04/02/2026
A volte basta un invito semplice:
“Vieni a cucinare con noi?”
E da un sì detto col cuore, in poco tempo, la tavola si allunga.
Un amico diventa dieci presenze inattese.
Le pentole fumano, le sedie si aggiungono, le mani si moltiplicano.
È successo anche l’altra sera a Progetto Amico.
E in quel caos bello, vivo, imperfetto, abbiamo capito ancora una volta cosa significa servizio.
Servizio è essere per strada, accanto a chi non ha nulla.
A chi cerca un piatto caldo, sì…
ma anche uno sguardo, una parola, un posto a tavola.
E così ti ritrovi a cenare con perfetti sconosciuti
che, dopo pochi minuti, sembrano persone che conosci da sempre.
Con le fragilità di chi è più giovane, più impaziente, più irrequieto.
Con le storie pesanti e le risate improvvise.
Come una piccola, grande famiglia che nasce senza preavviso.
Queste serate non si programmano.
Accadono.
E quando accadono, ti ricordano perché siamo qui.
Grazie a chi arriva, a chi resta, a chi serve. Grazie ai ragazzi Agesci di Campo Calabro.
Grazie a chi porta pane… e a chi porta umanità. 💛