31/08/2021
Per introdurvi al film del 2 Settembre che proietteremo con Associazione Casentino Musica e Associazione Noi Che Bibbiena, ho trovato una piccola ma bellissima recensione di Diletta Dalzovo, non avendo parole migliori per descriverlo vi lascio alle sua...
Oliver (Ewan McGregor) guarda alla vita e a tutte le cose come a una grande storia della tristezza, il suo atteggiamento pacato e distante verso le persone lo rende un uomo solo. Ciò che stravolgerà la cronicità di questo suo vivere malinconico sarà la confessione di omosessualità del padre Hal (Christopher Plummer), subito dopo la morte della madre.
Questa rivelazione sconvolgerà la vita Oliver, ma gli darà altresì modo di trovare molte risposte a tutti quegli interrogativi che nutriva fin da bambino riguardo al rapporto freddo e poco affettuoso tra i suoi genitori.
Gli ultimi momenti passati accanto al padre malato gli faranno scoprire per la prima volta la positività e la fiducia negli altri che si possono avere nonostante i compromessi che la vita ci impone.
Attraverso le dosate e illuminanti parole del padre troverà così il coraggio e la forza per abbandonarsi a un tenerissimo amore e a tutta la meravigliosa precarietà che esso porta con sé.
Grazie alla sapiente posatezza emozionale d’insieme e grazie anche alla sentita interpretazione di questi magnifici attori, qui nelle vesti di piccoli (e più reali) eroi romantici, mai melodrammatici o sdolcinati, ci viene mostrato con tenera dolcezza che la felicità può percorrere davvero strade molto differenti e che, come insegna soprattutto Hal, essa va accolta senza esitare.
Insomma, ciò che trovo oltremodo apprezzabile in questo film è la capacità di saper infondere la consapevolezza che la vera paura non sta tanto nel credere che le cose non funzioneranno, ma piuttosto nel saper accettare che le cose potrebbero realmente funzionare.
Come se la chiave, in fondo, si trovasse semplicemente nell’avere il coraggio di abbandonare la fascinazione decadente per la sofferenza e per quella strana bellezza confortante che la malinconia sa celare al suo interno, in favore di una serenità voluta e raggiungibile attraverso il difficile, ma meraviglioso, compromesso della condivisione.
Una ballata di solitudini che scelgono di incontrarsi e guardarsi davvero. Dolcissimo.