Trevignano FilmFest

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Trevignano FilmFest Il TFF è una rassegna cinematografica a tema che si svolge dal 2012 nello storico Cinema Palma

GRAVE LUTTO PER TUTTI NOI, STEFANIA PALMA NON C'E' PIU'Una persona gentile, sorridente, accogliente. Stefania Proietti i...
11/10/2026

GRAVE LUTTO PER TUTTI NOI, STEFANIA PALMA NON C'E' PIU'

Una persona gentile, sorridente, accogliente. Stefania Proietti in Palma, moglie di Fabio, il proprietario dello storico cinema sul Lago di Bracciano dove da quindici anni si tiene la nostra rassegna a tema, non c'è più. Un male dall'accelerazione improvvisa, ce l'ha portata via. Ci stringiamo attorno a Fabio, che perde la compagna che gli ha dato amore per tutta una vita. Sempre pronta a consigliarlo, a sostituirlo alla cassa del cinema, a curare ogni problema burocratico. E ai figli Francesco, con la moglie Mili, e Federico. Diamo un grandissimo abbraccio alla piccola Irene, che non ha più una nonna giovane e dolcissima.
I funerali si terranno lunedì 12 ottobre alle 15, presso la chiesa di San Bernardino, accanto al cimitero di Trevignano.

CHIUSURA CON "MARY ANNING" PER I RAGAZZI DELE MEDIELa primizia dell’ultimo giorno è stata regalata ai ragazzi delle scuo...
01/10/2026

CHIUSURA CON "MARY ANNING" PER I RAGAZZI DELE MEDIE

La primizia dell’ultimo giorno è stata regalata ai ragazzi delle scuole medie di Trevignano (nella foto, di spalle). Soltanto loro hanno potuto godere del nuovissimo film di animazione “Mary Anning cacciatrice di fossili”, di Marcell Barelly, con al centro la storia vera della dodicenne Mary, che salva la famiglia caduta in povertà dopo la morte del padre, grazie a un reperto di valore eccezionale trovato seguendo proprio un disegno del papà. E’ il 1811 e Mary diventerà la prima paleontologa dell’era moderna. Ai titoli di coda, scoppia l’applauso. E prima che il geologo Alessandro Mecali parli delle origini vulcaniche del lago di Bracciano e dei resti di 6 mila anni fa del villaggio di palafitte “La Marmotta”, alla domanda su che voto dare al film la risposta del Cinema Palma è un coro compatto: “Dieci!”

E’ con questa dodicesima proiezione che lunedì 28 settembre si è conclusa l’edizione numero 15 del Trevignano FilmFest, dedicata ad “Avere e non avere” e salutata da un grande successo di pubblico, con commenti pieni di entusiasmo sui film proiettati. La mattina di domenica 27 erano stati presentati al pubblico i quattro cortometraggi finalisti di un concorso sperimentale, “Cortogiovani”, affidato a Margherita Concina e dedicato agli esordienti. La giuria, guidata da Ilaria De Laurentiis, vincitrice del David di Donatello con il documentario “Rossellini – Più di una vita” ha decretato come vincitore “The Drowned” di Davide Negri e Alessandro Reato, che hanno ricevuto il trofeo del FilmFest e un premio di 500 euro. Ma applausi anche per “Anida” di Arianna Currao e Cesare Scorza, “Il mare è breve” di Matteo Gamannossi e Riccardo Cucumarolo e “Squatter” del tedesco Felix Malz, anche lui presente in sala.

Nel pomeriggio di domenica, prima e dopo il film “Mama”, il pubblico ha potuto ascoltare la prosa affabulante di Monsignor Vincenzo Paglia, Consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, che ha dialogato con gli spettatori su povertà, migrazioni e sul nodo della vecchiaia, L’”Età grande”, come titola il suo ultimo libro. Sabato l’ospite, stavolta a distanza, era stata Seemab Gul, regista pakistana di “Ghost School”, proiettato subito dopo l’esibizione della “Scoop Jazz Band”, nella piazzetta del cinema, con brindisi per il pubblico. Unico film italiano, molto apprezzato, “Il sogno dei pastori”, con ospite il regista Tomaso Mannoni.

Sul palco del Palma, in questi giorni, si sono alternati tanti esponenti della società civile: da Marco Rossi Doria, maestro di strada, presidente dell’impresa sociale “Con i bambini”, al sociologo Marco Omizzolo, in prima fila nella lotta contro caporalato e mafie agricole, al giornalista e scrittore Riccardo Staglianò, autore del libro “Tassare i milionari – Prendere ai ricchi per dare ai poveri”. Ragguardevole, come del resto ogni anno, il successo mediatico. Servizi del Messaggero on line e cartaceo, di Repubblica.it, del Tg Rai del Lazio, e delle principali agenzie di stampa nazionali, Ansa, AdnKronos, Dire, Asca.

CON PALESTINA 36 E LA REGISTA CHE PARLA AL PUBBLICOTUTTO ESAURITO AL TREVIGNANO FILMFEST“La rivolta del 1936 non era sta...
28/09/2026

CON PALESTINA 36 E LA REGISTA CHE PARLA AL PUBBLICO
TUTTO ESAURITO AL TREVIGNANO FILMFEST

“La rivolta del 1936 non era stata mai raccontata, eppure è uno dei momenti chiave nella storia palestinese”. Il volto intenso della regista Annemarie Jacir giganteggia sullo schermo, la sala è piena fino all’ultima poltrona: Palestina 36 racconta vicende antiche di quasi un secolo, ma palpitanti d’attualità. L’affluenza del pubblico al Cinema Palma, per la quindicesima edizione del Trevignano FilmFest, è stata così travolgente che si è dovuta aprire una seconda saletta per consentire a tutti di vedere il film.

In quell’anno lo stato d’Israele non esisteva ancora, la guerra mondiale era incombente; gli ebrei, perseguitati in Germania e altrove, affluivano in Terrasanta per costruire il “focolare nazionale” promesso dalla potenza coloniale occupante, la Gran Bretagna. Ma non era terra vuota, quella: ci abitava da secoli un popolo, i palestinesi, che si vedeva sottrarre ogni giorno spazio e diritti. E nel 1936 arrivò alla ribellione armata contro gli inglesi.
“Ci sono voluti dieci anni a preparare questo film, il più difficile della mia carriera”, racconta Jacir, la prima palestinese a dirigere lungometraggi. “Abbiamo iniziato e poi interrotto la produzione quattro volte, siamo andati in bancarotta”. Benché le autorità coloniali e l’esercito inglese siano i “cattivi” del film, tecnici e produttori britannici hanno partecipato senza obiezioni all’opera. “Le uniche pressioni, gli unici ostacoli sono venuti dall’esercito israeliano e dai coloni. Una volta ultimato il film, la prima proiezione è avvenuta a Gaza, poi un po’ dappertutto in Israele, fino a quando le autorità israeliane lo hanno vietato, chiudendo la sala e affiggendo un cartello sulla porta: questo film è illegale”.

Eppure gli ebrei, nella pellicola di Jacir, non appaiono tanto come nemici, quanto come alieni, calati da lontananze siderali. Ad arrestare, picchiare, distruggere, bruciare raccolti, uccidere quasi a caso sono i militari britannici. E non ne escono affatto bene neanche le élites palestinesi del tempo, intente a soppesare i guadagni che l’afflusso degli ebrei poteva consentire.

Ad aiutare il lavoro della regista è stata la cura con cui gli inglesi già allora documentavano e archiviavano ogni cosa, filmando volti e abitudini, scene di strada e manifestazioni di protesta, “e perfino i loro crimini”. A quegli archivi ha potuto attingere Jacir, riuscendo a fonderli alla perfezione con la vicenda romanzata. “Ho voluto a tutti i costi, letteralmente, che i filmati d’archivio venissero colorati, per non creare discontinuità nella narrazione”. L’operazione è riuscita perfettamente: l’unico elemento che distingue le sequenze d’epoca è il diverso formato sullo schermo.

C’è perfino un attore di rinomanza mondiale in Palestina 36, Jeremy Irons. Impersona Arthur Grenfell Wauchope, l’Alto commissario britannico che non sa come cavarsela, ma ha un’unica stella polare, la missione civilizzatrice del Regno Unito. “Jeremy è stato praticamente il primo a salire a bordo. Lo ha convinto la moglie, che è irlandese e ha i suoi motivi per detestare il colonialismo inglese. Ha letto la sceneggiatura e gli ha detto: questo film lo devi fare. Per Annemarie, e per me”.
Michele Concina

LA REGISTA DI "PALESTINA 36" DIALOGHERA' CON IL FILMFESTAnnemarie Jacir (nella foto), la regista di “Palestina 36 – Quan...
16/09/2026

LA REGISTA DI "PALESTINA 36" DIALOGHERA' CON IL FILMFEST

Annemarie Jacir (nella foto), la regista di “Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio”, si collegherà con il Trevignano FilmFest per rispondere alle domande del direttore artistico Fabio Ferzetti e degli spettatori. Questo avverrà alle 21 di venerdì 25 settembre, la seconda serata della nostra rassegna, quando è in programma il film. E’ stata la regista in persona a confermare la volontà di esserci, anche se in videoconferenza. Dopo la proiezione, l’incontro con Eric Salerno, per trent’anni corrispondente del “Messaggero” da Gerusalemme.

“Palestina 36” racconta l’antefatto della tragedia palestinese. E cioè la rivolta guidata dai contadini contro il colonialismo britannico, protrattasi fino al 1939. Trent’anni di dominio inglese erano divenuti insopportabili, e nello stesso tempo creava scompensi l’arrivo in queste terre di un numero crescente di immigrati ebrei, in fuga dall’antisemitismo che domina in Germania, in Italia e in altre parti dell’Europa. Le proiezioni di venerdì 25 inizieranno alle 15, con il film “The End” di Joshua Oppenheimer, al quale seguirà il documentario “The Pickers”, I raccoglitori, della tedesca Elke Sasse. Un viaggio sconvolgente nel mondo degli immigrati invisibili, sfruttati come schiavi in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. Ospite il sociologo Marco Omizzolo, protagonista di tante battaglie contro il caporalato.

La quindicesima edizione della rassegna a tema, dedicata al divario crescente tra ricchezza e povertà, inizierà il 24 settembre alle 17. A partire dalle 16, si potranno acquistare davanti al Cinema Palma le FilmFest card che, con soli 10 euro, daranno diritto alla visione di tutti e 11 i film in programma. Chi vorrà offrire di più, e sostenere l’iniziativa gestita da un gruppo di giornalisti volontari, potrà farlo. Saranno più incentivati soprattutto coloro chi abitano in loco, e non debbono spendere soldi in benzina per raggiungere la cittadina in riva al lago di Bracciano. Il programma della quindicesima edizione del FilmFest lo trovate sulla home page del nostro sito, www.treviganonofilmfest.it .

DA GIOVEDI' 24 IL FILMFEST, 11 PROIEZIONI A SOLI 10 EUROCome per la prima edizione del 2012, così per la quindicesima ch...
14/09/2026

DA GIOVEDI' 24 IL FILMFEST, 11 PROIEZIONI A SOLI 10 EURO

Come per la prima edizione del 2012, così per la quindicesima che inizia il 24 settembre. Il costo della FilmFest Card non aumenta: appena 10 euro per aver diritto alla visione di tutti gli undici film in programma quest’anno. Meno di un euro a proiezione. Siamo un’Associazione culturale, non abbiamo fini di lucro, e tutte le risorse che riusciamo a reperire le dedichiamo al pubblico. Inoltre, cerchiamo di favorire l’arrivo nello storico Cinema Palma di Trevignano Romano di appassionati che giungano da fuori, per esempio da Roma in auto, e che si fermino un solo pomeriggio e una sola serata per godersi un paio di film. Così abbiamo deciso che giovedì 24 settembre alle ore 16, quando, un’ora prima dell’inaugurazione, inizieremo a vendere le tessere davanti al cinema, non rifiuteremo offerte eventualmente superiori al prezzo della tessera, anche perché reperire finanziamenti privati è sempre meno agevole.

Siamo molto contenti che il ministero della Cultura abbia dato il punteggio qualitativo più alto alla nostra edizione dell’anno scorso, dedicata ad “Anni Luce – Un secolo dell’Istituto, il cinema esplora la memoria”, su oltre cento rassegne di tutta Italia che al Mic si erano rivolte. E speriamo di ripeterci con l’edizione 2016, il cui tema, come sapete, è un mondo in cui i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri una massa sempre più gigantesca: “Avere e non avere – Il cinema racconta un mondo sempre più diseguale”. L’inaugurazione vedrà l’introduzione del sindaco di Trevignano, Claudia Maciucchi, Comune che da sempre supporta Il FilmFest, e due brevi interventi del presidente della Rassegna Corrado Giustiniani, e del direttore artistico Fabio Ferzetti.

Alle 17.30 il primo film, Aragoste a Manhattan del messicano Alonso Ruizpalacios che, per dirla con Ferzetti, “getta nella New York contemporanea una luce cruda sul sistema occulto di caste vigente nel moderno Occidente” e la sera, alle 21.30, L’uomo d’Argilla, una sorta di variazione sul tema de “La Bella e la Bestia” che ha per scenario un castello simile a quelli delle fiabe. Saranno nostri ospiti in presenza la regista francese Anaïs Tellenne, al suo esordio con questa pellicola, e l’autore delle musiche del film Amaury Chabauty. Nei prossimi giorni racconteremo le proiezioni successive, i cui titoli potete leggere nel programma pubblicato su www.trevignanofilmfest.it

FILMFEST SU RICCHEZZA E POVERTA' DAL 24 AL 27 STTEMBRE.Non solo anteprime, ma anche incontri con personaggi di notevole ...
01/09/2026

FILMFEST SU RICCHEZZA E POVERTA' DAL 24 AL 27 STTEMBRE.

Non solo anteprime, ma anche incontri con personaggi di notevole rilievo della società civile, da Marco Rossi Doria, “maestro di strada”, autore di numerosi libri, presidente dell’impresa sociale “Con i bambini”, già Sottosegretario all’istruzione dal 2011 al 2013, a Monsignor Vincenzo Paglia, Consigliere spirituale della Comunità di S.Egidio. La quindicesima edizione della rassegna di cinema a tema Trevignano FilmFest scatterà giovedì 24 settembre 2026 alle 17, nello storico Cinema Palma della cittadina sul lago di Bracciano, e sarà dedicata a “Avere e non avere – Il cinema racconta un mondo sempre più diseguale”. Una massa sempre più sterminata di poveri da una parte, e folte pattuglie di ricchi sempre più ricchi dall’altra.

Vedremo film ancora non distribuiti nelle sale come “Palestina 36” di Annemarie Jacir, che sarà commentato da Eric Salerno, per trent’anni corrispondente del Messaggero da Gerusalemme, o come il pakistano “Ghost School” dell’anglo-pakistana Seemag Gul, censurato in patria. O ancora, la sera stessa dell’inaugurazione, “L’uomo d’argilla”, con la regista Anais Tellenne ospite in sala, assieme all’autore delle musiche del film Amaury Chabauty. Un’anteprima è anche “The Loneliest man in Town”, di Tizza Covi e Rainer Frimmel, in programma nella serata di chiusura, il 27 ottobre. Undici film in tutto, fra i quali un solo italiano, “Il sogno dei pastori” di Tomaso Mannoni. E una dodicesima proiezione, la mattina del lunedì, dedicata però esclusivamente ai ragazzi delle scuole medie di Trevignano, che si godranno un’altra anteprima: il cartone animato “Mary Anning cacciatrice di fossili” di Marcel Barelli.

Con Riccardo Staglianò, inviato del Venerdì di Repubblica e scrittore, si discuterà della proposta di tassare i supermilionari con un’imposta con aliquote molto basse che finanzierebbe i servizi sociali. Con il sociologo Marco Omizzolo, protagonista di tante battaglie contro il caporalato, si commenterà il film “The Pickers”, i raccoglitori, della tedesca Elke Sasse.

Una grande novità domenica mattina alle 10,30: la premiazione di “Cortogiovani” un concorso sperimentale di cortometraggi, aperto a giovani esordienti, e affidato a Margherita Concina. Verranno proiettati i quattro corti finalisti e una giuria, guidata da Ilaria De Laurentiis, coregista del documentario “Rossellini- Più di una vita” vincitore del Davide di Donatello 2026, designerà il film vincitore, cui andrà il nostro trofeo e un premio di 500 euro.

https://www.trevignanofilmfest.it/programma/

28/12/2025

ANNA FOA AL FILMFEST
SUL DRAMMA DELLA PALESTINA

E’ stato uno dei momenti topici del Trevignano FilmFest 2025, che anche nella sua quattordicesima edizione ha riempito sino all’orlo la sala del Cinema Palma. L’incontro di sabato 22 novembre con la professoressa Anna Foa, fresco Premio Strega per la saggistica con “Il suicidio di Israele”, che prima ha assistito alla proiezione del film “Bye Bye Tiberiade” di Lina Soualem, e poi ha risposto alle domande dell’editore Giuseppe Laterza, del direttore artistico del FilmFest Fabio Ferzetti, del suo presidente Corrado Giustiniani e alle diverse altre formulate dal pubblico. La professoressa, di religione ebraica, ha parlato per più di un’ora, e proponiamo qui il video del suo intero intervento. Per comodità di chi ci segue, ricordiamo, in sintesi, alcuni passaggi significativi.

“BYE BYE TIBERIADE”: “E’ un film straordinario, con le immagini del 1948 inserite in bianco e nero. E’ stato chiaramente girato prima del 2023. Mi ha colpito la totale mancanza di vittimismo: andiamo avanti, nonostante tutto. E’ un film tra due mondi, la madre della regista ha la cittadinanza francese e può muoversi tranquillamente, in Israele come in Siria, le altre no”.

ISRAELE E’ UN PAESE DEMOCRATICO? (minuto 16 in poi) “Fin dal 1948, la democrazia ha mostrato gravi carenze, nonostante la dichiarazione di indipendenza sancisse l’eguaglianza per ebrei e palestinesi con cittadinanza israeliana. Di fatto gli ebrei erano soggetti a legislazione civile, mentre gli altri a giurisdizione militare. La Costituzione mancata? Qui è stato Ben Gurion a non approvarla, come invece il Paese si era impegnato a fare con l’Onu, perché non voleva creare traumi ai religiosi. Uno stato democratico dà assoluta eguaglianza a tutti i cittadini: la Nakba, cioè la cacciata, l’espulsione di 750 mila palestinesi nello stesso 1948, non è certo prova di democrazia. Io non credo (min 20’19) che sia un paese democratico, ma non lo crede una grossa parte degli israeliani. E poi nel 2018, ben prima dunque del 7 ottobre, è stata approvata la legge sul suprematismo ebraico, secondo la quale gli ebrei hanno uno status superiore rispetto agli altri”.

NELLE CARCERI SI TORTURA. (min. 19 e successivi). “Questo scandalo è venuto fuori con le dimissioni della procuratrice generale che aveva diffuso un video che documentava le torture. Nessuno sa come siano morti molti palestinesi in carcere, non sono stati mostrati i feretri”.

L’ESTREMISMO DI NETANYAHU. “Il governo è estremista al massimo grado, ministri e ministre sono favorevoli alla Grande Israele e alla cacciata dei palestinesi. Uno di loro ha avuto un ruolo nell’uccisione di Rabin”. (minuto 21).

LA FLOTILLA E DOPO. “Sì è vero, la flotilla ha avuto un ruolo importante nel diffondere l’indignazione popolare in Europa e nel mondo. Ma sono state importanti anche le foto di tanti bambini affamati. Dopo il piano di pace, i paesi che avevano minacciato sanzioni hanno taciuto. Nessuno si è accorto che mentre finiva il bombardamento di Gaza, si stava scatenando un attacco forsennato di esercito e coloni in Cisgiordania” (minuto 25).

IL GOVERNO AIUTA HAMAS (min. 28 in poi) “Che Hamas sia stato aiutato da governi israeliani è una cosa notissima da molti anni. Era assai meno pericoloso aiutarlo, piuttosto che favorire la creazione di uno Stato palestinese. Una marea di soldi, in parte provenienti dal Qatar, è andata ad Hamas. Quando c’è stato il 7 ottobre erano in corso trattative tra Israele e Hamas per una tregua decennale. Chissà se Hamas stesse imbrogliando Israele oppure, non essendo un monolite, al suo interno ci fosse un conflitto fra la parte militare quella politica. Comunque Hamas è nato e cresciuto su finanziamenti in gran parte venuti da Israele e poi dal Qatar e dall’Iran” .

LA BOMBA DENTRO ISRAELE. “La democrazia di Israele ha una bomba dentro, ed è l’occupazione dei territori. Ma ne ha anche un’altra, ed è la distinzione fra Stato degli ebrei e Stato democratico. La storiografia post sionista, ma anche in parte la politica, chiedono di rinunciare a questa distinzione, in favore di uno Stato in cui tutti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri, come scrive Arturo Marzano in un altro libro uscito per Laterza. Ipotesi al momento piuttosto difficile”. (dal minuto 29.40 in poi).

Consigliamo naturalmente a tutti la visione e l’ascolto dell’intero intervento, con le domande poste dal pubblico.

26/12/2025

Il racconto del FilmFest 2025

Un’edizione…in piena luce - 24 Novembre 2025Dieci proiezioni letteralmente divorate da un pubblico competente ed entusia...
24/11/2025

Un’edizione…in piena luce - 24 Novembre 2025

Dieci proiezioni letteralmente divorate da un pubblico competente ed entusiasta. La sala principale del Cinema Palma sempre affollata, tanto che in un caso si è dovuta aprire anche la saletta da sessanta posti: è accaduto sabato, con il film iraniano “Gli uccelli del Monte Qaf”, e l’altro sulla Palestina, “Bye Bye Tiberiade”, alla fine del quale è salita sul palco la professoressa Anna Foa, Premio Strega 2025 con “Il suicidio di Israele”. Alcune anteprime assolute, come “Bus 47” e “Marco – The Invented “Truth”, ma anche il bellissimo documentario “Roberto Rossellini – Più di una vita” vincitore del Premio del pubblico il mese scorso a Roma. E, soprattutto, una fertilissima collaborazione con Luce Cinecittà, che ci ha consegnato, fra gli altri, un eccezionale documentario del 1931, sonorizzato proprio in questa occasione, sull’idrovolante Umberto Maddalena che faceva servizio dal Lago di Bracciano a Napoli. Lo abbiamo dovuto proiettare due volte, all’inizio e alla fine della rassegna.

Ha avuto un successo in questa misura inatteso, la quattordicesima edizione del Trevignano FilmFest, 21-23 novembre, intitolata “Anni Luce – Un secolo dell’Istituto, il cinema esplora la memoria”. Inatteso perché l’evento è stato organizzato in appena due mesi, dal team di giornalisti che l’ha ideato e lo gestisce (presidente Corrado Giustiniani, direttore artistico Fabio Ferzetti) per placare la delusione del pubblico, visto che non si era riuscita a rispettare la scadenza abituale di settembre. Sembrava poi che il mese di novembre non si prestasse in pieno, tanto più che appena due settimane prima gli spettatori avevano già assistito al DOCstories, il festival biennale dei documentari. Previsione totalmente smentita.

Cinque i trofei assegnati: al Cinema Palma, per gli 85 anni dalla fondazione, a Roland Sejko per “La macchina delle immagini di Alfredo C.” All’iraniano Morteza Ahmadvand, ospite del FilmFest e premiato come coregista de “Gli uccelli del Monte Qaf”, ad Antonio Morabito per “Indietro così!”, e al documentario su Rossellini, presenti in sala due dei tre registi, Raffaele Brunetti e Ilaria De Laurentiis. Il giudizio più toccante, quello del regista iraniano: “Siete una cosa molto diversa rispetto ai grandi festival internazionali, freddi, asettici – ha detto Morteza Ahmadvand – da voi mi sono sentito come in una famiglia”.

Un ringraziamento anche ai media che hanno parlato del FilmFest: dal Messaggero.it a Repubblica.it, a Il Fatto Quotidiano, a Professione Reporter, alle agenzie di stampa nazionali Ansa, Adnkronos, Dire. Ma in particolare al Tgr Lazio, che ha trasmesso un bellissimo servizio la mattina di venerdì 21. E, naturalmente, a Commissione europea, ministero della Cultura, Regione e Comune di Trevignano, che patrocinano il nostro evento e agli sponsor privati, primo fra tutti Intesa SanPaolo.

“Bus 47”: grande anteprima sabato al FilmFest Un film passionale e commovente: la lotta per ottenere un servizio di auto...
19/11/2025

“Bus 47”: grande anteprima sabato al FilmFest

Un film passionale e commovente: la lotta per ottenere un servizio di autobus in un quartiere periferico di Barcellona tagliato fuori da tutto. E’ il tema di “Bus 47”, la grande anteprima che il Trevignano FilmFest, che inizia venerdì, presenta sabato 22 alle 21.15 al Cinema Palma della cittadina sul lago di Bracciano.

Il film spagnolo, diretto da Marcel Barrena e vincitore di cinque Premi Goia, racconta la storia di Manolo Vital (Eduard Fernandez) giunto nella borgata di Torre Barò assieme a tanti altri migranti dall’Andalusia e dall’Estremadura, negli anni ’50 e ’60, per sfuggire alla fame e al giogo dei latifondisti. Manolo Vital diventa autista del 47 della città catalana. Dopo tanti inutili sforzi burocratici, e con un atto di disobbedienza civile, riuscirà a ottenere nel 1978 una linea di bus per Torre Barò.

La FilmFest card del Trevignano FilmFest costa dieci euro, si acquista davanti al cinema e dà diritto a tutte e dieci le proiezioni di quest’anno. Chi viene da fuori può lasciare l’auto al parcheggio del cimitero, e arrivare al cinema con la navetta gratuita della ditta Schiaffini.

Indirizzo

Trevignano Romano

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