I Mille Occhi

I Mille Occhi I Mille Occhi - Festival internazionale del cinema e delle arti
XXIV edizione
Trieste 12-17 settembre 2025

L’obiettivo dei Mille Occhi, attivi dal 2002, è di ripensare la forma festival, convinti che l’importanza del cinema non debba basarsi solo su quanto già affermatosi, ma debba cercare nuovi target di pubblico, rimescolando le carte tra cose note e poco note, tra cinema del passato e produzione corrente, tra status quo generazionali. Per questo motivo, lo sguardo dei Mille Occhi, che prende il nome

dal titolo originale de "il Diabolico Dottor Mabuse" di Fritz Lang, non intende restringersi a un territorio o a un’epoca o a un genere: rivolgere il proprio interesse a 360 gradi verso il cinema implica un’esigenza di convinzione su tutte le scelte di programma, rinunciando a mere panoramiche informative; implica anche mettere in rapporto le parti di questo programma, superando ghettizzazioni quali gli spazi retrospettivi, giacché i film rivivono al presente a ogni proiezione, e gran parte di ciò che ha un valore nella produzione cinematografica attende ogni volta che questo valore sia focalizzato da un nuovo pubblico, all’insegna del gusto per la scoperta.

Mercoledì 26 novembre, ore 20.30, Cinema SocialeIngresso liberoAnticipati dall’introduzione in sala di Sergio Germani, s...
24/11/2025

Mercoledì 26 novembre, ore 20.30, Cinema Sociale
Ingresso libero

Anticipati dall’introduzione in sala di Sergio Germani, saranno proiettati “Il lavoro” (episodio di Boccaccio '70, Italia 1962) con Romy Schneider e Tomas Milian, “La strega bruciata viva” (episodio di Le streghe, Italia/Francia 1967) con Silvana Mangano, Annie Girardot, Massimo Girotti e Clara Calamai, e il documentario “Appunti su un fatto di cronaca” (Italia 1951). Si tratta di tre splendide rappresentazioni di femminilità fragili che, agli occhi di Da Campo, sottolineano in Visconti una forza di messinscena proprio nel rappresentare figure di donna. Da Campo non può non riconoscersi in queste “proiezioni”, nel momento stesso in cui di Visconti rifiuta invece Morte a Venezia, contrapponendogli il suo Il sapore del grano. L’“Appunto” che conclude la serata è la ricostruzione di un atroce fatto di cronaca, lo stupro e l'uccisione della dodicenne Antonella Bracci, con il commento di Vasco Pratolini letto da Giorgio De Lullo, e rappresenta «la più dura immagine di quel degrado sociale che il neorealismo sognò di sconfiggere» (Sergio Germani).

PROSEGUE A GEMONA CON "RISO AMARO", FILM CULT DI GIUSEPPE DE SANTIS, LA RASSEGNA DELLA CINETECA “L’ETA DELL’AMORE”.Merco...
17/11/2025

PROSEGUE A GEMONA CON "RISO AMARO", FILM CULT DI GIUSEPPE DE SANTIS, LA RASSEGNA DELLA CINETECA “L’ETA DELL’AMORE”.

Mercoledì 19 novembre, ore 20.30, Cinema Sociale
Ingresso libero.

L’appuntamento al Cinema Sociale di Gemona con la rassegna della Cineteca del Friuli dedicata al cineasta, scrittore e collezionista Gianni Da Campo a completamento della mostra “L’età dell’amore” è con un film di culto, uno dei più noti e di maggiore successo del periodo neorealista, "Riso amaro" (1949) di Giuseppe De Santis, con Silvana Mangano, Vittorio Gassman, Doris Dowling, Raf Vallone, Checco Rissone e Nico Pepe.
Nella Mangano del film Gianni Da Campo adolescente riconobbe un’apparizione carnale, la prima figura di donna dello schermo (accadrà poco dopo e in maniera definitiva con Marina Vlady, anch’ella diretta da De Santis) su cui proiettare l'immagine della Pantera Bionda dell’amato fumetto, visione insieme fragile e salvifica del femminile.
La rassegna è a cura di Sergio M. Grmek Germani, che come sempre introdurrà la proiezione.

11/11/2025
10/11/2025

● Giovedì 13 novembre ore 12 Antico Caffè San Marco ●
Si presenta a Trieste il film sloveno in concorso al 43° Torino Film Festival 2025 e in cartellone al 37° Trieste Film Festival 2026 "IDA WHO SANG SO BADLY EVEN THE DEAD ROSE UP AND JOINED HER IN SONG", una produzione TEMPORAMA - Slovenski Filmski Center

10/11/2025

IDA, KI JE PELA TAKO GRDO, DA SO ŠE MRTVI VSTALI OD MRTVIH IN ZAPELI Z NJOEster Ivakič, SI/HR 2025, 109 minKann ein Lied die Toten zurückholen? Ida glaubt fe...

Mercoledì 29 ottobre, alle 20.30 al Cinema Sociale di Gemona "I bambini ci guardano", un capolavoro di Vittorio De Sica,...
28/10/2025

Mercoledì 29 ottobre, alle 20.30 al Cinema Sociale di Gemona
"I bambini ci guardano", un capolavoro di Vittorio De Sica, co-sceneggiato da Cesare Zavattini
all'interno della rassegna cinematografica organizzata dalla Cineteca del Friuli e curata da Sergio M. Grmek Germani che accompagna e completa la mostra “L'età dell'amore” allestita al Castello di Gemona e dedicata alla figura del cineasta, scrittore e collezionista veneziano Gianni Da Campo.

Uscito nel 1943, l'anno di nascita di Da Campo, "I bambini ci guardano" cadde allora nella disattenzione di un'Italia lacerata dalla guerra, per rivelarsi nel dopoguerra non solo un'opera di apprendistato di De Sica regista ma il suo primo capolavoro e forse il suo film più bello in assoluto, dove lo sguardo di un bambino sul mondo dei grandi ha l'emozione del cinema puro, più ancora che in "Sciuscià" e "Ladri di biciclette".
Da Campo scopre il film da adolescente e vi riconosce tutti i traumi della propria famiglia divisa. Con il bimbo prodigio Luciano De Ambrosis, l’attore Emilio Cigoli, che diverrà un ancor più grande doppiatore, la diva Isa Pola, Adriano Rimoldi e un giovanissimo Marcello Mastroianni, è un film-miracolo, tragico eppure divertito (non a caso vi risuona la canzone del Trio Lescano "Maramao perché sei morto?"), un film per tutte le generazioni, di oggi e di domani.
La proiezione sarà preceduta dall’introduzione di Sergio M. Grmek Germani.

Mercoledì 22 ottobre alle 20.30 Inizia al Cinema Sociale di Gemona la rassegna cinematografica che la Cineteca del Friul...
20/10/2025

Mercoledì 22 ottobre alle 20.30
Inizia al Cinema Sociale di Gemona la rassegna cinematografica che la Cineteca del Friuli organizza a completamento della mostra “L'età dell'amore. Collezione Gianni Da Campo: una storia intima del cinema e del fumetto italiano”, varata a luglio dal Comune di Gemona e dalla Cineteca nella sede espositiva del Castello.
Come la mostra, anche le proiezioni, a cadenza settimanale da ora al finissage di marzo 2026, sono a ingresso libero.

Si parte dal film che dà il titolo all’esposizione, quello attraverso cui Gianni Da Campo adolescente incontrò su schermo la sua musa assoluta, Marina Vlady, l’attrice francese di origini russe che in Italia realizzò alcuni dei suoi film più belli. Invisibile da decenni su schermo, "L'età dell'amore" di Lionello De Felice, coproduzione italo-francese del 1953, è stato appositamente restaurato nella sua versione integrale di 110 minuti dalla Ripley's/Viggo. Si tratta dell'anteprima assoluta di un'opera bella e commovente, in cui col regista De Felice e lo sceneggiatore Franco Brusati collaborano tre grandi Mario: Nascimbene alla musica, Montuori alla fotografia, Serandrei al montaggio. Bianca Lattuada, sorella e spesso collaboratrice di Alberto Lattuada, ha diretto la produzione. Con una Marina Vlady giovanissima è coprotagonista il coetaneo Pierre-Michel Beck, mentre nel ruolo del padre di lei c'è un magistrale Aldo Fabrizi.

"L’età dell’amore", come anche i film successivi, sarà introdotto in sala dal curatore della mostra e della rassegna, Sergio M. Grmek Germani.

Se nell’esposizione sono direttamente presenti molti oggetti dalla collezione acquisita dalla Cineteca, e in particolare alcuni manifesti cinematografici di grande fascino, la rassegna unisce l’opera di Da Campo regista ai film che lo formarono come spettatore e rivela ancora meglio come egli, nella sua molteplice attività di cinefilo collezionista e autore di film e testi letterari, sia riuscito a rileggere in modo personale e affascinante la storia del cinema italiano dagli anni 40 agli anni 80, anche nel suo rapporto con il fumetto e la canzone, e in quello col noir francese ispirato da Georges Simenon, il grande scrittore belga di cui Da Campo è stato studioso e biografo.

Della mostra, che prosegue con successo ed è aperta regolarmente ogni weekend (venerdì 14.30-18, sabato e domenica 10-12.30 / 14.30-18), si segnalano le aperture straordinarie del mese di ottobre nei pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì (14.30-18).

18/10/2025

Zsofi is struggling to fit in at her new school – singing in the school’s famous choir is her only consolation, but the choir director may not be the inspira...

10/10/2025

Letošnja Nobelova nagrada za književnost gre v roke madžarskemu pisatelju Lászlu Krasznahorkaiju "za njegovo prepričljivo in vizionarsko delo, ki sredi apokaliptičnega strahu ponovno potrjuje moč umetnosti". Nagrado bo prejel decembra na uradni podelitvi.

10/10/2025

«Una storia europea con il grande e giovane filosofo con cui fare ancora i conti», racconta il regista. Numerose le voci per raccontare la figura.

🎬👁️ Annuncio del vincitore!Si chiude con grande entusiasmo la XXIV edizione de I Mille Occhi – Festival internazionale d...
18/09/2025

🎬👁️ Annuncio del vincitore!

Si chiude con grande entusiasmo la XXIV edizione de I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti 👁️🎬 e il pubblico ha scelto il film che meglio rappresenta il cuore del festival: Death of Dracula (Romania/Ungheria/Francia, 2025) di Attila Gödri, Gyopár Buzási, Flóra Kovács, Szabolcs Sztercey, Orsolya Orbán, Boglárka Angéla Farkas, Nóra Miklós e Zsófia Makkai della Sapientia EMTE - Média Tanszék. 🧛‍♂️

Realizzato da giovani studenti della Sapientia University, il film reimmagina il perduto Drakula halála di Károly Lajthay (1921), la prima apparizione sullo schermo del celebre vampiro di Bram Stoker, unendo rigore filologico e libertà creativa. Un’opera che trasforma un tassello mancante della storia del cinema in un racconto cinematografico nuovo e sorprendente.

«Il premio del pubblico a un film come Death of Dracula rappresenta perfettamente il cuore del festival e il suo slancio verso un futuro possibile per una cinefilia seria ma non seriosa» – commenta il direttore Giulio Sangiorgio.

E non finisce qui: Relâmpagos de críticas murmúrios de metafísicas di Rodrigo Lima e Júlio Bressane sarà trasmesso su Fuori Orario, Rai 3, il celebre programma notturno che dal 1988 accompagna i cinefili alla scoperta del cinema invisibile. 👁️🎬

✨ Grazie a tutti per aver partecipato a questo viaggio tra memoria, ricerca e grandi emozioni cinematografiche!

Mercoledì 17 settembre – Ultima giornata al cinema per la XXIV edizione de I Mille Occhi – Festival internazionale del c...
16/09/2025

Mercoledì 17 settembre – Ultima giornata al cinema per la XXIV edizione de I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti. Una chiusura che attraversa identità, storia e politica, dal cinema della diaspora armena alle riletture della mafia secondo Sciascia, passando per l’omaggio a Hitchcock e per l’opera monumentale di Bressane e Lima.

Si comincia alle 14.30 con il primo appuntamento dedicato al cinema armeno transnazionale: Uomini, anni, vita (1990) di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, celebri per il loro lavoro di rielaborazione dei materiali d’archivio, e Arménie 1900 (1981) di Jacques Kébadian, che ricostruisce attraverso immagini e lettere un immaginario album di famiglia alla vigilia del genocidio.

Alle 16 il concorso internazionale Cinema sul cinema presenta Relâmpagos de críticas murmúrios de metafísicas (2024) di Rodrigo Lima e Julio Bressane: un mosaico vibrante di 48 opere brasiliane che attraversa oltre un secolo di cinema.

Alle 18.45 la sezione Young and Innocent prosegue con Juno and the Paycock (1929), raro affondo irlandese di Alfred Hitchcock nel passaggio tra muto e sonoro.

Chiude la giornata, alle 21, Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani, dal romanzo di Leonardo Sciascia, con Franco Nero e Claudia Cardinale: un’opera fondativa del cinema civile italiano.

Il festival prosegue con una coda speciale su Rai 3: Fuori Orario trasmetterà l’opera di Lima e Bressane, in onda nelle notti successive.

Tutte le proiezioni al Cinema Ariston sono a ingresso gratuito.

Indirizzo

Trieste
34132

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