12/08/2026
𝐀 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐨, 𝐟𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐚𝐠𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚, 𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝐑𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞𝐭𝐨 (𝐓𝐍), i lavori per la costruzione del filatoio erano iniziati nel 1802 e si erano conclusi nel 1805 ad opera della famiglia Marzani di Villa Lagarina.
🧑🏻E' Filippo, il figlio di Giovanni Battista Marzani, che decide d'intraprendere la produzione di organzino o orsoglio, affidando l'incarico di erigere il filatoio sul terreno di sua proprietà all'impresa dei Caminada, una stirpe di costruttori comacini, originari di Brienno, che da alcuni decenni operava a Rovereto.
🏭 L'edificio, articolato su cinque piani, era destinato ad ospitare tre piante di filatoio/torcitoio alte ciascuna 11 metri con 10 valichi, ognuno attrezzato di fusi a sostegno dei rocchetti su cui è avvolta la da torcere e di aspi destinati a raccogliere le matasse di filo torto svolto dai rocchetti, per un totale stimato di 3.240 rocchetti.
La ruota idraulica per muovere i tre alberi del filatoio, con un diametro di 4,5 metri, doveva essere collocata a monte dell'edificio per permettere un "sufficiente
declivio" all'acqua della roggia del Rio Molini.
Nel progetto iniziale erano previste anche cinque botteghe, quattro cucine e due stalle. (info: da contratto redatto nel 1802, catalogo mostra "Le vie della seta in Vallagarina").
🧵Oggi l'edificio è visitabile ed è una rara testimonianza dell' originaria struttura lignea del filatoio, infatti è possibile vedere un albero rotante con la parte superiore della sua incastellatura e residui dei piani relativi al secondo albero.