quella che dovrebbe essere la passione che ci muove più di ogni altra cosa: il cinema.

Detto ciò, prima di pubblicare la mia recensione video sul film vi lascio qualche scatto fatto prima della visione del film di ...

Andatevelo a vedere in sala, mi raccomando, entrate nelle Backrooms!

PS: è giusto condividere anche l'ultima dove stavo per ribaltarmi del tutto, dannata sedia inclinata😂

🎬🎥 - DCCCXX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬🎭"Spider" (2002) di David Cronenberg: voto 8+.🎭Adattamento dell'omonimo ...
27/05/2026

🎬🎥 - DCCCXX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
🎭"Spider" (2002) di David Cronenberg: voto 8+.🎭
Adattamento dell'omonimo romanzo del 1991 di Patrick McGrath.
Dimesso dopo molti anni da un ospedale psichiatrico, lo schizofrenico Dennis "Spider" Cleg (Ralph Fiennes) viene ospitato a Londra in una struttura di reinserimento, situata nel quartiere dove ha trascorso l'infanzia negli anni cinquanta. La rivisitazione del luogo fa rivivere nella mente dell'uomo tutti i ricordi di quando era bambino ed egli li trascrive su un taccuino.
La mente umana è intricata di per sé, immaginiamo quanto possa esserlo quella di un pazzo psicopatico. Cronenberg la vuole ricostruire come la tela di un ragno, con una moltitudine di corde e di fili che, a differenza dell'ordine geometrico dell'aracnide, qui sono in uno stato confusionario. Questo intreccio non è rappresentato solo fisicamente, basti vedere come Dennis Cleg arreda la propria stanza, ma anche nella mente del protagonista. I ricordi si intrecciano e la distinzione fra realtà e immaginazione si fonde in un thriller da centellinati colpi di scena.
La fotografia è molto fredda, asettica, utile a creare una realtà che tutto è tranne che rassicurante, così come l'animo di Dennis. Personaggio in cui si cala perfettamente Ralph Fiennes.
L'occhio del regista lo segue nel suo viaggio attraverso i flashback e i ricordi d'infanzia, alla ricerca del motivo che lo spinge a vagare in quei luoghi e ad appuntarsi freneticamente frasi e simboli sul suo taccuino.

❤f🖤

26/05/2026

Diciamo che siamo stati in tema fin da subito 😅

PS: avete trovato l'intruso? 👀

di Kane Parson vi aspetta al cinema dal 27 maggio! A breve la mia recensione a riguardo 📽

Ringrazio e per l'invito, oltre a tutti i colleghi e le colleghe con cui ho condiviso l'esperienza, le chiacchierate e le opinioni a riguardo!

IG: cinematogra_faro

25/05/2026

Sua maestà John Carpenter è tornato, godiamo tutti quanti!

PS: anche se è una vergogna che non faccia più film da anni.

PPS: almeno ci delizia con una produzione musicale di altissimo livello.

📽

🎬🎥 - DCCCXIX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬🌵"Ombre rosse" (1939) di John Ford: voto 9.🌵Tratto dal racconto "La dil...
25/05/2026

🎬🎥 - DCCCXIX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
🌵"Ombre rosse" (1939) di John Ford: voto 9.🌵
Tratto dal racconto "La diligenza per Lordsburg" del 1937 di Ernest Haycox.
Nel 1880, pur avvertiti del pericolo per la ribellione degli Apache guidati da Geronimo, un gruppo di passeggeri sale a bordo della diligenza che va da Tonto, nel territorio dell'Arizona, a Lordsburg, nel Nuovo Messico.
Lungo il percorso i passeggeri incontreranno il fuorilegge/eroe Ringo (John Wayne) e dovranno fuggire dal pericolo imminente dei pellerossa.
Quello che oggi viene considerato come il primo esempio di film western moderno, fu il trampolino di lancio per John Wayne e la dimostrazione di come la tecnica di Ford, a metà della propria carriera di regista, era giunta ad una completa maturazione.
Negli spazi immensi della storica Monument Valley, per la prima volta sfondo di un film di questo genere, la diligenza contiene le varie personalità dell'America di quegli anni: un luogo in cui sacro e profano si uniscono, si confrontano, litigano e fanno squadra per affrontare il nemico esterno.
Fra questi personaggi spicca senz'altro John Wayne, l'eroe per antonomasia del cinema di Ford, presentato attraverso un'inquadratura che gli fornisce quell'aurea regale. L'eroe che spunta dalla Monument Valley e si farà promotore dei valori americani, dei valori dell'uomo che deve affrontare i pericoli della frontiera.
La volontà di Ford di attribuire questo valore epico alla sua opera rischia ogni tanto di cadere in una rappresentazione stereotipata del pellerossa, relegandolo all'incivile, il nemico che non appartiene al mondo civile degli statunitensi e che viene trascurato dal regista.
Tranne questa visione, molto figlia dei suoi tempi, la pellicola è senz'altro un'icona del genere e non solo. Un'opera che andrà ad influenzare migliaia di altri registi con omaggi, ispirazioni, copie e ribaltamenti tematici.

❤f🖤

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