Questione Meridionale e Letteratura Meridionalista

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18/07/2023

E l’amore guardò il tempo e rise,
perchè sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restò.
Luigi Pirandello

26/04/2023

Questo filmato, realizzato presso il Teatro Tenda di Roma, è un estratto dello spettacolo "Rocco Scotellaro, vita scandalosa del giovane poeta" di Nicola Sap...

04/10/2021

MATERA.....
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19/04/2021

Malena, un film di Giuseppe Tornatore.
Recensione.
Se ascoltiamo le parole con cui Renato, ormai vecchio, conclude il suo racconto ci accorgiamo che c’è una nota stonata quando dice: “…ora che sono vecchio e ho consumato banalmente la mia vita …
Allora ci chiediamo: Come può dire di aver consumato banalmente la sua vita un uomo che da ragazzo ha vissuto appassionatamente, come un eroe, un innamoramento così tenero e disinteressato?
E ci chiediamo ancora: È un refuso la nota stonata? Tornatore era distratto?
La mia risposta è che no, la nota “stonata” è stata messa lì a ragion veduta perché, nonostante il suo aspetto eroico, innocente, pulito e promettente, Renato è quel bambino che, nel Nuovo cinema Paradiso, veniva accompagnato a scuola a suon di sberle. Quel bambino che solo un “miracolo” avrebbe potuto portarlo a vivere una vita straordinaria, inconsueta, sorprendente. Il miracolo non c’è stato per Renato. Per Peppuccio invece sì. Tutt’altro padre il suo! Ed ecco perché Giuseppe Tornatore dedica il film a Peppino Tornatore, suo padre!
È ancora sul padre che mette l’accento in questo film il regista. Sul padre, che nello specifico, in Malena, è un buon padre e non è un buon padre, in quanto capisce e non capisce le esigenze di crescita del figlio. Lo aiuta e non lo aiuta. Interviene, sì, ma è sempre burbero e infine si dilegua. Col figlio non lo vediamo parlare neanche una volta.
Con queste premesse, secondo me, quel ragazzo così promettente la vita la consumò “banalmente”.
Renato ragazzo, è vero, ce la mette tutta per crescere e piano piano diventa un autodidatta che per la sua educazione sentimentale trova materia nel cinema, per le strade e nei locali di ritrovo della cittadina. Con la sua bicicletta è sempre pronto a raccogliere gli elementi di una storia che lo attrae e lo indigna. Nella fantasia e con piccoli gesti anche nella realtà, si trova ad essere trasformato in un angelo fustigatore e in un innamorato senza speranza. Sputa nei bicchieri delle malelingue, rompe i vetri dei negozi, piscia dentro le borse delle moraliste invidiose. Scrive lettere d’amore che mai spedirà. Si affida ai santi del paradiso e li punisce per la loro sordità…
Nel film poi c’è Malena. L’altra protagonista. Le storie dei due protagonisti, come due rette parallele, scorrono senza incontrarsi perché non c’è nulla da fare: le fantasie umane vivono in un’altra dimensione.
Malena, infatti, testa alta e occhi bassi, va per la sua strada senza curarsi del ragazzino che incrocia più volte sulla sua strada, senza curarsi dell’invidia delle donne che vivono la sua bellezza come un’esca che minaccia la fedeltà dei propri uomini. Malena va per la sua strada, fa le cose secondo l’occorrenza. Con lo sguardo indifferente e con il sorriso amaro è e resta una donna seria nonostante le vicende che la riguardano. I suoi occhi sorridono impercettibilmente solo alla fine, quando Renato le dice: Buona fortuna signora Malena!
Il filtro dorato della fotografia filmica richiama quel sole malandrino di Sicilia che fa belle le cose e seduce lo sguardo. Si fa fatica a cogliere veramente tutto, sullo schermo c’è un sovrappiù inafferrabile. Per godere della bellezza delle immagini in movimento, dell’eleganza dei costumi, della classe, dello stile, del garbo caratteristico delle comparse che fanno ora da sfondo, ora da cornice ai due protagonisti principali, il film è da vedere tante volte. Se lo si guarda al computer, infatti, e si ferma l’immagine, ogni fotogramma dà l’impressione di essere caduti dentro la galleria d’arte di un pittore di grande talento, di quelli che ti fanno godere e ti fanno dire: Questi quadri li vorrei tutti a casa mia! (Guttuso?).
Un’opera d’arte Malena!
Un’opera di poesia filmica!
Grazie, Tornatore!

Cancelli arruginiti....
05/11/2020

Cancelli arruginiti....

18/02/2020

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.

13/02/2020

"La Sicilia è difficile. Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei. La Sicilia è difficile. La sua arretratezza sociale ed economica è una lunga distanza geografica e mentale che la spinge lontano dall’Europa. La Sicilia è crudele. Le atrocità della mafia sono un marchio d’orrore che tutti i siciliani si portano appresso come il numero impresso sulla carne degli ebrei dei lager. Non si può cancellare. La Sicilia è bellissima e dura col suo sole titanico e tirannico, la sua luce violenta, il suo mare che dipinge e colora l’aria e la rinfresca. Bellissima e morbida nelle sue lente sere odorose, ridondanti di brezze lievi e vestiti leggeri e di chiacchiere indolenti, di luci lungo le coste, di cibi sensuali. La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero."
Leonardo Sciascia

13/02/2020

Sono Passati MOLTI Anni, Pieni di Guerra, e di quello che SI fà chiamare la Storia. Spinto in quanto e la alla ventura,non Ho potuto finora mantenere la promessa Fatta, la-sciandoli,ai Miei contadini, di Tornare fra Loro, e non cosìdavveroSE e QUANDO Potro Mai mantenerla. Ma, chiusoinUna stanza, e nel un mondo chiuso, mi E Grato riandareconla memoria un' quell'altro mondo, Serrato nel dolore enegliUSI, negato alla Storia e allo Stato, Eternamente PA-ziente;un' Quella Mia Terra Senza Conforto e dolcezza, DO-veI l contadino vive, Nella miseria e Nella lontananza, lasuaimmobile Civiltà, su un Suolo arido, Nella presenzadellamorte.-Noi non siamo Cristiani, - Essi Dicono, - cristo SI èfermatoun' Eboli -. Cristiano vuol dire, nel Loro linguaggio,Uomo: e la frase proverbiale Che Ho sentito tantevolteripetere, Nelle Loro bocche non E forse nulla piúcheL'Espressione di Uno sconsolato Complesso di infezione.Noi non siamo Cristiani, non siamo Uomini, nonsiamoconsiderati ve**re Uomini, mamma bestie, bestie da so,e Ancora io no Che Le bestie, io fruschi, io frusculicchi,cheVivono la Loro libera vita Diabolica o angelica, per-chéNoi dobbiamo invece subito I l mondo dei cristiani,cheSono di la dall'orizzonte, e sopportarne I l peso e ilconfronto.mamma la frase ah un Senso molto piú profondo,che,ve**re sempre, Nei Modi simbolici, E Quello letterale.cristoSI E davvero fermato un' Eboli colomba la strada e iltrenoabbandonano la costa di Salerno e I l Mare, e SI Ad-dentranoNelle desolato terre di Lucania. cristo non èmaiarrivato qui, né VI E arrivato I l tempo, né l'anima individuale,né la speranza, né I l legame Tra Le causa e glieffetti,la ragione e la Storia. cristo non E arrivato, vieninonerano Arrivati io romani, Che presidiavano Le grandistradee non entravano fra io Monti e Nelle foreste, né iogreci,Che fiorivano sul cavalla di Metaponto e di Sibari:nessunodegli arditi Uomini di occidente ah portatoquaggiúI l Suo Senso del tempo Che SI muove, né la SUA teocrazia statale, né la SUA perenne Attività Che cresce suseSTESSA. Nessuno ah Toccato this Terra SE non vieniunconquistatore o un nemico o un Visitatore incom-prensivo.Le stagioni Scorrono sulla fatica contadina, Og-give**re Tremila Anni prima di cristo: Nessun messaggioumanoo divino SI E rivolto un' this Povertà refrattaria.Parliamoun Diverso linguaggio: la Nostra lingua E qui in-comprensibile.io grandi Viaggiatori non Sono Andati di làdaiConfini del proprio Mondo; e Hanno percorso io sen-Tieridella propria anima e Quelli del bene e del maschio,dellamoralità e della redenzione. cristo E sceso nell'in-fernoSotterraneo del moralismo ebraico per romperneleporte nel tempo e sigillarle nell'eternità. mamma nel questaterraOscura, Senza Peccato e Senza redenzione, colomba ilmaschionon E morale, mamma E un dolore terrestre, Che STA per sempre Nelle Cose, cristo non è disceso. Cristo si è fermato ad Eboli.

https://youtu.be/zMUKRndOAWE?t=20s
13/02/2020

https://youtu.be/zMUKRndOAWE?t=20s

Le prime scene del film di Francesco Rosi con Gian Maria Volontè, tratto dall'omonimo libro dello scrittore, pittore e medico Carlo Levi

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