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Zia Lidia Social Club Associazione cultural, social, di appassionati, curiosi, interessati, studiosi di cinema

Un gruppo sempre aperto dove da dieci anni circolano idee e persone con il bisogno di condividere e scambiare impressioni, riflessioni, emozioni sul cinema e la realtà che riflette. Un gruppo che mette ad agio chiunque si avvicini per la prima volta dove non manca mai l'effetto sorpresa o l'imprevisto e il sorriso per affrontarlo. Un gruppo di persone che fino a qualche anno fa s'incontrava a casa di Zia Lidia dove era possibile realizzare insieme tutto ciò sognavamo potesse accadere in città.

Una serata ad alto tasso di umanità.Una risposta possibile a un film che, in appena 80 minuti, Gran Premio della Giuria ...
29/09/2026

Una serata ad alto tasso di umanità.
Una risposta possibile a un film che, in appena 80 minuti, Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, mette a n**o l’uomo e ciò che può diventare quando viene reso funzionale a un sistema, a un processo, persino agli obiettivi strategici dell’intelligenza artificiale.

Un uomo deprivato, disumanizzato, animalizzato. Un uomo che, dentro la «spirale dell’eccitazione», può arrivare a «portare avanti gli attacchi e uscire la sera con gli amici». Come se la guerra potesse diventare routine. Come se l’orrore potesse convivere con la normalità.

E sui tetti di Tel Aviv si discute proprio di questo: della normalità della guerra, della necessità della distruzione, dell’odio provato con orgoglio, della morte di bambini, civili, innocenti raccontata come inevitabile, necessaria.

E mentre queste parole entrano in una conversazione quasi ordinaria, sul tetto, al gelo,
di fronte, vediamo la luce calda delle case. Tavole apparecchiate, luci, colori, vite che continuano a essere vite. Una normalità luminosa, fragile, destinata però a fare i conti con il buio che arriva. «Come affrontarla?», si chiede uno degli intervistati.

È forse questa la domanda che resta più a lungo, anche dopo il film.
È davvero possibile redimersi? È possibile scegliere una strada diversa quando si ragiona di migliaia di civili sterminati e quando l’unico parametro di riferimento diventa la forza? Quando è il potere della forza a legittimare il sistema, fino ad arrivare a rivendicare persino un «diritto di uccidere»?

Ottanta minuti di inchiesta in presa diretta su un genocidio ancora in corso, una guerra spesso silenziosa, che irrompe nel rumore del mondo solo quando alle grida disperate di un padre che cerca suo figlio fanno seguito immagini di piedi senza volto, corpi indistinti, bambini morti. Figli che pagano il prezzo di una storia che li trasforma, prima ancora che possano scegliere, in nemici, in Naza, effetto collaterale dello sterminio.

E allora una serata ad alto tasso di umanità diventa necessaria.

Il prof. Alfonso Amendola, docente dell’Università degli Studi di Salerno, ha richiamato Baudelaire e quella sua idea di una critica che deve essere «passionale, personale, politica»: non uno sguardo neutro e distante, ma uno sguardo capace di assumersi la responsabilità di ciò che vede, di lasciarsi attraversare dalle domande, di non restare indifferente.

Il prof. Antonello Petrillo, sociologo e docente dell’Università di Napoli, ci ha invitati a ragionare sulla banalità del male e su come, nel paradigma dei nostri giorni, essa possa assumere una forma ancora più inquietante: quella pro-attiva del male, che va oltre la semplice accettazione, oltre l'obbedienza, oltre la normalizzazione. Un male che non si limita a essere eseguito o tollerato, ma che può diventare scelta, pratica, sistema.

E, nelle sue parole, una frase che resta come una ferita e insieme come una responsabilità: «La capacità di rendere inumano l’umano è solo umana».

Daniela Esposito, militante e attivista, nipotina dello Zia Lidia Social Club, ha invece raccontato l'importanza del giornalismo d'inchiesta e le scelte produttive che hanno accompagnato la realizzazione del film: il valore di una macchina da presa capace di stare dentro la realtà, di interrogare, di mostrare, di non lasciare che ciò che accade venga inghiottito dal rumore delle notizie quotidiane.

Tre sguardi diversi, dunque, attorno allo stesso interrogativo: cosa resta dell'umano quando la violenza diventa sistema, quando la guerra diventa normalità, quando l'altro smette di essere una persona e diventa un obiettivo?

Una serata per stare dentro alle domande, senza cercare scorciatoie.

Perché forse, di fronte ad un genocidio ancora in corso, la prima forma di resistenza è proprio questa: continuare a riconoscere nell’altro un essere umano.

E continuare a farci domande.

25/09/2026

Naza, parole contro immagini: la rappresentazione più autentica della schizofrenia della società israeliana. Dalle terrazze della città dormiente, i racconti sotto copertura dei militari mostrano un Paese protetto nella sua normalità, indifferente alla tragedia di Gaza. Premio della Giuria a Ven...

Forza Susan❤️
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Film di Stato, il nuovo film documentario di Roland Sejko prodotto e distribuito da Luce Cinecittà è stato designato com...
24/09/2026

Film di Stato, il nuovo film documentario di Roland Sejko prodotto e distribuito da Luce Cinecittà è stato designato come candidato agli Oscar 2027 per il Miglior film internazionale dal Centro Nazionale di Cinematografia dell’Albania. Diretto dal regista italoalbanese interamente con materiali d’archivio d’Albania, Film di Stato è uscito nelle sale italiane lo scorso aprile, dopo la prima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia, i prestigiosi festival internazionali di Jihlava e Bafici, la cinquina ai Nastri d’argento, e un’ottima accoglienza della stampa e critica nazionale ed estera. Nella corsa per l’Academy il cinema italiano conta quindi già su un primo titolo di produzione nazionale.

“Accolgo con gioia la scelta di Film di Stato come rappresentante dell’Albania agli Oscar. È un risultato che condivido con tutti i miei colleghi di Cinecittà che hanno contribuito alla sua realizzazione. Ringrazio il comitato di selezione del Centro Nazionale della Cinematografia d’Albania per la fiducia e l’Archivio del Film d’Albania, che custodisce le immagini su cui il film è costruito”.

Roland Sejko

  Monica Vitti è la protagonista dell’immagine ufficiale della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma! A no...
24/09/2026

Monica Vitti è la protagonista dell’immagine ufficiale della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma!

A novantacinque anni dalla nascita, celebriamo la grande attrice, una delle maggiori interpreti del nostro cinema, con uno scatto realizzato da Sergio Strizzi sul set de “L’eclisse”, capolavoro di Michelangelo Antonioni, premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 1962. Il film – ultima parte della “trilogia dell’incomunicabilità” dopo “L’avventura” e “La notte” – è uno dei momenti più alti del sodalizio artistico fra Vitti e Antonioni: nel ruolo di Vittoria, la protagonista offre infatti una memorabile interpretazione che ha rivoluzionato il modo di essere attrice in Italia. Nello scatto, Vitti è circondata da rigide geometrie che richiamano quelle presenti nel quartiere dell’EUR, una delle principali ambientazioni del film, e che contribuiscono a disegnare una Roma moderna e asettica, diversa da quella mostrata nei film dell’epoca. Grazie a uno stile di recitazione innovativo, legato alla psicologia del personaggio e specchio dell’alienazione contemporanea, l’interprete riesce a fondersi perfettamente con l’universo visivo del regista.

📷 Monica Vitti (Foto di Sergio Strizzi. Da Archivio Sergio Strizzi)

Premio Speciale della Giuria a  , 𝐍𝐀𝐙𝐀 di Yuval Abraham e Rachel Szor - il film che ha ricevuto la standing ovation più ...
21/09/2026

Premio Speciale della Giuria a , 𝐍𝐀𝐙𝐀 di Yuval Abraham e Rachel Szor - il film che ha ricevuto la standing ovation più lunga di sempre (25 minuti) alla Mostra del Cinema - vi aspetta il 𝟐𝟖 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 al Cinema Multiplex

alle ore 17.30 e alle ore 20.00

Alle 20.00 interverranno:
Alfonso Amendola, docente di arte visive, della musica e dello spettacolo, Università di Salerno

Antonello Petrillo, docente di Sociologia del mondo islamico e Topografie dello spazio sociale, Università di Napoli

Moderano: Michela Mancusi e Daniela Esposito, ZiaLidiaSocialClub

𝐍𝐀𝐙𝐀 è stato designato FILM DELLA CRITICA dal SNCCI con la seguente motivazione:

Grazie a una messa in scena essenziale ma efficacissima, NAZA ci fa scoprire come il governo di Israele pianifica l’eliminazione di Hamas e di chiunque a Gaza tenti di contattare organizzazioni umanitarie, senza alcun tipo di preoccupazione per i civili incolpevoli che vengono uccisi in quelle operazioni. Intervistati da due dei registi di No Other Land, 24 membri dei servizi e dell’esercito svelano il cinismo di una guerra vissuta come un videogioco: un documentario sconvolgente e necessario, rigoroso e terribile.

La nostra casa. Ieri, ora e sempre ❤️
20/09/2026

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Avellino
83100

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19:30 - 22:00

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