09/04/2024
Sabato 06.04.24 ho partecipato al convegno del wwf tenutosi a Livorno presso il Museo di Storia Naturale sul tema “Boschi Toscani una scomoda verità” e devo dire che concordo sulle tematiche affrontate, concordo sul fatto che il bosco è un bene di tutti, sulla necessità di mantenere un ecosistema il più possibile naturale, sull'importanza che hanno i corsi d'acqua e le loro sorgenti in bosco, concordo anche sul fatto che un bosco tagliato sia molto impattante, sia durante le fasi di taglio che nei primi anni che seguono le tagliate, ma va anche ricordato che il continuo avanzare del bosco a scapito del pascolo montano spinge gli ungulati nelle tagliate a cibarsi dei germogli, provocando i cosiddetti danni da brucamento, effetto che contribuisce in modo negativo sullo stato vegetativo delle nuove piantine, nate da seme o germoglio delle ceppaie, al punto da provocare in molti casi anche la morte con conseguenza di avere un nuovo bosco diverso dal vecchio.
Quello che non condivido, anzi ho trovato offensivo, l'intervento di un relatore che definisce poveri gli operai o meglio gli addetti che tagliano un bosco ceduo, definiti come personaggi che vengono da paesi non acculturati e che i pochi spiccioli guadagnati li mandano a casa alle proprie famiglie non lasciando niente al territorio. Osservazione acuta, ma del resto lo fanno anche i lavoratori, anche loro poveri, che stendono calcestruzzo sotto le travi che poi crollano, come i lavoratori impiegati nel produrre vini DOC, basilico DOP, o come quelli che lavorano negli allevamenti intensivi, quelli si vere brutture, che fanno male agli occhi, all'ambiente, e a chi consumerà quel prodotto.
La vera bruttura di tutte le modalità di taglio del bosco è il fatto che chi ci lavora è povero; avere poveri tra gli addetti e luminari al comando, che in molti casi cedono a tentazioni offerte dalle multinazionali sicuramente non aiuta il bosco, una di queste è stata quella di costruire una centrale a biomassa tra le più grandi d'Italia, in Sardegna, l'unica regione praticamente senza boschi cedui. Inoltre credo l'aver trasformato il CFS in solo organo di controllo o meglio di repressione è uno dei tanti errori fatto dal luminare di turno al comando; la mancanza di formazione e informazione che andrebbe fatta agli addetti ai lavori oltre al muro culturale che c'è ultimamente tra boscaioli e cittadini i quali vivono il bosco altrui come fosse il loro, fanno il resto.
Credo che anche questa mia riflessione sia “una scomoda verità”
Rinaldi Gian Franco
WWF Livorno https://www.forestsforlifetoscana.it/home Forest For Life
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